Razzo riutilizzabile costruito dagli studenti dell’Imperial College di Londra si alza dalla base di lancio in Scozia – due Siracusani nel team.

Sabato 16 Luglio un gruppo di 50 studenti dell’Imperial College ha lanciato Nebula, un razzo riutilizzabile dalla base di lancio SARA nel Ayrshire in Scozia. Il razzo di ben 2.2 metri di altezza era stato progettato per il raggiungimento di una quota di 5 km per poi riatterrare tramite l’utilizzo di un sistema di paracaduti.

Finanziato dall’imprenditore Ali Baghdadi, nonché da multinazionali come Microsoft, Dassault Systèmes e Northrop Grumman, il Karman Space Programme è stato fondato soli 10 mesi fa dall’idea di diventare il primo progetto universitario a raggiungere lo spazio con un razzo riutilizzabile. Fra i membri pure due Siracusani: Flavio Savarino, dottorando in ingegneria aeronautica e leader della sezione di aerotermodinamica, e Alexander Castagna, studente di ingegneria meccanica e responsabile della sezione di strutture.

“Le opportunità che progetti del genere danno a noi studenti durante la formazione universitaria hanno un valore inestimabile: consentono di implementare le conoscenze apprese nelle lezioni, lavorando in un contesto molto simile a quello di una start-up industriale nell’ambito ingegneristico” dice Alexander. “La squadra è composta da studenti di tutto il mondo e con esperienze molto diverse, provenendo da ben 10 dipartimenti diversi”.

 

Oltre che rappresentare un valore aggiunto per gli studenti, il Karman Space Programme è anche il volto di un nuovo modo di concepire le missioni spaziali.

“Questo progetto si inserisce all’interno delle nuove sfide in campo spaziale, una su tutte la riutilizzabilità dei veicoli di lancio al fine di ridurre i costi e incrementare il numero delle missioni spaziali. La missione appena conclusa e i dati raccolti ci insegnano quanto complesse siano la progettazione e gestione di razzi riutilizzabili”, dice l’ing. Savarino.

 

Aggiunge anche che “Il Karman Space Programme ha il potenziale di ispirare gli ambienti accademici di tutto il mondo ad investire risorse e giovani menti in ciò che oggi definiamo la New Space Economy. Questa consiste in un mercato emergente, soprattutto negli Stati Uniti, che ha come obiettivo la commercializzazione del settore spaziale, storicamente gestito dalle agenzie governative, tra cui le ben note NASA ed ESA”.

Lo sviluppo del secondo lanciatore, chiamato Orion, è già in atto. Parallelamente, vengono condotti studi e test dei sistemi di atterraggio per altitudini superiori ai 25 km. L’ultimo razzo della serie, Aurora, si stima verrà testato nel 2024 e tenterà di oltrepassare la linea di Kàrmàn (quota 100 km), riconosciuta internazionalmente come il confine con lo spazio. Sarebbe la prima volta nella storia che un team di studenti riuscirebbe a farlo attraverso un razzo riutilizzabile.

 

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