Ho avuto modo, nella mia vita precedente, di conoscere padre Pippo Lombardo e di apprezzarne le sue doti umane e soprattutto pragmatiche, operative, che sono quelle che più riesco a percepire. Tralasciando l’ambito religioso che non mi compete, aveva capacità comunicative e manageriali che sapeva sfruttare per portare avanti le numerose attività a cui si dedicava e appassionava.
A testimonianza di quanto sostengo mi piace ricordare la straordinaria esperienza condivisa con lui ed altri splendidi personaggi di ORTIGIA ISOLA NUOVA, una associazione che raggruppava le parrocchie di Ortigia, associazioni, cooperative sociali, gruppi scout costituita per proporre e gestire progetti europei di integrazione e sviluppo in ambito minorile, giovanile e della terza età.
Ideata, progettata e presentata alla fine dell’Amministrazione Fatuzzo, si realizzò durante la gestione successiva (ostile e ottusa), con un assessore ignorante e arrogante, tra mille ostacoli ed opposizioni attuò 2 Progetti su 3, durò 2 invece che 3 anni ma soprattutto non fu (per ripicca, sciatteria ed incompetenza) riproposto il prosieguo.
Il “Progetto Urban per Ortigia” diede vita probabilmente alla più significativa esperienza sociale collettiva e coinvolgente della storia della città tra il 1999 ed il 2001 (Centro Anziani in Via Trieste, Centro Minorile in Via Picherali e decine e decine di attività di animazione e promozione sociale) che coinvolsero oltre 50 operatori e che in molti ancora oggi ricordano e rimpiangono.
Pippo Lombardo, fu strenuo ed infaticabile sostenitore di quella Associazione, a cui a vario titolo, tanti soggetti (singoli ed istituzionali) parteciparono. Di questi, già 4 non sono più tra noi: padre Gozzo, Angela Maltese, Pino Pennisi, padre Lombardo.
Prima o poi, bisogna che qualcuno racconti quel periodo e i suoi protagonisti.
(nel terzo anniversario della morte di padre Pippo Lombardo)

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