Cosa fa il Direttore di Esecuzione del Contratto del servizio di igiene urbana a Siracusa (€ 6.800 al mese) ? La legittima domanda del M5S

Dal dicembre 2018, “nelle more dell’espletamento della gara”, una serie continua di proroghe dell’affidamento diretto attraverso cui l’Amministrazione Comunale ha designato il direttore di esecuzione del contratto (DEC) che regola il servizio di igiene urbana a Siracusa.

Il passaggio senza soluzione di continuità dell’incarico, sempre in affidamento diretto, nel luglio 2021 da una società d’ingegneria di Torino, l’ESPER srl, con sede legale prima in largo Cibrario n.10 e poi in via Gian Domenico Cassini, n. 21 (che per espletare l’incarico si è avvalsa di due diversi professionisti), alla SIAT srl di Ragusa con sede legale presso il Centro Direzionale ASI.

Il compenso per “l’avvenuto controllo sull’andamento generale dell’appalto” (questa sulle determine di pagamento delle fatture mensili la stringata formula che indica l’attività svolta) cresciuto progressivamente da 4mila euro al mese nel 2019, a 6.300 nel 2020 fino agli attuali 6.800.

Solo una pia intenzione il bando di gara predisposto con determina dirigenziale n. 161 del 12 giugno 2020 per affidare l’incarico mediante una procedura aperta con corrispettivo a base d’asta fissato ‘discrezionalmente’ in 55mila euro annui; 385mila euro complessivi per i sette anni di durata del contratto di appalto del servizio di igiene urbana su cui esercitare il controllo secondo i termini specificati dettagliatamente nel bando.

Ecco in sintesi il contesto in cui si inserisce l’ultimo comunicato del M5S di Siracusa che ha interrogato l’Amministrazione sull’utilità di questa spesa per un’attività di cui non si sa assolutamente nulla: “Sarebbe forse il caso di dare una qualche indicazione sulla sua identità (dei DEC, ndr) e su quali risultati abbia prodotto e in quali ambiti della raccolta rifiuti”.

Non si discute certo la necessità di una tale nomina: la figura del DEC è stata prevista infatti da un Decreto Ministeriale del 2018 per svolgere attività di controllo sulla regolare esecuzione, nel rispetto dei tempi e dei costi, delle opere prescritte nella fase esecutiva degli appalti pubblici. Il ruolo del DEC – che si affianca al responsabile unico del procedimento (RUP) soprattutto nel caso di prestazioni che hanno un importo superiore a 500mila euro e qualora si richiedano competenze particolari per la complessità dell’appalto – è quindi quello, fondamentale, di garantire che quanto stabilito contrattualmente venga eseguito in maniera corretta.

La scelta fatta dal Comune di Siracusa nel dicembre 2018 appare dunque condivisibile ma solo a condizione che si tratti di un’attività realmente efficace, di un’azione di sorveglianza puntuale ed effettiva. I DEC hanno verificato che ogni singola voce contrattuale del servizio rifiuti sia stata rispettata in pieno? Sono mai stati segnalati ritardi, inadempienze, disfunzioni nell’esecuzione del contratto di igiene urbana? Il RUP riceve periodicamente dal DEC i report da cui risulti che il gestore abbia eseguito attività e prestazioni in conformità alle obbligazioni contrattuali e ai relativi allegati tecnici ed amministrativi? Il cittadino può sapere, a mero titolo informativo trattandosi di pubbliche risorse, in quali termini il DEC abbia espletato le proprie funzioni propositive e consultive? Hanno effettuato i DEC che si sono succeduti sopralluoghi a campione, anche non programmati per verificare lo svolgimento del servizio da parte del gestore? È lecito sapere se c’è mai stato un qualche rapporto tra DEC e utenza per raccogliere eventuali segnalazioni di malfunzionamento del servizio o dobbiamo credere che il popolo dei lamintusi per eccellenza sia pienamente soddisfatto del servizio di igiene urbana? Cosa ne pensa il DEC della quasi totale assenza dei controlli sulle utenze domestiche e commerciali e sul fatto che gli ispettori ambientali istituiti con tanto entusiasmo non siano operativi? È mai successo che il gestore del servizio si sia rivolto al DEC per segnalare ostacoli o condizioni di forza maggiore ostativi alla regolare esecuzione del servizio così da poter individuare le opportune soluzioni e supportare l’Ente nell’acquisizione e/o rilascio di pareri e nulla osta in merito? Sono state svolte tutte le attività relative alla quantificazione e alla fatturazione degli importi concernenti la gestione dei corrispettivi CONAI e delle premialità tariffarie eventualmente erogate?

E si potrebbe ancora continuare perché innumerevoli sono gli obblighi che un DEC assume e se la sua funzione non è quella di contribuire in qualche modo a migliorare il sevizio, non si comprende a cosa valga la spesa.

Ma, per quanto ci risulta, l’Amministrazione non ha ancora fornito alcuna risposta. Non ci stupisce perché è a tutti evidente la predilezione della stessa per una comunicazione esclusivamente a senso unico: martellante, da qualche mese a questa parte, quando c’è da informare su quello che in realtà è ordinaria gestione (la manutenzione stradale in primis, che oggi avviene grazie per lo più all’accensione di mutui, o i progetti per i percettori del reddito di cittadinanza che si attendevano da anni) o i successi della ‘città’ quali gli spot pubblicitari girati a Siracusa e così gli eventi, e via discorrendo.

Ma se non stupisce, quel silenzio offende perché arriva da chi ha avuto il mandato di rappresentare l’intera comunità e che pertanto non è legittimato a far finta di nulla quando viene chiamato in causa per argomenti scottanti come questo, o come su quanto sta avvenendo nella riqualificazione di via Tisia, il deserto prossimo venturo voluto non si comprende bene da persone (poche) dotate di una, per noi misteriosa, forza persuasiva, o sul far west di Ortigia su cui nessuno sembra in grado di intervenire efficacemente: né la Prefettura, che punta piuttosto sull’educazione dei cittadini, quando in realtà si tratta di interessi commerciali che nulla hanno a che vedere con il senso civico del popolo, e che si limita a formali indicazioni, né la Polizia Municipale, la cui unica funzione appare ormai circoscritta alle sole contravvenzioni per sosta vietata, né la maggiore responsabile, l’Amministrazione Comunale che, invece di regolamentare secondo criteri certi e opportuni, estende permessi di ogni tipo fuori limite massimo.

Un’Amministrazione che nega l’evidenza quando le si ricorda che c’è comunque un eccesso nel pur legittimo ricorso alla pratica dell’affidamento diretto per il quale, in molti casi, non si vede davvero alcuna ragion d’essere.

 

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