Etnografia di una esperienza politica: Il caso del Tavolo Iris – 2008 (terza parte)
Intervista a Fabio Granata, avvocato, deputato regionale, fondatore di C.F.
<La questione morale che nei primi anni ’90 investì i partiti storici italiani, determinando il crollo della prima Repubblica, ebbe il suo massimo punto di deflagrazione con le grandi stragi di mafia del ’92 che determinarono, in Sicilia e nel Paese intero, una definitiva rottura da parte degli italiani nei confronti dei gruppi dirigenti che fino a quel momento avevano avuto in Italia egemonia elettorale e politica.
Città Futura nasce in questo contesto da una mia iniziativa portata avanti con Elio Tocco, esponente della sinistra movimentista e docente di filosofia, con Ivan Lo Bello, che proveniva da una esperienza nel PSI, con Fatuzzo, espressione del mondo cattolico e attraverso il coinvolgimento di molti intellettuali ed esponenti politici siracusani sia di destra che di sinistra.
Fu un movimento che seppe cogliere “lo spirito dei tempi” proponendo nuove sintesi e soprattutto puntando alla legalità e alla questione morale come fattore centrale nella costruzione di una nuova stagione della politica. Si avvicinò a quel movimento anche una giovanissima Stefania Prestigiacomo e clamoroso fu il successo della manifestazione con la quale Città Futura si propose alla città, con la partecipazione di migliaia di persone soprattutto giovani che ci chiedevano di cambiare la politica. Possiamo dire che da quel movimento scaturì la classe dirigente politica e manageriale non soltanto della nostra città ma della Sicilia per le forti ramificazioni che il movimento ebbe e il contatto aperto con il movimento di Leoluca Orlando “La Rete” che, dopo le stragi di mafia, raccolse il consenso in percentuali straordinarie.
Città Futura fu una risposta straordinaria ad una situazione fuori dall’ordinario e si concluse non nel nulla ma incanalando le energie che aveva determinato nelle nuove dinamiche della politica italiana e della nascita della cd. Seconda Repubblica.
Anche il Laboratorio Città Progetto ed il Tavolo Iris fecero parte dello scenario di cambiamento e di elaborazione politica che emersero a Siracusa in quella fase e che portarono alla candidatura di Marco Fatuzzo.>
I MOVIMENTI IN PROVINCIA
Di esperienze di “mobilitazione cittadina” in ambito provinciale si registrano, tra le altre, quella di “Primavera Floridiana” (a Floridia, con leadership di Egidio Ortisi, prima sindaco e poi deputato regionale); quella di Lentini (attraverso un movimento di base animato, tra gli altri, dal preside Armando Rossitto, in seguito vicesindaco); quella di “Città per l’uomo” ad Augusta; quella di Sortino, denominata “La Scalinata” e animata, tra gli altri, da Nuccio Giaccotto.
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Intervista a Michele Accolla, docente, direttore del mensile “Idea Solidale”:
<Ad Augusta in quella stagione si distinsero due movimenti: ”Una città per l’uomo”, nata sulla base dell’esperienza di Palermo con cui si era in stretto contatto e “Vie nuove”, nata nell’ambito della comunità parrocchiale di Santa Lucia. “Una città per l’uomo” candidò a sindaco il Prof Luigi Solarino, leader della protesta del quartiere cittadino in cui avrebbe dovuto essere ubicato il depuratore, in una posizione del tutto insensata e illogica. Il prof. Solarino è oggi presidente dell’associazione “Decontaminazione Sicilia” in prima linea nella lotta contro i termovalorizzatori del piano Cuffaro. Alle comunali elesse un consigliere comunale, il dott. Giacinto Franco, pediatra impegnato nella cura dei bambini nati malformati, e che oggi è candidato sindaco per una lista civica.
“Una città per l’uomo”confluì poi nella nascente Rete di Orlando.
”Vie nuove”candidò a sindaco Roberto Reichel. Nessuno dei due candidati a Sindaco arrivò al ballottaggio.>
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Intervista a Nuccio Giaccotto, pedagogista al Sert di Siracusa, fondatore de La Scalinata:
< La Scalinata a Sortino nasce nell’ambito dei Movimenti Democratici di Base. Mi ero da poco dimesso sia da consigliere comunale che da semplice iscritto al PCI in netto contrasto con le politiche di ricerca del consenso adottate dal partito (del tutto uguali a quelle della vecchia Democrazia Cristiana) ponendo in maniera forte la questione morale. Assieme all’amico Pippo Bongiovanni si discuteva come affrontare le prossime elezioni amministrative. Era la primavera del ’93 e ci si ritrovava all’aperto, presso la “scalinata dei Cappuccini”, dove accanite e infinite discussioni in merito al rinnovamento della politica appassionavano numerosi giovani. Fu allora che nacque l’idea di presentarsi alle elezioni comunali, fuori dai partiti con un programma ed una lista in opposizione alla vecchia classe politica, il nome non poteva essere che La Scalinata, dal luogo di ritrovo.
Si creò anche un collegamento fra i vari movimenti in provincia: fra tanti, in particolare, vorrei ricordare importanti incontri con la “Primavera Floridiana”; con Saro Cuda ed Enzo Genesio che animavano un movimento ad Avola; a Lentini con il preside Armando Rossitto che si candidò a sindaco. La nostra campagna elettorale la finanziammo in una serata: allestimmo in piazza un banchetto di sottoscrizione “mille lire per il cambiamento”. In poche ore raccogliemmo 780.000 lire: un successo straordinario per un piccolo paese come Sortino. Alle elezioni furono presentate tre liste: quella del PPI, quella del PDS e quella de La Scalinata che candidava a sindaco Maria Cannata, una maestra elementare del tutto estranea alla politica.
La nostra lista non ottenne nessun consigliere comunale ma imprevedibilmente al ballottaggio vinse la nostra candidata. Purtroppo l’esperienza ebbe una breve durata. Senza l’appoggio del Consiglio Comunale e a causa di una agguerrita ed estenuante campagna denigratoria da parte dei partiti, la giunta, fragile ed inesperta, non ebbe vita facile. L’esperienza causò seri problemi a Maria Cannata che si dimise dopo circa un anno di sofferta amministrazione. È, questa, una responsabilità che addebito del tutto al PDS provinciale del tempo. Tenni diversi colloqui con i due segretari che si alternarono (Paolo Zappulla e Fabio Moschella) per trovare punti di incontro e sostegno di un’esperienza comunque di sinistra, il partito fu intransigente: era stata decretata la morte de La Scalinata.
Non solo noi di Sortino, ma diversi movimenti in provincia guardammo con molto interesse all’esperienza di Laboratorio Città Progetto a Siracusa, molto di più che per Città Futura cha da fuori sembrava una realtà elitaria e con troppe differenze all’interno. In seguito, l’evoluzione di Laboratorio ha portato alla nascita di Agire Solidale che pur rappresentando l’unico luogo di confronto politico, sembra troppo asservita al partito egemone della sinistra.>
( * tratto da una ricerca universitaria realizzata nel 2008: “Etnografia di u’esperienza politica: il caso del Tavolo Iris” che focalizza le vicende politiche in città tra il 1994 ed il 1998)

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