Il salone di rappresentanza della Città di Augusta è stato la cornice dentro la quale è stato presentato l’ottavo numero del “Bollettino di storia patria”, edito dalla Società augustana di storia patria presieduta da Salvatore Romano.
La serata si è aperta con il saluto del sindaco Giuseppe Di Mare, il quale ha rivolto un ringraziamento alla Società di storia patria, ricordando l’importanza del lavoro svolto dall’associazione nel “riempire il bagaglio dei più giovani con i racconti e le storie che arricchiscono il territorio”.
Il presidente Salvatore Romano è quindi intervenuto per fare il punto delle attività recenti svolte dalla sua associazione e introdurre l’ottavo numero del Bollettino.
“Il numero 8 ha subito un ritardo in termini di pubblicazione – chiarisce Romano – per via del covid, ma già dallo scorso ottobre le nostre attività sono riprese. Abbiamo partecipato alla giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari, proponendo diversi spettacoli, propri dell’opera dei pupi, alla città e alle scuole. Altra iniziativa ha riguardato la pubblicazione della cartolina commemorativa del riconoscimento del titolo di Città, che il Presidente della Repubblica ha concesso ad Augusta, e l’emanazione di un annullo postale. La prima cartolina è stata timbrata dal Sindaco e inviata al presidente Mattarella. Lo scorso 2 dicembre, inoltre, ha avuto luogo il progetto “simbiotico-culturale” tra gli istituti comprensivi di Augusta e la Società di storia patria, i ragazzi hanno fatto da cicerone ed hanno accompagnato gli ospiti sia all’interno che all’esterno del palazzo di città”.
A proposito del numero 8 del bollettino, il presidente Romano aggiunge che “è un volume monografico dedicato alla chiesa madre, che si apre con l’editoriale del professor Paolo Giansiracusa intitolato “Augusta, una terra che abbraccia il mare”.
A spiegare i contenuti del suo scritto interviene proprio il professor Giansiracusa, storico dell’arte, il quale sottolinea che “la rivista è un presidio di bellezza, verità, coscienza, le città che non hanno un annuario di storia patria perdono parte della propria identità e non riescono a riconoscersi più. Che Augusta abbia un annuario, così profondo nei contenuti, è una cosa apprezzata dagli augustani e dalla realtà regionale. Questo numero dà prova della qualità del lavoro svolto. Non esisteva uno studio sistematico e organico su questo monumento, io stesso come storico dell’arte sapevo poco. È stato utile il lavoro svolto dal professor Magnano di San Lio e, per quanto su alcuni aspetti siano state fatte solo delle ipotesi, questo lavoro risponde a molte domande sulla storia e le vicende che hanno riguardato il Duomo. In particolare, vorrei studiare alcuni dei dipinti contenuti nella chiesa e di cui si parla nel volume. Nel mio editoriale scrivo anche del mare che purtroppo non è utilizzato come si dovrebbe, Augusta ha il mare ma non i collegamenti che le consentano di utilizzarlo al meglio da parte della comunità”.
L’illustrazione deli articoli contenuti nel libro continua proprio con lo scritto del professor Magnano di San Lio, intitolato “Maestranze ed architetti per la chiesa madre di augusta”, in cui il docente dell’università di Catania è stato coadiuvato anche dagli studenti che lo hanno accompagnato.
“La chiesa madre di Augusta rientra in un fenomeno che si sviluppa a seguito del concilio di Trento, – spiega il professore – in molti luoghi della Sicilia le chiese vengono costruite secondo i parametri definiti dal concilio e dal Cardinale Borromeo, queste chiese a volte sono sproporzionate, enormi capaci di contenere molto più della popolazione dell’abitato. La chiesa madre di Augusta è stata realizzata da architetti militari di grandi qualità, Vincenzo Tedeschi e Giuseppe Formenti, spesso ad Augusta gli architetti militari intervenivano per le ristrutturazioni delle fortificazioni, ma a volte lavoravano anche ad opere civili, Augusta può essere considerata quindi una città cosmopolita non provinciale. La città deve provare a fare un salto di qualità, cercando di avere una visione d’insieme condivisa da amministrazione comunale, autorità portuale e base navale di Marisicilia, solo costituendo questo rapporto con il mare la città potrà avere un futuro importante. Occorre una visione complessiva del recupero e della valorizzazione dei beni culturali presenti in città, inserendo ogni intervento all’interno di un percorso di valorizzazione, così come si potrebbe valorizzare la fascia costiera che va da Augusta ad Agnone, con un percorso turistico che includa anche Brucoli”.
Un secondo articolo proposto nel Bollettino è quello scritto da Giuseppe Carrabino, oggi assessore alla cultura di Augusta ma Presidente emerito della Società di storia patria, che ha dedicato il proprio contributo al patrimonio pittorico ospitato dalla chiesa in uno scritto intitolato “La quadreria della Chiesa Madre di Augusta”.
L’assessore Carrabino, però, prima di illustrare contenuti del suo articolo, ha accolto la sfida del professore Magnano di San Lio e rilanciato una proposta.
“In qualità di assessore alla cultura ho lavorato per recuperare il rapporto con le altre istituzioni, con cui abbiamo parlato della città, condividendo le finalità di intervento. In particolare, abbiamo creato un rapporto con il Demanio per l’hangar e il castello di Brucoli, per il quale c’è un finanziamento e a giorni dovrebbe essere affidato l’appalto. Per il recupero dell’hangar abbiamo anche coinvolto l’autorità portuale e l’università, che deve partecipare anche ai nostri gruppi di lavoro, collaborando alla realizzazione di progetti che potrebbero sembrare futuristici ma in realtà non lo sono più. Stiamo anche coinvolgendo l’Aeronautica militare, che il prossimo anno celebrerà i propri primi 100 anni di storia. Questa sinergia con lo Stato maggiore dell’Aeronautica, l’università e l’autorità portuale, può essere il punto di partenza per un progetto più complesso che riguardi anche i forti Garsia e Vittoria. Un proposito per l’anno nuovo può essere proprio la realizzazione di un soggetto che ci metta insieme per iniziare un percorso comune”.
Il terzo dei tre articoli contenuti nella pubblicazione è stato scritto da Don Salvatore Nicosia ed è intitolato “La conversione di San Paolo: un dipinto del XVIII secolo nella Chiesa Madre di Augusta” non un momento di critica d’arte, ma una riflessione sulla solitudine e sulla conversione, che il sacerdote ha declinato collocando le sue riflessioni nella realtà giovanile della Città.

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