Com’è la qualità di vita nella provincia di Siracusa? O meglio, come si vive, vi sono servizi pubblici adeguati e quelli privati quali alloggi, bar, ecc. in che maniera soddisfano? Tante questioni e problematiche sociali esistono nella nostra società oramai molto più complessa rispetto a decenni fa, per cui è necessario chiarire. Se andiamo a fare domande alla popolazione della provincia troveremo risposte diverse. C’è chi dice che si trova bene chiudendosi in casa, parlando con pochi e godendosi il sole che c’è quasi sempre (la provincia è la 1° su tutte le 106 d’Italia per l’alto grado di soleggiamento). Per altri tutto va male perché il capoluogo è sporco, intasato da troppe auto, con quartieri malfamati e tantissimi problemi mai risolti dalle varie amministrazioni che si sono succedute. Se passiamo agli abitanti residenti nei Comuni della provincia il giudizio cambia. Nei Comuni montani si afferma il vivere a misura d’uomo anche se mancano parecchi servizi, in quelli più grandi i servizi ci sono e anche la qualità per molte persone venute da grandi città che hanno trovato piacevole lavorare e/o soggiornare lì. Poi, ci sono gli istituti di ricerca pubblici come l’Istat, le università e quelli privati che raccolgono dati con vari indicatori dando una visione più completa del capoluogo e dell’intera provincia. Questa statistica descrittiva fa emergere numeri che parlano indicando sinteticamente i lati positivi e negativi di un territorio. L’ultimo report sulla qualità della vita pubblicato dal Sole 24ore sui dati dell’anno 2021 pone la provincia al 98° posto su 106 provincie. ciò rappresenta una variazione di +7 rispetto al 2020 (era in105esima posizione). Ma è dal 1990 che la provincia si trova annualmente agli ultimi posti nella classifica generale: solo nel 1994 raggiunse il 65° posto poi è rimasta sempre giù con una media di posizione 91esima in 26 anni. Bisogna precisare che non c’è da stupirsi se altri report emessi da altri istituti, usando una diversa metodologia e ponendo anche altri indicatori, giungono a risultati differenti ma la tendenza è la stessa: nella provincia e capoluogo la qualità di vita è molto bassa. Inoltre è da ribadire che sui risultati finali incidono sempre e di parecchio quelli del capoluogo sia perché alcuni servizi esistono solo a Siracusa (es. trasporto urbano dove l’indicatore dichiarato solo per Siracusa, auto in circolazione, Prezzo medio di vendita delle case) sia perché il capoluogo è la città più popolata (circa un terzo della provincia). Nel report non mancano punti di contrasto evidenti. Infatti osserviamo che si è primi come migliore performance nella banda ultra larga (Fttc) che rappresenta la Fibra fino all’armadietto >=100 Mbit/s – % copertura edifici (Agcom, 2021). Al contrario c’è anche la peggiore performance (105° classifica generale) per i depositi bancari delle famiglie consumatrici – in euro pro capite (dati Banca d’Italia/Istat). Entrando più nello specifico troviamo
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| il macro indicatore “ricchezza e consumi” che proviene dal calcolo di 11 sotto indicatori fra cui il valore aggiunto pro capite, la spesa delle famiglie, debiti, ecc. questo è al 100° posto in classifica generale facendo discendere la provincia di 6 posizioni rispetto al 2020. |
| il macro indicatore “affari e lavoro”, posto a quota 87esima, fra i suoi 15 sotto indicatori figurano: tasso di occupazione, infortuni, giovani neet, ecc. indicatori negativi, ma ciò che non ha fatto scendere di più questo macro indicatore è dovuto alla qualità delle strutture ricettive (Numero medio di stelle delle strutture alberghiere, elab. Tagliacarne su dati Istat, 2020) elevata e al rapporto % tra esportazioni di beni verso l’estero e valore aggiunto (Prometeia, 2020). In pratica la provincia esporta tutto e principalmente dalla zona industriale. |
| Altro macro indicatore è “giustizia e sicurezza” da anni sempre abbastanza negativo, sintomo di forte criminalità in essere. Esso pone la provincia alla 99° posizione con una variazione annuale di meno 8 (nel 2020 era alla 91° posizione). Fra i suoi 15 sotto indicatori spiccano in aumento i reati legati agli stupefacenti, la mortalità per incidenti stradali, le estorsioni e i furti di autovetture. |
| Appare anche il macro indicatore “demografia e società”. In questo vengono racchiusi altri 15 sotto indicatori importanti come il saldo migratorio totale (la differenza tra iscritti e cancellati dai registri anagrafici per trasferimento di residenza, Istat, 2020), il consumo di farmaci per depressione, la speranza di vita alla nascita, cioè il numero medio di anni (Istat, 2020). L’assegnazione alla provincia è in 93° posizione nella classifica delle 106 provincie, ciò dovrebbe far riflettere. |
| C’è “ambiente e servizi” contenente 15 indicatori. È un’area più complicata da leggere perché contiene sia indicatori semplici (raccolta differenziata, piste ciclabili, auto in circolazione ogni 100 abitanti, nel Comune capoluogo, sia altri sub indicatori raggruppati è il caso della “Qualità della vita dei bambini” indice basato su 12 parametri (asili nido, aree giochi, pediatri, studenti per classe e scuole accessibili o con giardini e palestre, elab. Sole 24 Ore, 2021) in 81esima posizione. La “Qualità della vita dei giovani” indice su 12 parametri (aree sportive all’aperto, età media del primo figlio, concerti, discoteche, elab. Sole 24 Ore, 2021) in 68esima. “Qualità della vita degli anziani” indice su 12 parametri (importo pensioni, assistenza domiciliare, infermieri, biblioteche, orti urbani, elab. Sole 24 Ore, 2021) in 90esima posizione.
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| In ultimo la macro zona “cultura e tempo libero” che si presenta al 66esimo posto. In quest’area si osservano: il patrimonio museale (18° posto), l’indice di lettura, al 92° posto (diffusione media di quotidiani, mensili e settimanali – copie ogni 100 abitanti dato da Ads/Istat, 2020) palestre, piscine (ogni 10mila abitanti inclusi i centri per il benessere, Infocamere/Istat) le Offerta culturale di spettacoli (95° posto, Siae/Istat, 2020) spesa dei Comuni per la cultura 82° posizione (euro pro capite elab. Tagliacarne su dati Siope, 2020). Nonostante bassi valori di parecchi indicatori quella posizione è dovuta da indicatore quali: ristoranti (un numero superiore alla media nazionale) la diffusione della banda ultra larga – Fttc e banda ultra larga Ftth (Agcom, 2021). Un dato interessante è quello che fuoresce dall’importo pensionistico. Il reddito medio da pensione di vecchiaia in euro all’anno (Inps, 2020) si trova in 17esima posizione e un importo medio di 20.813€ che supera la media nazionale (19.244,3€) però la maggioranza delle pensioni (vecchiaia/invalidità) sono con importi molto bassi. Ciò evidenzia l’esistenza di un gruppo di pensionati che percepisce grandi importi (specialmente ex dipendenti pubblici e della sanità). Invece la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti (Istat, 2019) è di 17.018€ che pone la provincia al 72 posto rispetto alla media nazionale di 19.523€. |
Riguardo l’indicatore dei beneficiari di reddito di cittadinanza, i dati Inps luglio 2022 dichiarano, per Siracusa e provincia, che i beneficiari sono 40.066 per un importo medio mensile di 565,87 euro.
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Inoltre il Sole 24ore ha emesso anche il 29esimo rapporto “Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia” che si basa su 18 parametri raggruppati in 5 macro aree (aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente).
Esso dà una classifica che fotografa con i dati relativi al 2021 le performance ambientali di 105 città fra cui Siracusa. la città si pone nella classifica generale in 96esima posizione sulle 105 città.
Nello specifico riprendendo alcuni indicatori abbiamo in 78esima “alberi in aree di Proprietà pubblica” (alberi/100 abitanti), cala alla 99esima posizione per il verde pubblico, mentre è al 6° posto per l’alta concentrazione di O3 (ozono) fattore inquinante. È terz’ultima per dispersione della rete idrica, peggio sono solo Belluno e Catania. Rispetto a questo indicatore c’è “la potenza installata in kW su edifici pubblici ogni mille abitanti” che pone Siracusa al 28° posto. Mentre l’indicatore rifiuti differenziati (percentuale di rifiuti differenziati, frazioni recuperabili, sul totale dei rifiuti urbani prodotti) afferma la sua risalita, ma con molto cammino da fare (è all’84° posizione generale).

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