I MOVIMENTI A SIRACUSA – ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 1994

*Etnografia di una esperienza politica: Il caso del Tavolo Iris (6a parte)

NASCE IL TAVOLO IRIS

Rilevata la totale assenza di iniziativa e di dibattito in campo politico-elettorale, ad intestarsi la responsabilità di “fare il primo passo”  e di esplorare la possibilità concreta di una alleanza non può che essere un soggetto esterno, neutrale, al di fuori degli schemi o posizioni preconcette. È ciò che intuisce un dirigente di una cooperativa sociale[1] che aveva seguito con interesse lo sviluppo del movimento Laboratorio Città Progetto, dal  quale è stato coinvolto per formulare il programma in materia di politiche sociali.

Egli, avvertendo il preoccupante “vuoto decisionale” che incombe, prospetta a Massimo Accolla (al tempo consigliere comunale del Ppi e dirigente sindacale Cisl), l’idea di proporsi come tramite delle varie realtà: partiti, sindacati, movimenti. Massimo Accolla, conoscendo i soggetti e i meccanismi con cui relazionarsi, si rivela da subito un ottimo aggancio per stabilire contatti. Seguono, dunque, vari incontri interlocutori prima a due, poi a tre (con Francesco Ortisi di L.C.P.) quindi a quattro (con Fabio Moschella, dirigente del PDS). Si decide infine di convocare ufficialmente tutti i partiti, sindacati e movimenti disponibili a costituire l’aggregazione unitaria del centro sinistra. Ma sorge un nuovo ostacolo: bisogna trovare un luogo neutro dove ospitare l’incontro. Pare, infatti, che potrebbe costituire imbarazzo per alcuni partiti recarsi presso la sede di altri. Inoltre, quasi tutti i partiti rappresentano la necessità della discrezione e di evitare i clamori della stampa.

La proposta di mettere a disposizione la sede della cooperativa Iris, trova tutti d’accordo e, superando titubanza e scetticismo, in maniera sommessa e discreta, parte la prima convocazione.

L’aspettativa è di incontrare 5 o 6 persone. Quando all’incontro si  presentano in 35 tra rappresentanti di partiti e di movimenti, oltre al gruppo degli organizzatori, i “padroni di casa” vanno nel panico: percepiscono subito che gli effetti dell’iniziativa sono andati ben al di là di ogni previsione e temono di non saperla gestire a dovere. Dal confronto che si sviluppa tra gli intervenuti emergono in modo evidente almeno tre considerazioni:

1) la numerosa partecipazione e la “varietà” dei linguaggi;

2) la pressoché assenza di proposte concrete da offrire;

3) la chiara aspettativa di indicazioni rivolta agli organizzatori.

Dal “Diario di Bordo” della riunione si registrano, gli interventi di: Corrado Giuliano (Legambiente), Raffaele Gentile(PSI), Paolo Zappulla (PDS), Salvo Salerno (Movimenti),  Scarfì (PPI), Ermanno Adorno (Movimenti), Nello Partescano (Rete), Marika Cirone Di Marco (PSI), Salvo Adorno (LCP), Elio Tocco (Città Futura),  Paolo Zappulla (PDS).

Il pallino del gioco, è chiaramente fuori dalla sfera partitica. I partiti non hanno nessuna mossa da giocare, né chance di spuntarla da soli. È questo, ciò che i promotori dell’incontro avvertono poiché è a loro che, in soldoni, viene chiesto di formulare una proposta, di indicare dei candidati, di condurre, insomma, una strategia. Agli organizzatori viene, dunque, non solo riconosciuto un ruolo strategico (sicuramente al di sopra delle reali possibilità) ma addirittura è a loro che si affidano per dirigere il gioco. L’incontro si conclude con l’impegno di aggiornarsi per confrontarsi su un documento programmatico che sarà predisposto dai “promotori”.

È un impegno gravoso che i padroni di casa non si aspettano ma al quale non si sottraggono. Non si tratta più di “fare da tramite” tra i partiti o di “creare l’opportunità” del dialogo e del confronto. A questo punto devono stare al gioco e assumersi il ruolo che viene a loro richiesto: la regia di un percorso. La prima tappa sarà la stesura di un documento da sottoporre all’esame e condivisione di tutti.

Inizia l’avventura

Per affrontare un simile impegno viene stabilita la costituzione di un coordinamento: ai promotori iniziali si aggiungono Riccardo Gionfriddo, (presidente della cooperativa Iris alla quale spesso viene “intestata” la paternità dell’iniziativa) e i dirigenti del Movimento L.C.P. (Francesco Ortisi, Salvo Adorno[2], Roberto De Benedictis[3] più di altri si alterneranno ai vari incontri). Con impegno e una certa ambizione, ogni energia possibile viene profusa per presentarsi preparati al secondo incontro che viene convocato la domenica del 10 Aprile ‘94 (tre giorni dopo il primo). Quantitativamente l’incontro si presenta meno numeroso (circa la metà rispetto al primo): ai dirigenti di Pds, Ppi, Psi, Rete si sono aggiunti i rappresentanti di Cgil e Cisl, tra i movimenti è presente solo Laboratorio e il confronto, che può fare a meno di preamboli e preliminari, è più serrato e concreto.

Massimo Accolla presenta subito il documento predisposto dal coordinamento:

”IL DOCUMENTO”

 I promotori dell’iniziativa tendente alla realizzazione di un’intesa politica e programmatica tra le forze politiche ed i movimenti democratici di Siracusa sottopongono ai sopracitati soggetti il seguente documento programmatico affinché costituisca il primo impegno formale per la realizzazione dell’alleanza politico-elettorale in occasione della elezione del sindaco e del rinnovo del Consiglio Comunale di Siracusa.

Il programma è sintetizzato nei seguenti punti:

  1. Valore fondamentale su cui si fonderà l’azione della nuova amministrazione è quello della solidarietà che viene individuato quale valore comune su cui concentrare particolare attenzione. Essa va vista sotto una nuova ottica: non più assistenzialistica ma quale vero servizio sociale. L’attenzione alle nuove povertà, alle categorie più deboli e agli svantaggiati è un dovere della Pubblica Amministrazione che non può più limitarsi alla elargizione di contributi o ricoveri in enti assistenziali. Bisogna saper attivare servizi in grado di prevenire quanto è più possibile e di assistere quando ve ne è la necessità. Per il raggiungimento di questi obiettivi, qualora non fossero sufficienti le somme provenienti dalle leggi di settore, saranno utilizzate risorse proprie del Comune.
  2. Prioritario è l’intervento sull’organizzazione della macchina burocratica comunale che va ridisegnata secondo i principi di responsabilità e di efficienza garantendo i diritti cittadino-utente. Vanno introdotte norme e procedure che esaltino la trasparenza dell’atto amministrativo riducendone i tempi di formazione e realizzazione, individuando i responsabili dell’iter burocratico.
  3. L’autonomia impositiva e la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato agli enti locali impongono una attenta politica finanziaria per avere certezza delle disponibilità di risorse su cui programmare l’attività dell’ente. Vanno distribuiti equamente i prelievi tributari ed i costi dei servizi a domanda individuale, prevedendo agevolazioni per i più disagiati e per particolari attività economiche soprattutto artigianali.
  4. Una diversa politica del territorio deve rendere più vivibile la città, per cui dovrà essere avviata una variante al PRG che unisca tutto il territorio e lo riequilibri al suo interno. Va invertito l’approccio al problema anteponendo gli interessi della collettività per cui l’individuazione di aree per i servizi e per polmoni di verde devono precedere quella per le aree edificabili per la cui identificazione vanno seguite linee “geografiche” e non di “proprietà” e comunque tenuto conto del patrimonio immobiliare esistente da recuperare (vedi Ortigia e Borgata S. Lucia).
  5. La grave crisi economica ed occupazionale, specialmente quella giovanile, che investe la nostra città sicuramente non può vedere l’Amministrazione Comunale assente, essa non può risolvere direttamente il problema ma può contribuire ad avviare un processo di ripresa attraverso la realizzazione di opere, servizi, ed iniziative nei vari settori dell’economia cittadina con particolare riferimento al turismo, potenziale fonte di ricchezza di cui dispone Siracusa.

La metodologia per l’attuazione del progetto dovrà essere elaborata dal candidato sindaco, unitario, il quale dovrà altresì scegliere e proporre gli assessori ed i consulenti di cui si vorrà avvalere per la realizzazione dello stesso. I metodi ed i nomi dovranno dare chiaro segno di cambiamento rispetto al passato ed essere ispirati a principi di professionalità, competenza e moralità.

È forse la prima volta che gli intervenuti si trovano ad esprimersi non sul solito “documento politico” di facciata, scritto in politichese per dire tanto e significare altro, ma su un semplice, chiaro e concreto “cartello” di cinque punti:

  1. i valori (molto forte il richiamo alla solidarietà);
  2. l’organizzazione burocratica (secondo i principi di responsabilità ed efficienza);
  3. la fiscalità (equa distribuzione e attenzione verso i più disagiati);
  4. il territorio (gli interessi della collettività, la valorizzazione di aree “geografiche” e non di “proprietà”);
  5. l’economia (favorire il processo di ripresa in ambito turistico).

Solidarietà, equità, attenzione verso i più disagiati, responsabilità, efficienza, trasparenza, termini scontati che pur tuttavia non hanno quasi mai trovato spazio nell’azione politica e che stridono drasticamente con gli “accordi” non scritti su cui prevalentemente i partiti sono abituati a confrontarsi (i grandi appalti di igiene urbana, la gestione della rete idrica, le opere pubbliche oppure quanti e quali assessorati destinare alle varie parti politiche).

Così, semplicemente e ingenuamente, i promotori aprono un dibattito su tali basi arrivando addirittura a chiederne la sottoscrizione per suggellare la costituzione di una  “alleanza” attraverso la stipula di un “patto”. Il documento non viene firmato, almeno formalmente non si ritiene necessario farlo quanto invece discuterlo. In linea di massima concordano quasi tutti ma si tergiversa… (continua)

[1] I.R.I.S. (Cooperativa sociale tra le più affermate in campo regionale, molto nota in città).

[2]Docente e ricercatore, tra i componenti di Laboratorio Città Progetto

[3] Ingegnere, tra i fondatori di Laboratorio Città Progetto.

( * tratto da una ricerca universitaria realizzata nel 2008: “Etnografia di u’esperienza politica: il caso del Tavolo Iris” che focalizza le vicende politiche in città tra il 1994 ed il 1998) 

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