Fra PNRR e Fondi Europei: il Piano Scuola 4.0 e la condizione delle scuole a Siracusa

Un programma di innovazione didattica per avere lezioni più interattive e studentesse e studenti più coinvolti. È il “Piano Scuola 4.0”, uno stanziamento di 2,1 miliardi di euro per trasformare 100.000 classi tradizionali in ambienti innovativi di apprendimento e creare laboratori per le professioni digitali del futuro negli istituti scolastici del secondo ciclo. Spazi di apprendimento flessibili e tecnologici per favorire la collaborazione e l’inclusione. In tutte le scuole italiane e in linea con le esigenze di crescita di bambini e ragazzi”
Fra risorse PNRR e altri fondi europei si tratta di 4,9 miliardi messi a disposizione per cablare aule, formare docenti, portare la banda ultra larga a scuola, sostenere la digitalizzazione di segreterie e pagamenti legati alle attività scolastiche, innovare gli spazi didattici. Un lavoro che deve andare avanti per garantire una scuola al passo con i tempi a studenti e famiglie”.
Questo lo slogan del Ministero dell’Istruzione, per la trasformazione del sistema di Istruzione Italiano, con l’investimento di una massa di denaro mai vista finora. Buoni i propositi, peccato che si stia privilegiando solo alcuni aspetti, mentre altri, forse ancora più vitali, siano trascurati o quasi scomparsi da ogni tipo di programmazione.
A scegliere come saranno disposti o articolati i nuovi “strumenti didattici”, saranno le scuole: il dirigente scolastico, in collaborazione con l’animatore digitale e il team per l’innovazione, potrà costituire un gruppo di progettazione che coinvolgerà progettisti, docenti e studenti per il disegno degli ambienti di apprendimento fisici e virtuali, per la progettazione didattica basata su metodologie innovative adatte ai nuovi ambienti, per la previsione di misure di accompagnamento nell’utilizzo degli spazi didattici modificati.
Non sempre in una scuola esistono competenze in grado di realizzare la scuola dei sogni. Non si tiene conto del precariato, ancora a livelli abnorme, ed inoltre si pretende sempre che si faccia tutto a costo zero.
Chi lavora dentro la scuola ha la sensazione che ci si trovi davanti all’ennesimo spreco di denaro pubblico.
Soldi che vanno spesi comunque e in fretta, in qualsiasi modo, per poter rendicontare alla UE e ricevere ulteriori fondi. Che poi queste spese producano un risultato o fossero necessari non interessa a nessuno, o quantomeno a pochi.
Già, perché se c’è una scuola con Dirigenti accorti e responsabili, che pensano che le apparecchiature e gli arredi acquistati di recente sono idonee e funzionali agli spazi a disposizione e quindi non presenti candidatura, o semplicemente ne vuole spendere solo una parte, deve fare i conti con le famiglie, con il consiglio d’Istituto. Come se il successo scolastico dei ragazzi dipenda esclusivamente dal nuovo modello di Monitor Touch, al quale i costruttori hanno solo “rinfrescato” qualche dettaglio, o dal tavolo ovale, piuttosto che dal banchetto classico.
Forse è il caso di dire basta a questo modo di gestire le scuole. Uno dei problemi più importanti delle scuole è l’assenza di insegnanti stabili e non precari che cambiamo ogni anno. Assenza di spazi vitali dove ospitare gli alunni, le strutture spesso fatiscenti messe a disposizione dagli enti locali e l’assenza di manutenzione. Lì dovrebbe essere indirizzata prioritariamente la grande massa di finanziamenti in arrivo. Se anche questa volta l’obiettivo non sarà centrato, le conseguenze saranno disastrose.
Di recente dai fondi del Pnrr il Comune di Siracusa ha visto approvare solo uno dei tre progetti presentati per quanto riguarda le palestre scolastiche. Nello specifico, infatti, l’ente ha ottenuto il finanziamento di 250mila euro per la riqualificazione della palestra di via di Villa Ortisi.
Gli altri due progetti, quelli inerenti la realizzazione di due nuove palestre, rispettivamente negli istituti Falcone – Borsellino (660mila euro richiesti) e Santa Lucia (1,3 milioni) non sono entrati in graduatoria di finanziamento.
Per quanto riguarda l’istituto Falcone – Borsellino, l’intervento prevedeva la costruzione di nuova palestra nella popolosa frazione di Cassibile. L’area circostante è ampiamente urbanizzata ed insiste in un contesto urbano pressoché saturo e privo di spazi liberi di proprietà.
Anche per questo risultato, non lusinghiero, ha avuto la meglio la carenza di personale nell’ufficio tecnico in grado di predisporre progetti competitivi,  e la ristrettezza dei tempi di partecipazione ai bandi.

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