In attesa dei magnificati 49 mln (!) per il sistema idrico, la Siam si disimpegna dagli investimenti

11 progetti per un importo di 49 milioni di euro per migliorare il sistema idrico di Siracusa. Questo il tema della conferenza stampa di martedì scorso dei vertici della DAM, socio unico della SIAM, gestore del servizio nel capoluogo.

9 proposte presentate dalla Siam e 2 dal Comune che, ovviamente, dovranno passare al vaglio dell’Agenzia per la Coesione Territoriale e di Invitalia sulla scorta di precisi criteri di selezione ma che rappresentano un’importante opportunità sebbene, come è intuibile, solo alcuni saranno (forse) ammessi al finanziamento. Per affrontare l’emergenza idrica sempre più grave l’ex Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna, attraverso il CIS, Contratto Istituzionale di Sviluppo “Acqua Bene Comune”, ha messo a disposizione risorse per oltre un miliardo a valere sui fondi Fsc 2021-2027 e su quelli per la perequazione infrastrutturale in aggiunta agli oltre 4 miliardi previsti dal PNRR che comportavano però alcune limitazioni quale, per esempio, progetti presentati obbligatoriamente non da singoli comuni bensì dalle assemblee territoriali idriche, il motivo per cui Siracusa ha visto già sfumare 30 mln https://www.lacivettapress.it/2022/03/13/persi-30-mln-per-lammodernamento-della-rete-idrica-ma-non-si-tratta-di-una-fatalita/

Nello specifico non si sa quali siano i progetti presentati. Come riferito in cronaca, si è parlato in generale di interventi sulla ormai ‘vetusta’ rete idrica, di nuovi pozzi, di efficientamento del depuratore e della rete fognaria ma ancora una volta non si dà modo alla città di sapere quali siano state le scelte fatte. Ma, soprattutto, fatte da chi? Che significa, come si legge in alcuni resoconti, che “La società spagnola ne ha discusso ieri con il sindaco Francesco Italia”? Che il sindaco non sapeva su quali progetti per Siracusa la società stesse lavorando? Che non sono stati prima concordati con l’Amministrazione? Il sindaco ha saputo solo ‘ieri’ dei progetti che dovevano essere presentati entro il termine massimo, già prorogato, del 10 ottobre? Comprendiamo senz’altro il disappunto del presidente della Dam Juan Godoy per la scelta di una gestione pubblica del servizio idrico fatta dalla nostra Ati e anche il suo desiderio di “continuare a fare impresa a Siracusa” – l’oro blu è un business straordinario come ben sappiamo tutti –, ma ci rifiutiamo di credere che il privato abbia davvero avuto campo libero nel decidere come intervenire sul nostro sistema idrico.

Sono state indicate delle priorità alla Siam? Sono state date precise indicazioni? Leggiamo che tra i progetti ci sarebbe quello di ottenere un refluo che possa servire “alle aziende agricole ed industriali e dare così respiro alle falde acquifere” e sappiamo che questo sarebbe possibile solo attingendo ad acqua non insalinata, una soluzione che non dovrebbe quindi prevedere la realizzazione di un nuovo campo pozzi già a rischio, esattamente il progetto del Comune che non convince molti. Siam ha valutato alternative? https://www.lacivettapress.it/2022/10/20/scontro-sul-progetto-da-20-mln-sprecati-per-il-nuovo-campo-pozzi-ma-e-gia-troppo-tardi/

Il miglioramento della qualità dell’acqua” vuol dire che si è sposato il progetto per il riuso della condotta ex Cassa del Mezzogiorno e la captazione delle acque dell’Anapo?

L’efficientamento del depuratore” comporta liberare finalmente il Porto Grande dal refluo ‘depurato’ (ma non sempre)?

Si è anche discusso – ha detto da Juan Godoy – della possibilità di realizzare degli impianti fotovoltaici per abbattere i costi dell’energia elettrica. È una possibilità a cui stiamo lavorando”? È stata presentata una proposta in tal senso, sì o no? E in caso negativo, a quale nuovo bando si pensa di partecipare?

Sono domande per il sindaco Italia affinché chiarisca e completi il quadro lasciato a metà.

Solo su un aspetto infatti ci sembra che tutto sia evidente; solo ad alcuni quesiti posti dall’ex assessore Carlo Gradenigo la risposta, seppure indiretta, appare adamantina: la Siam, oltre a quanto già fatto (casette dell’acqua, docce, fontana), non farà nessuno di quegli investimenti importanti, previsti nel contratto sottoscritto a dicembre dell’altr’anno con il Comune, di cui Gradenigo ha insistentemente chiesto la tempistica.

Lo ha detto con assoluta onestà l’ingegnere Giuseppe Marotta in un’intervista a SiracusaPress: “L’aumento dei costi energetici che ha portato a una previsione, speriamo pessimistica, per la fine del 2022 di 11 mln e mezzo – ma in ogni caso al più si potrà recuperare non oltre un milione di euro – preclude gli investimenti che prevedevamo di attuare nel 2022. Ci siamo limitati ad altri oneri contrattuali, agli interventi di minor conto: le casette dell’acqua, le docce, la fontana. Ma non possiamo incidere sugli altri investimenti importanti di cui la città necessita”.

In sostanza, l’aumento della spesa per l’energia dai 4,6 milioni del 2021 agli 11 mln e mezzo del 2022 avrebbe bruciato esattamente quanto previsto per gli investimenti per i quali la società si era impegnata nei 2 o 3 anni.

Saremmo dunque di fronte a un ‘pacifico’ inadempimento contrattuale che, pur se per causa imprevista e non addebitabile al contraente, prevede, ai sensi del codice civile, una serie di conseguenze. Senza entrare nello specifico, grossolanamente, dal risarcimento del danno alla risoluzione del contratto. Inimmaginabile! Nessun problema. Nessuno solleverà la questione. Per altro già abbondantemente diluita nell’aspettativa di ben 49 milioni di investimenti

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