La compagnia d’Encelado Superbo rivisita in dialetto The Dark Side of the Moon

Il nuovo anno porterà agli appassionati di musica un bel regalo. Sarà infatti dato alle stampe l’album contenente la rivisitazione in dialetto siciliano del capolavoro dei Pink Floyd intitolato “The dark side of the moon”. Il collettivo di musicisti lentinesi denominato “La compagnia d’Encelado Superbo” ha, infatti, tradotto e arrangiato le tracce dell’album, trasformando un capolavoro della storia della musica contemporanea in un inno alla musica senza barriere e senza confini, cui è stato dato il titolo, molto evocativo di “la facci niura di la luna”. La pubblicazione dovrebbe arrivare in primavera, o in ogni caso in tempo per partecipare alla celebrazione dei cinquanta anni dalla prima pubblicazione del disco avvenuta nel 1973.

In questo progetto, frutto di un lavoro che si protrae ormai da anni, non c’è solo la passione per la musica della band londinese, ma anche la grande competenza di alcuni dei talenti di maggior valore della scena culturale lentinese.

Ne parliamo con Luciano Conti, da sempre appassionato della musica del Pink Floyd, che collabora ai progetti della “Compagnia d’Encelado superbo” in veste di organizzatore e curatore di aspetti promozionali, che incontriamo negli studi dell’emittente radiofonica lentinese, Radio Elleuno.

“Non appena abbiamo terminato il nostro lavoro di adattamento del disco, ne abbiamo dato pronta comunicazione alla BMG, la casa discografica dei Pink Floyd, la quale ci ha risposto scrivendoci che, vista la rivisitazione dei testi, sarebbe stato necessario avere il bene stare da parte di Roger Waters alla pubblicazione. Malgrado i nostri buoni propositi, il via libera però non è mai arrivato. La probabile e imminente vendita del catalogo della band, che dovrebbe finire proprio nelle mani della BMG, sbloccherà la situazione. Su loro richiesta, abbiamo inviato tutti i documenti necessari e la versione ultima del lavoro. Tra le altre cose, ci hanno chiesto anche la traduzione dal siciliano all’italiano e dall’italiano in inglese dei testi, per vitare che gli stessi venissero stravolti o manipolati, cosa che ovviamente non abbiamo fatto. Il nostro intervento ha portato ad una traduzione dei testi, mentre, da un punto di vista musicale, il disco è stato arrangiato in acustico”.

Il progetto va avanti ormai da anni, siete ottimisti sullo sblocco della situazione di stallo?

“Stanchi di aspettare abbiamo già pubblicato il lavoro su youtube, e possiamo liberamente proporlo al pubblico, che lo accoglie sempre con grandi apprezzamenti. Nella primavera del 2023 dovrebbe concludersi questo processo e saremo liberi di stampare il lavoro su supporto discografico. Siamo ottimisti, perché in passato l’autorizzazione è stata data ad altri musicisti che ne hanno proposto una versione in latino”.

Come è nato il progetto?

“Abbiamo iniziato come una cover band, una delle circa 300 cover band in Italia dedicate i Pink Floyd, ma non c’erano molte opportunità per suonare. L’idea di una versione del disco in siciliano è venuta a Nino Gatti (tra i maggiori conoscitori del lavoro e della storia del Pink Floyd in Italia, e autore di molte pubblicazioni, ndr), che ci ha incoraggiato a portare avanti un progetto che sulle prime sembrava folle. Tutto è diventato realtà, grazie alla traduzione del poeta lentinese Pippo Cardello e agli arrangiamenti del maestro Salvo Amore. Portiamo già in giro lo spettacolo ma, con il disco pubblicato è un’altra cosa, in molti alla fine dei concerti ci chiedo un supporto fisico del nostro lavoro”.

Una volta pubblicato il disco quali saranno le vostre iniziative?

“Non appena avremo il cd, realizzeremo un evento di presentazione. Sulle prime pensavamo ad un evento in cui avremmo proposto anche gli altri grandi classici della band, è maturata però l’intenzione di dedicare un momento speciale proprio a questo disco anche per via delle celebrazioni dei cinquant’anni dalla pubblicazione dell’originale”.

 

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