Le festività natalizie ad Augusta si sono aperte con una manifestazione insolita ma ricca di fascino, ovvero il raduno degli zampognari di Sicilia, per l’esattezza il secondo che si sia mai tenuto nella Città megarese.
Voluto con forza da Emanuele Di Grande, musicista, membro della banda cittadina e zampognaro per passione, il raduno ha consentito di riempire le strade del centro storico di suoni desueti quanto evocativi, ed ha fornito una visione inconsueta della città.
“La zampogna è uno strumento della tradizione pastorale in tutto il mondo – spiega Di Grande alla Civetta – che assume caratteristiche diverse a seconda delle zone in cui si diffonde. Ancora oggi è realizzato in maniera artigianale con elementi in prevalenza naturali, in modo da mantenere le caratteristiche originali”.
Con riferimento al raduno, aggiunge che “in Sicilia si sono svolti diversi raduni, il più famoso è il festival di Erice durante il quale si assegna la zampogna d’oro, che nel tempo è diventato una manifestazione internazionale cui partecipano anche i suonatori di cornamuse scozzesi. È la seconda volta che si organizza ad Augusta questo incontro, anche se lo scorso anno per causa del covid è stato più limitato. Per questa edizione sono state coinvolte le scuole, i ragazzi vestiti con abiti del presepe vivente hanno reso tutto ancor più caratteristico. Il raduno ha avuto anche un ruolo pedagogico, perché la manifestazione ha permesso ai più giovani di vivere il Natale andando oltre i regali e l’aspetto consumistico”.
Come è avvenuta l’organizzazione del raduno?
“Conosco da tempo molti degli zampognari attivi in Sicilia e quindi ho potuto contattarli direttamente. La Società di storia patria poi ha organizzato il ristoro e l’accoglienza, curando gli aspetti culturali della manifestazione che è stata anche patrocinata dal Comune. I musicisti coinvolti sono stati circa 50, inclusi tamburellisti e suonatori di organetto, cui si sono aggiunti anche i ballerini di tarantella da tutta la Sicilia. Uno zampognaro è venuto in maniera autonoma dalla Calabria e una signora siciliana che vive a Pisa, figlia di un noto suonatore storico di zampogna, grazie alle vacanze in Sicilia ha potuto partecipare alla manifestazione”.
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Ci sarà spazio per un terzo raduno? Cosa hai in mente, magari di organizzare un festival?
“Per organizzare un festival sono necessarie molte risorse, certamente c’è bisogno di fondi, ma anche di una organizzazione pronta ad accogliere un numero elevato di persone. Mi piacerebbe organizzare un ulteriore raduno, il festival magari arriverà dopo qualche anno, quando avremo acquisito una certa fama. Il raduno è per adesso la sola cosa da poter fare, ed è già eccezionale soprattutto in un paese come Augusta che non ha una solida tradizione legata alla zampogna”.
Come è nata in te questa passione?
“Mi sono appassionato alla zampogna grazie alla figura dello zampognaro nel presepe. Essendo un musicista, ho imparato da autodidatta a suonare lo strumento, aiutandomi anche con i social e guardando tanti video, questa è una grande opportunità. Lo strumento richiede molto tempo e molta pratica per essere davvero imparato, ci vogliono diversi anni di studio. Alla zampogna si è appassionato anche il figlio di 11 anni del maestro Galofaro, il direttore della banda Augusta.
Quest’anno ha avuto la sua prima zampogna e da allora, in poco tempo, è riuscito a fare tanto, impara velocemente. È una fortuna che un bambino si sia appassionato ad uno strumento così insolito, così per i prossimi anni avremo ancora suonatori di zampogna. Quest’anno in Sicilia abbiamo avuto altri quattro suonatori di zampogna molto giovani che porteranno avanti la tradizione”.
Quali saranno gli impegni per queste festività degli zampognari augustani?
“Già alla fine di novembre, in vista delle festività natalizie, ho avuto tante richieste per suonare in case, manifestazioni o chiese. Credo che ci sarà sempre più interesse verso il suono della zampogna, perché è molto legato alle tradizioni del periodo”.

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