Chiunque si approcci al titolo di questo breve testo si sarà già fatto un’idea molto precisa di quel che penso. Del resto, la retorica politica e il dibattito pseudo-culturale degli ultimi anni non hanno mancato di fornire a chi mi legge epiteti con cui colorare la mia penna. Già subito, il primo lettore avrà sospirato: ‘gufo’, ‘vecchio parruccone’, ‘invidioso’. I più irriducibili avranno pensato: “il solito comunista borioso”. I più giovani avranno tuonato: “hater”.
Eppure, confesso che il mio pensiero , nella giornata del 9 luglio, è stato oscillante, come intrappolato in quel famoso sketch del grande Giallini. La mia mente ha vagato ostinatamente tra lo “Sti cazzi?” e il “Mecojoni!” che il grande attore romano ha provato a trasporre in quella espressione diventata celebre.
E allora, nell’ordine: “È arrivata Sharon Stone!”. “E sti cazzi?” – mi domando sperando di aver azzeccato – o questo era un mecojoni?”.
“C’era pure Christian Bale, quello di Batman”. “Questo è sicuramente un Mecojoni!”.
“È caduta la figlia di Monica Bellucci in passerella”. “E sti cazzi?” – Qui vado sul sicuro.
Eppure, al di là della coloritura ironica che si vuole dare a queste poche parole, il sapore che dovrebbe darvi questo breve testo non è ilare. Ma amaro, come la realtà che questa kermesse incornicia della subcultura siracusana.
La cultura in cui la ricerca spasmodica del selfie davanti allo yacht rappresenta l’apoteosi del provincialismo, dell’impossibilità di vivere di luce propria. In altri termini, del sintomo eclatante della piccolezza della mentalità cittadina davanti a un evento che attira qualcuno più in vista del solito.
Un grande giurista diceva che la Costituzione è l’autorappresentazione di un popolo. Stamattina mi sono svegliato con questa frase in testa, che il mio cervello ha automaticamente trasposto: “Gli eventi sono l’autorappresentazione di una comunità”. Troppo pochi gli appigli che vanno oltre la mera assonanza per poterla spiegare.
Fatto sta che all’indomani di questa grande sbornia di moda, alta gioielleria ed eleganza decantata da tutti, siete tornati anche voi alla vostra domenica, atavicamente contrassegnata dalla mancanza del che fare, dal caldo e dall’eterno squallore che si propaga dal Corso Umberto in su.
Intanto, vi siete lasciati alle spalle due giorni in cui la vostra città è stata presa in ostaggio dalla c.d. crème de la crème dell’alta società.
E allora, facciamoci un paio di domande su quelli che sono stati i refrain più comuni di questi giorni. A cominciare dalla mole di benefici che questa passerella porterà alla città.
Premessa: se considerate un vantaggio il mero fatto che il calcagno di J-Lo (tragicamente assente) pesti il sacro suolo di Siracusa, allora vi suggerisco di cambiare articolo. Parliamo invece dei vantaggi concreti e della autorappresentazione, appunto, della città.
Il primo elemento che chiaramente emerge dalla giornata di ieri, e dunque il primo vantaggio, è che se uno è sufficientemente facoltoso e in vista, può prendere a mutuo un pezzo della città. Sissignore, Siracusa si vende, si affitta, si loca. Grande vantaggio per i cittadini. Per la kermesse giusta, il Sindaco Italia è stato ben disposto a cedere una parte della città (una parte focale, direi) ed interdirla al traffico molesto dei cittadini poco abbienti, o poco notori. Beninteso, questa cosa è avvenuta dietro il pagamento di un corrispettivo da devolvere alle casse della città.
Quanto? Mistero della fede e della Giunta! Da una ricerca più o meno approfondita non ho trovato una singola voce sul sito del Comune, né sul portale amministrazione trasparente, che quantifichi specificatamente la somma devoluta alle miserrime casse comunali. Solo testate locali online che riportano la cifra di 50.000 euro. Sarà una cifra attendibile? A me sembrerebbe po’ poco, considerati i disagi, e gli spazi concessi. Sempre ammesso che questa sia la somma. Una somma buona per costruire una bellissima rotatoria con qualche piantina, ma che certo non potrà risolvere gli atavici problemi che affliggono la città. Ma si sa, D&G sono la panacea con cui abbiamo deciso di curare le inefficienze di questa Giunta.
Faccio chiarezza: non che io stia muovendo un’accusa di malversazione nei confronti dalla Giunta. Lungi da me. Ma ecco, una bella voce ‘benefici per i cittadini’ sul sito del Comune che avesse quantificato gli importi devoluti alla città non avrebbe guastato. Sarebbe stato bello sapere se con quei soldi potremo costruire un quartiere o curare un’aiuola, ma solo per saperlo.
Del resto questo non deve fare scalpore. Già perché, nella sindacatura semi-autocratica (e senza autocritica), la mancanza del Consiglio Comunale può giustificare anche il difetto di trasparenza che – da cittadino – mi sento di rimproverare alla Giunta. E del resto, questa pratica, non sarebbe una novità. Essa si inscriverebbe in una ben nota dinamica che ha portato il Maniace ad essere ceduto dalla precedenti amministrazioni per una cifra, dicono, irrisoria. I giudizi al CGA ci diranno com’è andata veramente. Ma anche qui, mi sembra, la trasparenza può essere facilmente archiviata.
E allora avanti: numero uno. Il primo vantaggio per il cittadino: anche lui – se diventa sufficientemente ricco – può affittarsi il suo pezzo di Ortigia per feste e banchetti.
Il secondo beneficio immancabile nella domenica di ogni bar siracusano: il ritorno nella tasca dei cittadini dovrà essere di immagine. La famosa immagine su cui ogni giorno viene spalmata la marmellata e con cui si pagano gli stipendi.
Sì, perché ormai nell’economia del terzo millennio è la pubblicità della località, la vera fonte di guadagno.
Un guadagno che per i cittadini in cosa si tradurrà? Si potrà tradurre certamente in un’ulteriore distacco di Ortigia – pubblicizzata ed idolatrata – dal resto della città (forse salvo le latomie). Perché se Ortigia è destinata alla ribalta delle cronache mondiali (come se non bastassero gli articoli del New York Times), ormai il resto della città è destinato ad essere qualificato come paese del terzo mondo.
E quindi via con il numero due: immagini da condividere su Instagram, per farsi belli con una foto dei vip che contrastano con il sacrosanto squallore del circostante.
Ma non è tutto. Il corollario stupendo di questo ritorno d’immagine è dietro l’angolo! Certo, a un boom di promozione, seguirà il boom di domanda in un’isola ormai inavvicinabile ai residenti per i prezzi mirabolanti degli affitti e per i prezzi esorbitanti dei ristoranti e dei supermercati, presi d’assalto da ben più facoltosi stranieri.
Sì, perché a Siracusa non mi sembra che ci sia un problema di promozione turistica. Per quanto osservo, i problemi continuano ad essere sempre gli stessi: lavori stagionali e poco retribuiti per i giovani, disoccupazione, gentrificazione. Problemi che il turismo non ha risolto, e semmai ha accentuato, come la gentrificazione, cioè l’espulsione dei residenti dal centro storico per far largo a turisti, che ormai sembra aver trasformato Ortigia in una Disneyland mediterranea. E nei giorni in cui a Venezia viene messo un limite agli affitti airbnb, noi, nel nostro sano provincialismo totale, decidiamo di far sfavillare Ortigia della luce dell’alta moda. Venite qui! Venite, avete tanto da vedere. Forse il vantaggio è tutto qua, il siracusano verrà privato dei suoi gioielli della corona per esibirli nella prossima kermesse di alta gioielleria.
Intanto, il provincialismo regna, la città si svende, il turista domina, il residente soccombe.
Allora, se questa è la filosofia di fondo ho un suggerimento che mi viene dal profondo del cuore. Suggerisco, per la prossima Giunta che si voglia muovere nella stessa logica, di spostare il confine della ztl al Viale Scala Greca, in modo da promuovere tutta la città, senza fare figli e figliastri. Perché se la Piazza Duomo può essere valorizzata, forse anche le Case Parcheggio potrebbero essere benedette dalla prossima sfilata di chissà chi.

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