Verde pubblico: novità in arrivo. “Non ripetere gli errori del passato”  (il parere di Carlo Gradenigo e Nino Attardo)

L’orientamento dell’Amministrazione Comunale di affidare a una sola ditta la gestione del verde cittadino, abbandonando la ripartizione in cinque lotti, trova l’adesione dell’ex assessore Carlo Gradenigo che, nel corso del suo mandato di neanche un anno e mezzo, ha apportato non poche novità al settore: oltre alle alberature e alla sistemazione a verde di diverse aree, scuole e vie (caratterizzate da formelle ormai prive di alberi), un’attenta rimodulazione del capitolato del verde pubblico con l’inserimento in manutenzione ordinaria di circa 100 aree fuori capitolato (e in più il mini bando e progetto per il diserbo dei cigli stradali per lavori mai appaltati), l’aggiornamento della pagina dedicata al verde pubblico (con l’inserimento di tutti i dati inerenti il bando, l’elenco aree dei vari lotti, i progetti in itinere e/o realizzati) per consentire ai cittadini di verificare, e valutare, loro stessi le opere di manutenzione eseguite dalle ditte, la messa online del censimento arboreo geolocalizzato dei 5 lotti, la partecipazione e quindi aggiudicazione del bando MiTE sulla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici nei territori comunali con realizzazione di 9 progetti di alberatura e recupero acque piovane per l’abbattimento isole di calore e riduzione degli allagamenti.

Qui il link https://www.comune.siracusa.it/index.php/it/il-comune/90-settore-ambiente/verde-e-tutela-ambientale

Credo innanzitutto che sia un buon obiettivo quello di iniziare da subito a lavorare per arrivare a un nuovo bando prima della scadenza di quello attuale prevista per settembre del prossimo anno – afferma il dr. Carlo Gradenigo -. Penso anch’io che una sola ditta, rispetto a cinque, possa ridurre e ottimizzare i costi di gestione generando delle economie di scala per chi si aggiudicherà il servizio. Ma per risolvere davvero il problema della gestione del verde pubblico, bisognerebbe partire dalla stesura di un accurato Piano del Verde. Da questo punto di vista, sulla base dell’esperienza fatta, più che concentrarsi sul tipo di alimentazione degli strumenti da lavoro (benzina o elettrici) come ho letto, tra i requisiti obbligatori per la partecipazione al nuovo bando sarebbe opportuno stabilire il numero minimo di uomini e mezzi meccanici necessari, specificandone la qualifica e indicandone l’esatta tipologia, evitando, come accaduto, che una gara da oltre un milione di euro possa essere aggiudicata a un’impresa con quattro operai, o che si ripetano situazioni da “arrunzasiepi” per le quali, a distanza di otto mesi, si attende ancora l’arrivo della tagliasiepi meccanica. Occorrerebbe puntare in assoluto alla qualità del servizio più che al maggior ribasso, sapendo che un lavoro ben eseguito e programmato si traduce quasi sempre in una riduzione dei costi oltre che dei disservizi, eliminando tutti quegli interventi straordinari che hanno caratterizzato il vecchio appalto. Ridefinire i costi di lavorazione, stabilire delle chiare e “pubbliche” tabelle di intervento legando i pagamenti agli effettivi lavori eseguiti, che possano agevolare gli uffici (ancora oggi privi di personale e figure specializzate come l’agronomo) nelle operazioni di verifica puntuali, evitando appalti vuoto per pieno e/o sanzioni che possano essere soggette alla libera interpretazione di amministratori e avvocati. Infine – conclude Gradenigo -, in merito al diserbo, considerando la tipologia di lavoro e la mole di rifiuti che si accumulano ai bordi delle strade, credo che un miniappalto a sé o legato all’igiene urbana sarebbe l’ideale piuttosto che inserirlo tra la manutenzione delle aree a verde che hanno bisogno di una cadenza e di un livello di attenzione e cura nettamente differenti dal semplice decespugliamento”.

Entro tra un attimo nel merito della domanda sul tipo di bando da predisporre – commenta con noi l’agronomo paesaggista Nino Attardo -. Vorrei fare prima io una domanda: quali sanzioni verranno comminate alla ditta che, capitozzando barbaramente i pini di piazza Aldo Moro (Adda), ne ha determinato la morte? Perché questo dovrebbe essere il primo obiettivo: imporre la corretta esecuzione dei lavori, vigilare perché non si commettano errori, per altro grossolani, prevedere quindi la figura del Direttore dell’Esecuzione del Contratto soprattutto dal momento che nell’amministrazione non mi pare ci sia qualcuno in grado sia di leggere che di imporre il rispetto del capitolato d’appalto.

piazza Adda

C’è anche il regolamento del verde pubblico: chi controlla che sia seguito alla lettera? Personalmente ho qualche curiosità: le ditte che esplicano attualmente il servizio hanno concluso le attività di sturt up previste dai capitolati all’articolo 2, cioè il censimento di tutte le essenze, il repertorio fotografico e la targhettatura? E le attività preliminari successive allo sturt up? Quante piante non sono più state ripristinate dopo la loro morte come denunciava tempo fa l’esperto agrotecnico Tinè, e quante alberature sono state maldestramente mutilate?

 Detto questo, probabilmente è vero che l’aggiudicazione a una sola ditta porterebbe ad economie di scala ma è anche vero che si potrebbe razionalizzare il sistema, pensare a una suddivisione in lotti basati sulla specificità delle attività da fare da un punto di vista tecnico. Per esempio attualmente il lotto A riguarda la manutenzione del verde di arredo e alberature nei quartieri Tiche, Acradina, Grottasanta, Epipoli, Belvedere, mentre quello B il verde di arredo e alberature nei quartieri Ortigia, Santa Lucia, Neapolis, Cassibile. Si potrebbero accorpare e prevedere invece un lotto specifico per giardini storici fra cui comprendere anche il cimitero monumentale attualmente nel lotto E. Una cosa è manutenere, curare, un giardino con 200 specie diverse e dalle diverse esigenze, un’altra è potare un’aiuola spartitraffico. Anche la manutenzione dei bordi delle strade comunali, compresi i marciapiedi, potrebbe costituire un lotto a sé.

 Non sono un esperto di gare d’appalto. L’amministrazione ha gli elementi per valutare l’opportunità di mantenere la suddivisione del servizio in più lotti. Piuttosto va posto il problema in generale di come rendere più efficiente il servizio che continua a presentare grandi lacune a partire da un elemento fondamentale: la manutenzione degli spazi verdi che si realizzano dopo la data della gara d’appalto. Confermo che è indispensabile un Piano del verde che guardi al futuro, che sia programmato per 10/20 anni, con previsioni a medio e lungo termine, capace di offrire realmente alla città spazi verdi funzionali per il benessere di tutte le categorie di cittadini. Siracusa è una città piena di aiuole spartitraffico e rotatorie, mancano i giardini”.

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