“Le realtà aderenti al documento sono 61 e comprendono associazioni culturali e ambientali, operatori del settore culturale, economico, del turismo, organizzazioni sindacali e imprese che chiedono l’immediata istituzione del Parco nazionale degli Iblei. Dopo oltre 15 anni dalla legge n.222 del 29/11/2007 fra discussioni, tre fasi di concertazione, rinvii, proroghe e chiarimenti su alcuni aspetti di carattere tecnico, oggi i tempi sono maturi per attuare quanto prevede la legge nazionale e istituire il parco nazionale degli Iblei, rilancio l’intero territorio della Sicilia sud-orientale da un punto di vista socio-economico, rilanciando il concetto di ECOTURISMO come modello di sviluppo e preservando l’importante patrimonio naturale, culturale, ambientale della Sicilia sud-orientale”.
La nota è stata inviata al Ministero della Transizione Ecologica, All’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, ai Commissari dei Liberi Consorzi fra Comuni di Siracusa e Ragusa e al Commissario della Città Metropolitana di Catania
OGGETTO: Procedimento relativo all’istituzione del Parco nazionale degli Iblei, in riferimento al D.L. del 01/10/2007 n.159, convertito in legge del 29/11/2007 n.222 avente per oggetto “Disposizione in materia ambientale”.
Con il D.L. del 01/10/2007 n.159, convertito in legge il 29/11/2007 n.222 avente per oggetto “Disposizioni in materia ambientale”, il parlamento italiano ha previsto l’istituzione di quattro parchi nazionali in Sicilia, di cui uno già istituito ovvero il Parco Nazionale Isola di Pantelleria ed altri attendono di essere definitivamente istituiti. Il Parco Nazionale degli Iblei, ormai giunto alla fase finale della sua definitiva istituzione, dopo quindici anni di iter amministrativo e procedurale che ha visto lo svolgimento di tre concertazioni, nel 2010, nel 2017, nel 2019 e ancora in corso ma ormai giunto alla fase finale dell’iter istitutivo, la cui lunga fase di concertazione ha coinvolto i ventisette comuni compresi nella proposta di istituzione dell’area protetta, i Liberi Consorzi Comunale di Siracusa e Ragusa, la Città Metropolitana di Catania, la Regione Siciliana con l’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente e le tante associazioni culturali, ambientali e molteplici realtà in qualità di portatori di interessi, hanno seguito e sostenuto la proposta istitutiva nella sua fase iniziale e ancora oggi continuano a chiedere il completamento dell’iter amministrativo di istituzione. L’istituzione del Parco nazionale degli Iblei, oltre a rappresentare un indispensabile riconoscimento utile alla tutela e alla conservazione di un’intera area dell’altipiano ibleo compreso fra le province di Siracusa, Ragusa e Catania di straordinaria importanza ambientale, naturale, culturale, archeologica, enogastronomica, etnoantropologica, che merita di essere preservata per la sua importante biodiversità e tramandata alle future generazioni, rappresenta anche e soprattutto un concreto e nuovo modello di sviluppo che pone le sue fondamenta nel riconoscimento dell’ecoturismo come perno centrale di una nuova programmazione dei territori interessati, ponendo al centro come priorità la tutela del patrimonio ambientale, naturale, culturale e del paesaggio, verso una fruizione consapevole e responsabile degli stessi, con importanti e concreti benefici socio-economici per le comunità locali. L’istituzione del Parco nazionale degli Iblei rientra in linea con gli obiettivi prefissati dall’AGENDA 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta il 25 settembre 2015 da 193 Paesi membri delle Nazioni Unite e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDG, inquadrati all’interno di un programma di azione più vasto costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere in ambito ambientale, sociale, istituzionale entro il 2030. A tal proposito, solo nell’anno 2021, in Sicilia, compresa l’area degli Iblei, sono andati in fumo oltre 78 mila ettari di superficie boschiva e vegetazionale, con una media giornaliera di 135 roghi nei mesi più caldi di luglio ed agosto, con un totale di oltre 8.113 incendi in tutta la Sicilia. Istituire il Parco nazionale degli Iblei consentirebbe di avere maggiori strumenti e risorse economiche finalizzati alla tutela, prevenzione e monitoraggio del fenomeno, oggi divenuto allarmante con dati sempre in crescita, a cui l’istituzione dell’area protetta farebbe scaturire una notevole diminuzione degli incendi nella Sicilia sud-orientale, anche per il venir meno di eventuali speculazioni sui territori interessati. Da un punto di vista socio-economico l’istituzione di un Parco nazionale può diventare anche e soprattutto un fattore determinante per i territori interessati, avviando nuovi processi di sviluppo economico e lavorativo in chiave sostenibile ed ecocompatibile. E’ quanto emerso anche dall’importante Rapporto effettuato dal Ministero dell’Ambiente e da Unioncamere denominato “L’economia reale nei parchi nazionali e nelle aree naturali protette”, analizzando il valore aggiunto pro-capite prodotto appunto dalla imprese nei Parchi nazionali. Dallo studio che ha preso in analisi i territori di 23 parchi nazionali, è emerso il censimento di oltre 68.000 attività produttive, con un’incidenza elevata di attività commerciali, attività artigianali, aziende agricole, attività di ristorazione e in generale al comparto diretto e indiretto del settore del turismo, di fatto in controtendenza a coloro che affermano una ipotetica paralisi delle attività economiche all’interno delle aree protette. Le aree protette costituiscono oggi un vero e grande laboratorio di nuove pratiche innovative ed ecocompatibili, puntando sulla sostenibilità ed economia dei territori interessati, ponendo al centro le comunità locali, con piccole e medie imprese, oggi sempre di più la vera essenza del modello produttivo italiano. Oggi parlare di blue economy e di green economy, diventa imprescindibile sé non si coinvolgono e accompagnano le comunità locali verso una crescita sostenibile per attuare concretamente una vera transizione ecologica. Gli ultimi dati in Italia sull’ecoturismo ci fanno ben sperare nel riuscire a preservare l’integrità dei luoghi attraverso un modello consapevole e responsabile che ad oggi consente di registrare dati importanti in merito alle presenze turistiche nei luoghi e territori riconosciuti aree protette, sempre più richiesti da turisti italiani e stranieri, le cui ultime statistiche confermano una presenza annua sempre in crescita, con un dato di oltre 105 mila posti di lavoro generati nel comparto, con un indotto economico di oltre 5,5 miliardi di euro. Per quanto sopra esposto, oggi diventa prioritaria l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei a cui chiediamo di procedere, riconoscendo sempre di più l’importanza e il valore della biodiversità in Italia e in Sicilia, attuando politiche di tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio naturale, ambientale e culturale del nostro paese e avviando una vera e propria conversione ecologica ma anche e soprattutto socio-economica nei territori compresi della Sicilia orientale e nello specifico in provincia di Siracusa, Ragusa e Catania.
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