Ha destato scalpore la notizia riportata dalla stampa riguardo il primato del reparto di Ortopedia dell’Umberto I° di Siracusa in merito agli interventi chirurgici di correzione della frattura del collo del femore entro le 48h dall’accesso in ospedale.
Sulla pagina Facebook de “La Civetta di Minerva” ci si chiedeva ironicamente (?)
“Abituati alle ultime posizioni di qualsiasi classifica, questa ci spiazza: l’ospedale di Siracusa al primo posto in una branca di prestazione sanitaria. Com’è possibile? Sarà vero? Le domande e l’incredulità sorgono spontanee.
Eppure la fonte è autorevole. Voi cosa ne pensate?”
È certamente vero che siamo abituati a ritrovarci agli ultimi posti di qualsiasi classifica venga fuori periodicamente, con annessa retorica e propaganda politica per attaccare e denigrare o difendersi e fare le vittime, senza che vengano minimamente analizzate le cause (banalmente: gli uffici competenti hanno almeno risposto ai parametri richiesti?) a parte il livello di chiacchiere da bar o che vengano messe in pratica soluzioni di cui si parla a vuoto da decenni o si investa nella programmazione senza citare a vanvera il PNRR.
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Ci si chiedeva se è vero… aprendo il sito dell’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali https://www.agenas.gov.it/) e cercando l’indicatore richiesto “Frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 48 ore da accesso in struttura di ricovero – Italia 2021”, ordinando in modo decrescente, si ottiene l’immagine sopra riportata, premesso che la stessa Agenzia nella pagina iniziale del Programma Nazionale Esiti affermi che “ Il PNE è uno strumento di valutazione a supporto di programmi di audit clinico e organizzativo e non produce classifiche, graduatorie, giudizi”.
Succede che anche nella terra del Gattopardo, in cui un assessore regionale appena riconfermato afferma candidamente in una iniziativa pubblica come funzionano le nomine per la sanità pubblica, con tutto quello che ne consegue, che ci siano dei primari nominati anche per merito e questo è certamente il caso del dottor Salvatore Caruso, attuale direttore del reparto di Ortopedia dell’Umberto I°.
Succede che anche in uno dei Pronto Soccorso più presi d’assalto per le note carenze dell’assistenza territoriale, oltre che strutturali, mancanza di personale e mi fermo qui per dovere di sintesi, si riesca ad applicare il “protocollo femore”, per cui chi accede in PS per una sospetta frattura di femore riesce ad eseguire gli esami pre operatori (esami ematochimici, Rx Torace, ECG e visita anestesiologica) in tempi brevi.
Giusto per offrire una sponda sia agli inguaribili ottimisti e speranzosi, bontà loro, che ai pessimisti cosmici, dovremmo considerare che ci sono altri reparti e servizi che offrono prestazioni di alto livello in città e in provincia nonostante la maggior parte degli operatori sanitari lavori in condizioni organizzative e strutturali che lasciano altamente a desiderare.
Ma tranquilli, ci è bastato essere considerati eroi nella primissima parte della pandemia e siamo consapevoli del nostro posto tra il dottor Google, la vicina di casa, gli effetti placebo camuffati in qualsiasi modo pur di vendere qualcosa ecc….
Se consideriamo infine il tasso di altri interventi, ad esempio i redditizi interventi di protesizzazione, la quota di offerta sanitaria ad appannaggio delle cliniche private piuttosto che degli ospedali pubblici o ripensiamo ad alcuni concetti succitati brevemente, c’è poco da festeggiare e rallegrarsi.
* Medico di Medicina Generale, specializzando in malattie infettive e tropicali al Policlinico di Messina

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