SIRACUSA 1994-1998. ANALISI DI UN’ESPERIENZA POLITICA*

Nel 1994 a Siracusa un gruppo di estranei al mondo della politica tradizionale e partitica, diede vita in modo ingenuo e forse sprovveduto ad un Progetto ritenuto quasi impossibile e fino al allora mai realizzato in Città: mettere insieme per la prima volta, in occasione delle imminenti elezioni amministrative, pezzi della cosiddetta “società civile” con ciò che restava del mondo politico con i partiti in subbuglio o disfacimento per spingerli a discutere unitariamente di programmi, di candidature, di metodi da perseguire. Contro ogni previsione degli addetti ai lavori, il progetto non solo si realizzò (nacque una coalizione politica nuova, I Democratici, che adottò il metodo di regole indicate dai promotori e fece proprio il programma amministrativo redatto da un movimento (Laboratorio Città Progetto) ma addirittura risultò vincente alle elezioni con un esito che tanti considerarono un “miracolo” portando alla prima elezione diretta del sindaco Marco Fatuzzo, personaggio pressoché sconosciuto, specie in ambito politico, con una giunta che fu dalla stampa definita “dei ragazzini” o “dei boy scout”.

L’intento di questa ricerca è di dimostrare come ciò fu possibile e come, da quella esperienza, nacque una realtà politica nuova, tuttora attiva anche se in forma diversa, ancora unita dalle medesime tensioni ideali, fortemente impegnata a rappresentare le esigenze reali della città. Ed inoltre di collegare tale fenomeno locale, ad avvenimenti politici internazionali (la caduta del muro di Berlino, il dissolvimento dell’URSS), nazionali (tangentopoli, le stragi mafiose del 1992) e regionali (Primavera Siciliana, Orlando, Bianco, ecc.) che, come un effetto domino, si sono ripercossi nel contesto locale influenzandolo idealmente

 CAPITOLO 1 –  I CONTESTI DI RIFERIMENTO

 1.1. Lo scenario generale

Agli inizi degli anni ’90 si assiste in Italia ad una serie di avvenimenti che stravolgono il quadro politico-sociale e segnano profondamente una significativa trasformazione nella società. Le elezioni politiche del 1992 rappresentano una tappa fondamentale di quel cambiamento.

Dopo la caduta del muro di Berlino (1989) e lo scioglimento dell’URSS (1991), il PCI tiene nel 1991 a Rimini il suo ultimo Congresso con cui celebra il processo di revisione politica ed ideologica e sancisce la svolta del partito verso i valori del socialismo democratico, cambiando il simbolo e la denominazione in Partito Democratico della Sinistra. È il primo partito italiano ad attuare una radicale opera di riforma interna.

La minoranza del Congresso che non vuole rinunciare all’ideale comunista si oppone alla scioglimento del PCI e alla nascita del PDS dando vita al Partito della Rifondazione Comunista.

La XI legislatura, dunque, si caratterizza non solo per essere stata la più breve della storia (fino ad allora) della Repubblica Italiana ma anche per aver generato un profondo mutamento del quadro politico parlamentare.

La Democrazia Cristiana per la prima volta scende al di sotto del 30% delle preferenze e registra il suo minimo storico probabilmente a vantaggio della Lega Nord che ottiene una forte affermazione (8,70% e 80 seggi tra Camera e Senato).

Assente il Partito Comunista Italiano, i suoi eredi, P.D.S. e R.C., ottengono risultati più modesti: rispettivamente il 16,11% e 5,62% alla Camera ed il 17,04% e 6,51% al Senato.

Nel nuovo parlamento entra anche il Movimento per la Democrazia La Rete con 12 deputati e 3 senatori, una nuova formazione politica a base fortemente movimentista nata un anno prima su iniziativa di Leoluca Orlando, già sindaco di Palermo, e di un gruppo di intellettuali coordinati dal gesuita Ennio Pintacuda. Questo movimento si è già presentato alle elezioni regionali siciliane del 1991 come segno di rottura con la vecchia Democrazia Cristiana accusata di forti collusioni con Cosa Nostra ottenendo un discreto successo (7,3% e 5 seggi all’ARS).

Il risultato non felice conseguito in generale dall’ormai consolidato “pentapartito” renderà difficile la formazione di una coalizione governativa stabile. In brevissimo tempo, infatti, si succederanno due diversi governi: Amato e Ciampi, il secondo addirittura “tecnico” (con a capo l’ex governatore della Banca d’Italia). Travolta dallo scandalo di Tangentopoli, la legislatura viene bruscamente e mestamente interrotta ancora prima di compiere due anni.

Parte prima, continua

 (Tratto da una ricerca universitaria condotta nel 2008: Etnografia di una esperienza politica: Il caso del Tavolo Iris – e che focalizza le vicende politiche in Città tra il 1994 ed il 1998. – Introduzione + Cap. 1 pagg. 4-6)

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