Rischio idrogeologico: il rimpallo delle competenze in attesa delle alluvioni. L’azione del Gruppo Ovest Siracusa

Enormi tronchi d’albero che bloccano il regolare deflusso delle acque del fiume Ciane per almeno 300 metri, a poche decine di metri dalla foce. Un tronco che, in occasione di una forte alluvione, potrebbe spostarsi verso il ponte stradale sul Ciane e causare l’allagamento di via Elorina, oltre a eventuali danni alle strutture del ponte stesso. Sbarramenti nell’alveo del fiume Anapo sia presso la struttura Farina ai Pantanelli che presso il Ponte Capocorso dove ancora ci sono i detriti trasportati dalla piena ed esondazione del 17 novembre dell’altr’anno.

Ma ovunque nel nostro territorio è questa la situazione, grave, fotografata dal Servizio Comunale di Protezione Civile e addebitata alla mancanza “di una qualsivoglia manutenzione”: occlusioni e sbarramenti dovuti a “sistematiche carenze manutentive ed aggravati dagli eventi alluvionali dell’ottobre e novembre 2021”.

Sopralluoghi eseguiti a inizio agosto hanno accertato condizioni di criticità presso “fiumi, torrenti, fossi, canali e relativi attraversamenti fluviali lungo i margini del fiume Anapo nelle contrade di Bellofronte, Taverna, Capocorso e case Bianche, nell’alveo del fiume Ciane, nel Canale Mammaiabica e in tutta la rete dei canali che confluiscono nella zona Pantanelli”.

La nota del Comune inviata all’Autorità di Bacino denuncia, senza mezze parole, “l’assenza endemica di manutenzione di tutte le vie d’acqua e quindi la presenza di folta e rigogliosa vegetazione negli alvei, l’aumento dei fenomeni di interramento, la conseguente diminuzione della velocità di deflusso delle acque” anche a causa della “frequente abitudine, nei terreni agricoli, di cancellazione ed occlusione dei canali per aumentare le superfici coltivabili o le coltivazioni a serre. In genere gli attraversamenti fluviali ispezionati si configurano come pericolosi o come ‘passaggi a guado’ ovvero sedi stradali ubicate in corrispondenza di alvei fluviali, asciutti durante parecchi mesi dell’anno ma che diventano trappole, anche mortali, in occasione di forti precipitazioni per la formazione di onde di piena improvvise, di altezza e velocità rilevanti, e tali da poter trascinare fino al mare qualunque veicolo che transitasse imprudentemente”.

Non siamo in grado di dire se l’Amministrazione si sarebbe mossa comunque autonomamente prima dell’arrivo della “stagione delle piogge”. Immaginiamo che probabilmente l’avrebbe fatto dopo gli eventi tragici nelle Marche. Ma possiamo raccontare in maniera precisa e dettagliata quali passi abbia fatto il Comitato Gruppo Ovest Siracusa, impegnato per mesi contemporaneamente sul fronte incendi e appunto su quello del rischio idrogeologico (in coda all’articolo il resoconto della sua attività, esempio virtuoso di quanto sia importante che i cittadini dal basso, con competenza e ferma determinazione, anche senza palcoscenico, sollecitino e guidino un’azione amministrativa spesso lenta e inefficace, impastoiata nella rete della burocrazia).

Preoccupante quanto emerge dalla corrispondenza tra il Comune di Siracusa e l’Autorità di Bacino di Catania (una scoperta pressoché casuale l’esistenza dell’organismo decentrato di Catania competente per la Sicilia orientale!).

L’AdB ricorda di aver invitato tutti i Comuni, nel 2020 con due note, a segnalare le criticità esistenti nei corsi d’acqua dei loro territori per poter predisporre una pianificazione degli interventi sul demanio idrico fluviale e sollecita il Comune di Siracusa a fornirle un progetto definitivo o esecutivo o di fattibilità tecnica ed economica. Quindi, con richiamo alle norme, ricorda quali siano le competenze tanto dei privati nei cui terreni passi un corso d’acqua quanto dell’Ente locale.

Dal canto suo il Comune replica di aver ‘annualmente’ provveduto alla manutenzione ordinaria ma che nel caso specifico le criticità siano da attribuire alle alluvioni dell’autunno del 2021 “proprio a seguito delle disastrose condizioni degli alvei dei predetti canali che, a monte delle porzioni di competenza comunale, versano da anni in uno stato di abbandono e degrado”. Da qui la richiesta all’AdB o di provvedere direttamente o di trasferire al Comune “risorse finanziarie proporzionate alla risoluzione dei problemi annosi”, il sollecito a tutti gli Enti competenti di interventi indifferibili e urgenti “declinando ogni responsabilità in caso di inadempienza”. Di positivo il fatto che il Comune starebbe comunque cercando fondi “per effettuare motu proprio i lavori più urgenti”.

Nello stesso racconto della dottoressa Rita Trigilio, portavoce del Gruppo Ovest, la gravissima criticità idrogeologica si trasforma quindi in criticità burocratica, in conflitto di competenze e di conseguenza in paralisi amministrativa, la stessa che di certo, insieme all’evento eccezionale del temporale autorigenerante, risulterà essere la concausa principale delle 12 vittime nelle Marche.

La cronologia della nostra azione illustra bene come, a causa della farragine burocratica, si perda tempo prezioso. Non c’è passaggio di consegne all’interno dello stesso Ente, per cui, in assenza di un funzionario, tutto si blocca; nessuno può (o vuole) mettere le mani al posto suo; gli Enti non parlano tra loro, non si cerca di risolvere un problema in sinergia, quanto piuttosto di scaricare sugli altri compiti e responsabilità; nessuno vuole azzardarsi ad avere una visione d’insieme. Rispondere ai cittadini è un optional noioso che a volte viene tralasciato, a volte si subisce a denti stretti.

Certo, l’emergenza Covid ha scombussolato tutti gli uffici. Si può comprendere che le note di inizio 2020 siano state trascurate nel marasma Covid che iniziò subito dopo, ma come spiegare il fatto che la PC non abbia ricevuto una nota dal Protocollo Generale? A chi è stata assegnata questa nota? Si dovrebbe rintracciare e capire quali passi ha seguito l’assegnatario; per quale motivo non abbia trasmesso la nota alla PC o se, magari, ha compilato la fatidica scheda inviandola all’AdB senza informare gli altri dipartimenti.

Si dovrebbe anche capire per quale motivo l’AdB centrale ha ritenuto di non rispondere né a noi, né al Genio Civile, finché non siamo andate di persona a smuovere le acque (è il caso di dirlo) alla sede di Catania.

Ma adesso che si torna alla normalità, occorre riorganizzarsi diversamente. Bisogna che, ad esempio, di una data tematica siano a conoscenza almeno due funzionari di modo che, in caso di assenza di uno, subentri l’altro, così da non lasciar languire una pratica per anni. Bisogna che i protocolli abbiano direttive tali da assegnare le pratiche a chiunque possa essere interessato; bisogna che i vari Enti parlino tra loro e che un’autorità sovraordinata ordini loro di collaborare a un fine ben determinato”.

RESOCONTO AZIONE GRUPPO OVEST SIRACUSA

In data 05/04/22 Il nostro gruppo Ovest invia all’Amministrazione Comunale e ad altri Enti competenti una nota relativa alla richiesta di prevenzione delle emergenze del territorio, segnatamente incendi e alluvioni.

  • Dagli uffici del Comune (Assessore e dirigente Ecologia e dirigente Protezione Civile) non perviene alcuna risposta
  • La P. C. della Prefettura, dopo una sollecitazione del 03/05, risponde che la prevenzione è di competenza del Comune

In data 15/04/22 Il Genio Civile risponde di aver trasmesso la nostra nota all’Autorità di Bacino, che è competente per il Demanio idrico dal 2018

  • Nessuna risposta da AdB

In data 24/05/2022, a seguito di sollecitazione telefonica, incontriamo, pochissimi giorni dopo la richiesta, il Sindaco e l’Assessore alla Protezione Civile, al quale il Sindaco dopo un po’ ci affida. In quella riunione abbiamo messo l’accento sugli incendi e sulla necessità di un coordinamento interforze, ma abbiamo parlato anche della prevenzione delle alluvioni

In data 06/07/22 il gruppo Ovest sollecita l’AdB chiedendo interventi su punti critici per possibili alluvioni a livello del fiume Anapo e del canale Carancino

  • Nessuna risposta da AdB

In data 03/08/22 (dopo essere stati informati dall’architetto Biagio Bellassai della Protezione Civile Regionale dell’esistenza di una sezione orientale dell’AdB a Catania), incontriamo il dott. Carmelo Calì dell’AdB di Catania che non sapeva nulla della nostra nota e la ritrova faticosamente. Dice che hanno richiesto a tutti i comuni, a inizio 2020, allo scopo di redigere un piano di interventi sul demanio idrico fluviale, informazioni sui punti critici suscettibili di provocare alluvioni e danni. Tali informazioni erano da inserire in una scheda editabile. Nessuna risposta era giunta da SR. Si impegna a trasmettere una nuova nota.

Ugualmente in data 03/08/22 viene inviata, dal Sindaco di SR e dall’Assessore alla PC, una nota a tutti gli Enti competenti, cui si chiede un intervento sui punti critici suscettibili di provocare alluvioni e danni. Una pec in tal senso viene inviata anche all’AdB al suo protocollo generale. Però non era stata compilata alcuna scheda.

  • Non si ha contezza se tale nota sia stata trasmessa al dott. Calì

In data 10/08/22 Il dott. Calì invia una nota al Comune di Siracusa (protocollo generale) e, p. c., al Segretario Generale e al nostro gruppo – con la quale, tra le altre cose, menziona la nostra nota del 06/07 – facendo riferimento alle note rispettivamente n° 548 del 15/01/20 e 2247 del 18/02/20, con le quali veniva chiesto di segnalare le criticità esistenti, fornendo una scheda editabile da restituire compilata in formato editabile  (non fornendo quindi a quel tempo una scheda standard, ma lasciando ai vari Enti la libertà di crearla). A questa nota viene allegata una scheda da compilare. LA PC RIFERISCE DI NON AVER MAI RICEVUTO QUESTA NOTA E NEMMENO QUELLE DEL 2020

In questa nota dell’AdB si fa riferimento a quanto prescritto da un Regio Decreto del 1904 (!) e comunque a una direttiva n° 5750 del 17/09/2019, inoltrata anche al nostro Comune.

In data 22/08/2022 la PC del Comune invia ulteriore sollecito all’AdB  (ma non schede compilate) che, almeno fino al 21/09/2022, giorno della riunione con la PC del Comune, non ha dato risposta.

In data 21/09/2022 abbiamo partecipato a una riunione con la PC del Comune. Da questa risulta che il Comune, o almeno la PC, non ha ricevuto le note dell’AdB; che il Comune sa quali interventi è necessario fare, ma non ha fondi, perché le PC (udite, udite) hanno i fondi per quando succede un disastro, ma non hanno quelli per la prevenzione. Questo ragionamento sarebbe giusto se, in tempi non emergenziali, i comuni approntassero strumenti di prevenzione: ma se questi strumenti non sono stati approntati, che si fa? Si attende il disastro? La tragedia?

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