Gli interventi di riqualificazione delle periferie che sono in corso in città vengono eseguiti grazie ad una procedura di co-finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri che promosse, nel giugno del 2016, un Bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia e della città di Aosta.
Grazie al meritorio lavoro di progettazione e di produzione di procedimenti amministrativi che hanno portato nel 2018 all’accensione di un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti, anche a Siracusa sono stati avviati gli interventi di riqualificazione urbana.
Il finanziamento previsto dal bando era finalizzato “alla realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture edilizie esistenti, rivolti all’accrescimento della sicurezza territoriale e della capacità di resilienza urbana, al potenziamento delle prestazioni urbane anche con riferimento alla mobilità sostenibile, allo sviluppo di pratiche, come quelle del terzo settore e del servizio civile, per l’inclusione sociale e per la realizzazione di nuovi modelli di welfare metropolitano, anche con riferimento all’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali, educativi e didattici, nonché alle attività culturali ed educative promosse da soggetti pubblici e privati”.
L’obiettivo perseguito dall’Amministrazione comunale di Siracusa con gli interventi programmati si è incentrato sullo sviluppo e sostegno dei centri naturali commerciali della nostra città per rivitalizzare i quartieri a rischio di abbandono da parte dei commercianti locali. In quest’ottica i progetti in via di esecuzione hanno privilegiato il decoro urbano inteso come rifacimento del “look” di marciapiedi, piazze e dell’illuminazione stradale – da cui dipende anche la sicurezza dei quartieri periferici – in cui purtroppo l’impianto delle specie arboree è stato considerato elemento residuale. In Via Tisia e via Pitia in particolare è stata prevista una piccola aiuola centrale che dovrebbe ospitare alberelli di arancio amaro. Nel segno della tradizione siracusana dunque, come è già stato fatto per la maggior parte delle alberature pubbliche cittadine dove alberelli decorativi predominano il paesaggio urbano: alla fine degli anni ’90 infatti l’Amministrazione comunale realizzò il rifacimento dei marciapiedi nelle vie oggetto di maggior flusso turistico, viale Teracati e viale Teocrito, scegliendo piccoli alberi, nel primo caso impiantati in una piccola aiuola centrale con aranci amari ed ibiscus, e nel secondo caso sui marciapiedi utilizzando robinie, in coerenza alla tradizionale sistemazione di ligustri in corso Gelone e corso Timoleonte. A circa vent’anni di distanza è sotto gli occhi di tutti la scadente qualità dell’intervento. D’altra parte Siracusa era stata definita da D’Annunzio la città dell’oleandro, arbusto generosissimo e senza pretese che ripaga la mancanza di cure con abbondanti e colorate fioriture.
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Consideriamo tuttavia che il contesto climatico in cui stiamo vivendo oggi è profondamente cambiato. Oggi riconosciamo agli alberi molte altre funzioni oltre all’abbellimento, perché svolgono in città il compito fondamentale di fornire aria fresca e pulita. Considerati gli innumerevoli benefici sul benessere fisico e mentale dei cittadini, dovremmo pensare agli alberi come ad una vera e propria infrastruttura di salute pubblica.
In tutto il mondo l’impianto degli alberi è riconosciuto come il modo più semplice ed economico per migliorare la salute delle persone. Infatti dal 2013 è in vigore in Italia la Legge 10 che ha fissato per tutte le città di qualsiasi dimensione i criteri per la realizzazione di aree verdi permanenti intorno alle maggiori conurbazioni e di filari alberati lungo le strade, la creazione di giardini e orti e il miglioramento degli spazi per consentire un adeguamento dell’edilizia e delle infrastrutture pubbliche e scolastiche che garantisca, per quanto di competenza, la riqualificazione degli edifici.
Il Comune di Siracusa non può continuare ad ignorare la L.10/2013, né il proprio regolamento comunale del verde e proseguire nella esecuzione di lavori ispirati esclusivamente ai principi estetici utilizzati nei secoli scorsi. È necessario reclutare nei propri uffici tecnici esperti di arboricoltura, di agronomi, di paesaggisti, che non abbiano pregiudizi sulle alberature d’alto fusto.
I progetti di decoro urbano non sono più attuali se non sostenibili: la sostenibilità ambientale dei lavori pubblici fin qui realizzati a Siracusa non è raggiunta se “il verde” è il risultato di un disegno su un rendering, ovvero il proseguimento di interventi tradizionali. Oggi sono necessari riferimenti scientifici e tecnici propedeutici all’impianto di alberature (esposizione, irrigazione, ombreggiatura, natura del sottosuolo, presenza di sottoservizi, portamento delle specie vegetali ecc.). Se esaminiamo ad esempio il nuovo aspetto di Piazza Euripide l’ampia superficie pavimentata con pietra bianca, impermeabilizzando definitivamente l’originaria superficie di terra, ha finito per creare una nuova grande isola di calore, riducendo notevolmente sia il rapporto fra spazi verdi e pavimentazioni che le funzioni ecosistemiche offerte dalle piante, in controtendenza con tutti i principi che governano gli interventi di infrastrutturazione verde indicati nel Programma europeo Next generation eu.
Le funzioni di miglioramento climatico, ampiamente enunciate alla stampa, non verranno svolte né dalle Jacarande né dai Callistemon che hanno sostituito gli ombreggianti pini. Le Jacarande, fra l’altro, sono state impiantate con una distanza errata che non considera lo sviluppo della piante a maturità e che sarà causa di uno sviluppo stentato per la competizione sia degli apparati radicali che delle chiome con conseguenti necessari e devastanti interventi cesori. Le stesse, proprio per il caratteristico portamento e la forma della chioma, la caducità e la morfologia delle foglie, sicuramente non sono specie indicate per la funzione di ombreggiamento del suolo. Né tantomeno la scelta dei callistemon, che non sono alberi bensì arbusti, risulta adeguata anche perché, per mantenere l’attuale forma ad alberello, si renderanno necessarie costanti spollonature e potature di contenimento, così come avvenuto per gli oleandri di piazza Santa Lucia che solo dallo scorso anno, grazie all’ intervento dell’Assessore al verde Gradenigo, sono stati riportati alla forma naturale, abbattendo notevolmente i costi di manutenzione per il Comune.
È ora di cambiare prospettiva, di gettare il cuore oltre l’ostacolo e scegliere alberature d’alto fusto che svolgano funzioni di ombreggiamento ma anche di maggior apporto in termini di ossigenazione dell’aria ed assorbimento di CO2.
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Chiediamo che si intervenga a correggere l’impostazione progettuale del verde in Via Tisia e Pitia in coerenza con la nuova strategia del Piano Nazionale del verde e nel rispetto delle norme del Regolamento comunale del Verde di Siracusa, impiantando una doppia alberatura con alberi d’alto fusto da porre ai lati delle carreggiate, alla distanza di 4 metri dagli edifici, per consentire ai cittadini e residenti di poter passeggiare lungo una via commerciale adeguatamente ombreggiata. Il movimento di opinione dei cittadini che ha dato luogo al flash mob dello scorso 25 giugno deve trovare ascolto e far rivedere scelte obsolete e calate dall’alto che con ogni evidenza possono essere modificate e migliorate. La nuova sensibilità dei cittadini siracusani deve essere ascoltata per adeguare alle nuove strategie bioclimatiche i progetti di verde ad oggi in corso. La scelta di alberi d’alto fusto andrà fatta dai professionisti/paesaggisti la cui competenza è la sola che potrà garantire “l’albero giusto al posto giusto“.
(la dott.ssa Alessandra Trigilia è socia dell’Associazione italiana architettura del paesaggio Sezione Sicilia)

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