Il 17 gennaio 2022, nel salone dell’Aeronautica Militare di via Elorina, l’incontro che si tenne alla presenza del sottosegretario alla Difesa, on. Mulè, e il generale Caccamo, responsabile del patrimonio immobiliare (caserme e siti vari) in dotazione alle Autorità militari, ha aperto, come è noto a tutti, la possibilità di una pagina inedita per Siracusa. Messa all’angolo, nel 2019, con fondate ragioni tecniche e funzionali espresse anche dal Genio Civile, la proposta della Giunta Comunale di collocare nell’area dell’ex-Idroscalo la Caserma dei Carabinieri, in un immobile lì presente – bislacca idea che avrebbe significato “rimilitarizzare” un’area militarmente spenta già da tempo! –, lo scenario prospettato dal Sottosegretario Mulè inaugurava una svolta, sintetizzabile in questi termini: «se il Comune è in grado di soddisfare alcune esigenze militari e logistiche – un’area di servizio elicotteristico e un immobile per foresteria/alloggi e servizi per i militari impegnati, anche in una sede più periferica, esterna e distante dall’attuale area militare di via Elorina, la possibilità di una smilitarizzazione dell’area dell’ex-idroscalo è una ipotesi fattibile».
Come noto, quelle parole sono state una sorpresa per l’uditorio presente all’incontro ufficiale, se si pensa che nel corso della Legislatura che abbiamo alle spalle, alle diverse interrogazioni parlamentari che rivendicavano la smilitarizzazione dell’area, le risposte replicavano il volere dei Vertici Militari, trincerati dietro un secco “No”. In quel salone dell’Aeronautica di Siracusa, le parole del sottosegretario Giorgio Mulè – presenza ascrivibile all’impegno dei parlamentari Stefania Prestigiacomo, Paolo Ficara e Fausto Raciti,– facevano breccia nell’uditorio perché schiudevano opportunità che in precedenza avevano trovato dinieghi rispetto all’obiettivo della smilitarizzazione: finalità che da tempo la città intera ha avvertito come una grande opportunità e attorno alla quale il nostro “Comitato” ha saputo imprimere un’accelerazione. Nell’incontro con l’on. Mulè, erano presenti, oltre ai parlamentari che avevano sollecitato e promosso l’incontro, il vice Sindaco Pierpaolo Coppa, Massimo Riili dell’Ance, Diego Bivona per Assindustria, vertici militari, altri esponenti di organismi professionali, personalità di partito ed il sottoscritto, a nome del “Comitato per la riqualificazione urbana di Siracusa”, rappresentanti della Stampa.
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Dopo gli interventi dei rappresentanti istituzionali e dei parlamentari, tesi a raccogliere e tradurre le aperture formulate dal sottosegretario sull’ipotesi favorevole alle istanze della città, nel mio intervento, a nome del “Comitato”, provavo subito a motivare le ragioni che potessero dare forza ulteriore alle istanze della città. L’apertura che l’intervento del sottosegretario mostrava sulla possibilità della smilitarizzazione ammorbidiva le rivendicazioni dei rappresentanti siracusani presenti, al punto che nel mio intervento, rivolto al Sottosegretario, riconoscevo che l’iniziale pretesa di noi siracusani di mettere in discussione “la legge dell’ospitalità” – rivendicare, “a casa dell’ospite”, che l’area militare venisse ceduta, liberandola da funzioni militari – era stata anticipata dall’intervento spiazzante del Sottosegretario. E come secondo punto del mio intervento, invitavo a riflettere sul fatto che nel venir meno da circa un ventennio di significative funzioni militari nell’area dell’ex-Idroscalo (ridottasi oggi ad una presenza, tra militari e civili, di circa una quindicina di persone), se nel 1924 le ragioni della costruzione dell’Idroscalo con esclusivi scopi militari trovavano legittimità all’interno di una vasta area che era paludosa e periferica, a distanza di cento anni, in una condizione radicalmente mutata, l’area di via Elorina oggi appare e si staglia quale decisivo snodo urbano, interno alla città e a soli 900 metri dal centro storico di Ortigia.
Riteniamo che anche quest’ultimo sia stato un inevitabile elemento di valutazione tra i vertici militari e il Ministero della Difesa – insieme certamente al fatto che da quasi un quindicennio le residuali funzioni militari mostrano il volto di deperimento generale di un contesto che meriterebbe altra destinazione – sino a far assumere posizioni di apertura verso le rivendicazione di smilitarizzazione che salgono giustamente dalla città e dalle sue Istituzioni.
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Oggi peraltro, dopo le elezioni del 25 settembre, siamo di fronte ad un altro contesto politico-istituzionale. E se come “Comitato”, subito dopo la conferenza con il Sottosegretario on. Mulè, abbiamo apprezzato la scelta del nostro coinvolgimento che l’Amministrazione Comunale ha da subito prospettato per un lavoro di analisi e studio sull’area e su zone limitrofe (concessioni, demanio, aspetti catastali, ecc.), al fine di delineare la fattibilità di quel “progetto indicativo di massima” richiesto dal Ministero della Difesa e dai Vertici Militari al fine di pervenire successivamente alla deliberazione ministeriale di smilitarizzazione, oggi che si è pervenuto a tale obiettivo grazie alla collaborazione e all’impegno con l’assessore Coppa e l’architetto Miconi del Comune, con la stesura finale di tale lavoro, nelle linee generali, si tratta di dar vita ad una strategia politico-istituzionale della città nel contesto aperto dal voto del 25 settembre, sia perché di fronte ad un nuovo Governo nazionale sia per i nuovi parlamentari eletti nella nostra provincia. Strategia che va messa a punto dalle prossime settimane – una volta inviato al Ministero della Difesa le “Linee generali del progetto” – anche in ragione del fatto che nel giugno 2023 la città si troverà di fronte al voto per il rinnovo del governo cittadino.
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Certo, è poi non solo comprensibile bensì auspicabile che la redazione di un vero e organico “progetto esecutivo” sul destino urbano dell’intera area ex Idroscalo non potrà che vedere momenti di alto coinvolgimento delle principali Istituzioni pubbliche (Comune, Soprintendenza, Facoltà di Architettura, ecc.) affinché tra Bandi Nazionali, Europei e Fondi Governativi si attivino le risorse finanziarie indispensabili per attuare la riqualificazione di una delle aree più suggestive della città, percepita e vista come organica al centro urbano di Siracusa. L’auspicio è che l’intera città si muova in concorde sintonia, per un obiettivo che è di tutti.
La smilitarizzazione dell’area di via Elorina (oltre 42.000 mq circa, pari all’incirca a sei campi di calcio) rappresenterebbe un volano strategico di riqualificazione urbana di Siracusa: dal “Water Front” ridato alla città, alla suggestione dell’intera area per fini di svago, tempo libero, mobilità interna, turismo e cultura, conferendo un inedito ingresso Sud alla città. Un auspicio che la cittadinanza e le Istituzioni sentono prioritario, confermando una finalità politico-strategica condivisa. L’inevitabile collegamento sinergico e di intensa ritessitura urbana che l’area dell’ex Idroscalo avrà con lo scenario di riqualificazione della futura Stazione Marittima, Stazione centrale, sito archeologico del Ginnasio Romano, Mercato Ittico, ex Macello Comunale, dà la misura del carattere strategico del nuovo volto di straordinario valore di un’area che si staglierebbe come l’opera di riqualificazione urbana di maggior pregio che non ha eguali negli ultimi 50 anni a Siracusa. Qui, la città si gioca una partita decisiva!

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