Ogni giorno spuntano nuovi possibili compratori della raffineria di proprietà dei russi della Lukoil, dopo il presunto commissariamento dello stabilimento deciso dal governo per scongiurare il paventato blocco della produzione con conseguenti perdite di migliaia di posti di lavoro: un disastroso scenario di crisi collegato alla guerra in Ucraina e all’embargo dei paesi europei nei confronti della Russia, esportazioni di prodotti petroliferi compresi.
Dopodiché la Lukoil ha dichiarato a sorpresa che problemi di greggio da raffinare non ne ha. E giustamente ci si chiede, per usare un eufemismo, a che caspita di gioco alcuni stiano giocando intorno all’affare della vecchia Isab installata negli anni Settanta dalla famiglia genovese dei Garrone: oggi non piú petrolieri ma con la loro Erg leader nel settore delle energie rinnovabili. Una storia molto controversa – quella dell’Isab di Marina di Melilli – che sfociò in un processo per corruzione; che comportò la cancellazione di una comunità di mille persone (che qualche volta racconteremo meglio); che contribuí ad accrescere l’inquinamento dell’aria e del mare in una zona già satura diimpianti nocivi per l’ambiente e la salute di umani ed altri esseri viventi. E cosí oggi siamo qui ad augurarci che ai tanti danni causati al territorio non segua l’ennesima beffa: in questo caso una crisi occupazionale di grandi proporzioni che nessuno si può permettere.
Ma allo stesso tempo dovremmo dire con ben altra forza, convinzione e condivisione diffuse che la questione ecologica deve diventare prioritaria, e non balbettata come continua a farsi. Quali grandi progetti di transizione ecologica, quali richieste di finanziamenti nell’ambito del PNRR o di altre risorse stanziate dall’Unione Europea per riconversioni industriali, bonifiche e risanamenti territoriali vari, sono stati concretamente approntati? Interrogativi rivolti al mondo imprenditoriale prima ancora che alla politica, ed estesi a quella cosiddetta società che sarà pure civile ma, nel suo insieme, pure molto indifferente, comunque poco attiva, fatta eccezione per alcuni comitati e associazioni ambientaliste. Purtroppo finora sono stati insufficienti decenni di denunzie, pure giornalistiche, e qualche procedimento giudiziario su alcune delle tante nefandezze avvenute.

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