“Tutte le persone che agiscono in bellezza, e con la bellezza, la espandono e la instillano in tutto ciò che contattano: cose, fatti e persone. Questo è l’amore che ci forma e ci indica la via della salvezza. Accorgersi di questo è salvarsi dalla vacuità, dallo squallore, dalle brutture, dalla meschinità, da tutti i limiti, dal labirinto spesso inestricabile della nostra interiorità”.
“Carezze tra anime” (Bookabook) è il romanzo d’esordio di Lidia Geraci, palermitana trapiantata a Ravenna.
La pubblicazione è stata resa possibile grazie a una campagna di crowdfunding: i lettori hanno contribuito sostenendola e il 23 giugno 2022 “Carezze tra anime” ha visto la luce.
Lidia Geraci: “Come immaginerete è un momento di grande gioia, la realizzazione di un sogno che circa un anno fa ho deciso di tirare fuori dal cassetto”.
Il romanzo (rosa? Sentimentale a sfondo sociale? Poco importano le classificazioni) narra la storia di Farah e Tancredi. Un salvataggio rocambolesco, Lampedusa – paesaggio e metafora, sfondo e personaggio essa stessa: i sapori odori sentori dell’isola e della Sicilia sono quelli cui la letteratura ci ha abituati -, genitori biologici e di cuore, l’immigrazione e i suoi problemi, amicizia e amore, silenzi e dialogo, conflitti e risoluzione.
La prefazione è stata curata dalla professoressa Paola Villano, ordinaria di Psicologia sociale all’Università di Bologna.
E pedagogica è la formazione della scrittrice (formatrice impegnata nell’ambito della comunicazione efficace) che si riflette nelle sue pagine: le “carezze tra anime” sono insegnamenti di vita (sul rapporto amicale, su quello genitori-figli, sulle varie sfumature dell’amore, etero, omo, fisico, platonico, intellettuale, spirituale…, sul razzismo – è presente anche la famigerata –n word –, sul senso dell’esistenza… ).
Qualche anno fa Whitney Houston cantava: “Tell me are you really ready for love boy/ Or is it just the lonely talking again/ Are you really ready for love boy/ Or is it the lonely talking again/ Now the time before/ When we got together/ You promised you’d be forever true to me/ But all I got from you/ Was lots and lots of talking/ Lonely nights filled with misery”.
Le carezze tra i personaggi del libro – la cacofonia “tra anime” è indicativa di come i primi approcci tra le varie figure del testo siano impatti più che incontri – sono soprattutto verbali: ogni sentimento ogni emozione ogni sfumatura delle loro azioni è sviscerata, sminuzzata, sezionata in monologhi, commenti e descrizioni minuziose del narratore e soprattutto dialoghi che hanno quasi il sentore di una seduta terapeutica.
È come se, infatti, il libro fosse un’unica lezione d’amore declinata in tutte le sfaccettature possibili.
In esergo al romanzo, il titolo della splendida canzone dell’indimenticato Franco Battiato: “Tutto l’universo obbedisce all’amore”.
La lingua è standard, con qualche incursione felice nel dialetto siciliano, molto più naturale del dettato del romanzo. Il ritmo a tratti accelera con le sinossi, spesso rallenta con le parti riflessive e dialogiche in cui trovano riflesso gli avvenimenti (molti dei quali avvengono “fuori scena”, specie i più tragici, mentre altri vengono approfonditi con uno scavo che vuole essere catartico).
Il libro quindi presenta tutti i pregi e i limiti dell’opera prima: l’entusiasmo narrativo, il descrittivismo, il gioco con le strutture narrative e la lingua, il desiderio di lanciare un messaggio al lettore.
Qui la pagina Facebook dedicata al libro: https://www.facebook.com/carezzetraanime/; il 15 luglio il l’autrice sulla pagina Instagram della casa editrice: https://www.instagram.com/bookabook_it/.
Auguriamo all’autrice – sensibile, cordiale, amante della bellezza – ogni successo e la esortiamo a camminare nel difficile, esaltante sentiero della scrittura, in attesa di nuove pagine.

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