Alla Galleria Bellomo: Un viaggio esplorativo nello sguardo di Edipo

Il privilegio di vivere in una città dove, malgrado tutto, si respira arte e storia è innegabile. E se a condurti in un viaggio esplorativo dentro il sé attraverso il fascino iconico di linguaggi innovativi che dialogano con il passato in una cornice d’eccezione, la Galleria Regionale del Palazzo Bellomo di Siracusa, è il curatore, il Sovrintendente dell’Inda Antonio Calbi, uomo lungimirante e di straordinaria cultura, lasciarsi avvolgere dalla bellezza diventa inevitabile. In una mattina piena di sole e di volti in un’Ortigia affollata e rumorosa, abbagliata dalla luce di una splendida piazza che mi conduce come la poppa di una nave, arrivo finalmente a Palazzo Bellomo pronta a visitare la mostra “Edipo. Lo sguardo in sé”. Ad accogliermi, il racconto fascinoso di Calbi, dentro cui ritrovo la storia di una città che s’erge nella sua prorompente bellezza, nonostante tutto. E tra il portale gotico e gli spazi di questo splendido edificio catalano, si resta in ascolto: opere di artisti importanti come Antonello Gagini, Francesco Laurana, Guglielmo Borremans, Gaetano Zummo, Mario Minniti e Antonello da Messina (con la famosa Annunciazione) dialogano incessantemente con le opere contemporanee di artisti di fama internazionale, tra cui il costumista Antonio Marras. Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Emilio Isgrò, Alfredo Pirri, Gianfranco Notargiacomo e Vettor Pisani, i siracusani Michele Ciacciofera e Giuseppe Pulvirenti, Matteo Basilè, Umberto Passeretti, Corrado Bonicatti (alla memoria) e Hermann Nitsch (alla memoria); e ancora nomi meno noti ma di grande suggestione come Vassilis Vassiliades, Leo Kalbinsky, Silvia Giambrone, Stefano Ricci e Nicola Toce insieme ad altri legati al territorio, quali Giovanni Migliara (alla memoria), Stefania Pennacchio, Andrea Chisesi e Alfredo Romano.
Opere splendide e ricche di fascino, di grande impatto, che raccontano a più voci della necessità di ricercare se stessi attraverso linguaggi innovativi e stranianti, eppure eterni ed universali. Un viaggio esplorativo nello sguardo di Edipo, re e martire, colpevole e redento come un Cristo che porta una croce di chiodi dentro gli occhi spenti e regali, a raccontarci quanto sia poliedrica e complessa la ricerca della verità, quanto sia beffardo il destino voluto dagli dei e quanto sia dolente l’esistenza che attraversiamo in un battito d’ali dentro un mare di angoscia. Grazie anche alla Direttrice della Galleria di Palazzo Bellomo, Rita Insolia, che ha creduto in questo progetto, patrocinato dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e dal Comune di Siracusa, in collaborazione con la Fondazione INDA e Civita Sicilia. Consigliatissima.

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