Alberatura via Tisia: la parola a residenti e commercianti

Su un aspetto sono tutti d’accordo residenti e commercianti di via Tisia: la professionalità e disponibilità della ditta che sta eseguendo i lavori di rifunzionalizzazione e riqualificazione urbana.

“Siamo molto soddisfatti per la velocità con cui proseguono i lavori nonostante i molti ostacoli che si presentano durante i lavori di scavo non disponendo di una mappa attendibile dei sottoservizi (cavi elettrici, fibra, tubazioni). C’è molta professionalità e cura anche nello smontare i dehors e riposizionarli cercando di dare meno fastidio possibile – afferma un commerciante – e di questo siamo contenti”.

“Posizionare ora alberi ad alto fusto ai lati della careggiata sarebbe andare a variante sul progetto approvato e ciò bloccherebbe i lavori che stanno andando veloci – afferma la vice presidente dell’associazione Cenaco Angela Tarascio -. Non siamo contro il verde; anzi, siamo stati noi anni fa a chiedere questa riqualificazione con tanto verde ma lì dove indicato dal progetto esecutivo; il piantarne altri negli stalli farebbe sorgere troppi inconvenienti. Noi commercianti facciamo una lotta giornaliera contro i centri commerciali per avvicinare i clienti ma se passasse la variante avremmo venticinque posti auto in meno e ciò allontanerebbe i clienti. Un altro danno di cui soffrirebbe la città e di cui l’amministrazione dovrebbe tener conto. Il progetto invece prevede uno spartitraffico di un metro con all’interno piante autoctone di limone, arance amare, poi un parco giochi dove i bambini possono rimanere con i papà mentre le mamme entrano in negozio per le compere. Questo progetto abbiamo visto e questo è stato da noi condiviso. I residenti sono allarmati – ribadisce la signora Angela – perché la messa in opera di alberi di un certo fusto creerebbe nel giro di poco, con la crescita di rami sempre più alti, tali da raggiungere i primi piani delle abitazioni, alcuni problemi: si temono topi, ladri, altri animali e insetti nelle abitazioni. Né possiamo avere fiducia nell’intervento celere del servizio comunale per una sistematica potatura perché per i platani che ho qui, vicino al mio negozio, devo effettuare decine di telefonate prima che arrivi la squadra addetta. Inoltre ci hanno spiegato che scavando, dopo appena un metro, si trova roccia: quanta vita avrebbero questi alberi? Sarebbe un vero peccato farli morire.

Cosa propone quindi il Cenaco?

Aspettiamo il termine dei lavori: ci saranno oasi d’ombra, panchine e con l’allargamento del marciapiede avremo disabili in carrozzella che potranno passeggiare sull’ampio marciapiede, entrare nei negozi senza essere ostacolati dagli alberi; poi ci sarà anche l’illuminazione. Sarà tutto più bello e anche il verde ci sarà. Penso anche alla mia situazione d’imprenditrice – conclude l’agguerrita vice presidente –. Io ho investito parecchio nella mia attività e le mie vetrine verrebbero coperte. In questo caso, chi come me lavora in franchising, e deve impegnarsi a rispettare standard e modelli di gestione, potrebbe avere fastidi quando verranno i franchisor a chiedere spiegazioni sulle vetrine coperte”.

Gli alberi nel progetto ci sono, perché continuare questa diatriba? – chiede Luigi Veneziano, figlio del presidente del Cenaco -. nel mese di novembre 2021 si è tenuta una assemblea pubblica sul tema in esame presso l’Istituto Quintiliano in cui io ero presente. Mentre per la posizione del ce.na.co., in questi giorni, mio padre ottantenne si trova al centro dell’interesse, spesso insistente, dei media per sapere il perché della scelta. È una questione fuori luogo, i commercianti sono stati i primi a volere il verde, non sono per il cemento.

Ma abbiamo registrato anche qualche voce difforme: “Non capisco il perché di tanta tensione. Con questo caldo, poi…” commenta uno; “Non me ne sono interessato. C’è chi lo fa per me” ha detto un altro; “Voglio solo lavorare – ha affermato un vecchio commerciante -, non vedo la ragione di tutte queste polemiche: ho aperto il mio negozio 54 anni fa e ho visto nascere e crescere la via con i suoi negozi e non sarà l’albero sì o no a cambiare la situazione”.

“Sa qual è la semplice verità? Qui i commercianti hanno paura del cambiamento, sono rimasti fermi” chiosa l’edicolante, che di anni ne ha visti passare in questa via.

E se poi provi a far notare che occorrerebbe adeguarsi alle indicazioni europee sulla necessità di mitigare la temperatura nelle città, ricordi che lo stesso PNRR finanzia l’alberatura di strade, viali, piazze, paragoni Siracusa ad altre città piene di veri ‘viali’, la risposta è: “Ma cosa dice! non siamo e non saremo mai una città come Torino o Londra, lì è tutt’altra storia. Qui siamo a Siracusa”.

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