I mille anni più belli di Siracusa! L’evoluzione anagrafica delle più grandi città europee in 7500 anni di storia

UN VALIDO SUSSIDIO DIDATTICO STUDIA E DESCRIVE IL MUTARE NEGLI ANNI DELLA POPOLAZIONE NELLE CITTÀ DELL’EUROPA DA 7500 ANNI PRIMA DI CRISTO AD ORA.

(questo il link https://youtu.be/FJi5LcWpznw )

A tanti siracusani farà piacere ed emozione verificare che nei sette secoli prima di Cristo Siracusa raggiunse i vertici per popolazione del mondo conosciuto e si mantenne, per circa mille anni, nelle prime posizioni per poi, lentamente e inesorabilmente, ridimensionarsi e scomparire dalle prime undici città più popolose attorno al 120 dopo Cristo, mentre saliva l’astro di Roma.

Siracusa, quando nacque Cristo, pur digradando dal massimo numero di abitanti raggiunto, conservava ancora circa 65.000 abitanti ed era fra le prime dieci città europee.

In questo interessantissimo video di statistica animata si assiste  ad una generica dimostrazione dei movimenti della popolazione europea che, come tutti sanno, sono legati al verificarsi di situazioni di vantaggio per chi deve vivere in determinate aree, spesso in sé privilegiate già dalla natura per disponibilità di acqua e risorse naturali.

Se qualcuno nutrisse dubbi sull’attendibilità dei dati statistici di epoche così lontane da noi, potrebbe ricredersi alla luce delle nuove e vecchie acquisizioni scientifiche. Chi ha scritto e raccontato la storia spesso parla di fondazione delle città. In verità non tutti i popoli hanno lasciato testimonianze evidenti del loro passaggio sui territori. Grandi città come Roma e la nostra Siracusa non nacquero di colpo per effetto di una fondazione. Erano abitate, a volte in maniera decisamente importante e consistente, da altri popoli che avevano ben compreso i vantaggi che certi territori offrivano. Spesso è il vincitore di una competizione che si fregia di essere il fondatore di una comunità. D’altronde i segni del passaggio di altri popoli e civiltà nei nostri luoghi, completamente immersi nella storia plurimillenaria dei Sapiens, sono esposti in tutti i musei.

Molti si meraviglieranno del numero a volte elevato degli abitanti ascritti ad una città dell’antichità.

Intelligentemente l’autore del video, molto documentato e con fonti attendibili, tutte citate, parla di agglomerati urbani. Come accade anche oggi anche nelle megalopoli, la città storicamente nota può avere tre milioni di abitanti ma il suo comprensorio averne cinque o più.

Nell’antichità questo fenomeno era ancora più evidente e i villaggi e gli aggregati umani erano numerosissimi attorno alle città e nel suo comprensorio. Se, poi, si considera che i mezzi di trasporto erano lenti e spesso assenti, si comprende meglio il fenomeno e la necessità dell’agglomerato urbano.

A qualcuno, quindi, queste statistiche potrebbero sembrare un azzardo ma probabilmente non lo è. Vero è che anticamente non vi erano anagrafi ma vi sono molti mezzi che offrono agli scienziati e agli archeologi la possibilità di valutare la demografia nell’antichità, i suoi legami con l’economia, con la politica. Le guerre del passato ci dicono molto sulla demografia, cominciando dal numero dei soldati, come espressione in percentuale degli abitanti.

Avvincente in questo video il gioco veloce delle bandiere e delle città antiche che costringono lo spettatore ad una visione dall’alto di circa diecimila anni di storia e di geografia fino ai tempi odierni. È chiaro che condensare migliaia di dati ed esporli in pochi minuti presuppone genialità didattica e grande controllo del mezzo digitale. Ciò non toglie al singolo fruitore la possibilità di spostarsi a suo agio nei secoli e negli anni per verificare il dato anagrafico riguardante una città e di converso, spesso, di una nazione o di un popolo. La sintesi è il segreto per far passare dati e notizie sapientemente predigeriti al maggior numero di persone e con grande potere di penetrazione.

Per chi ama la storia, la filosofia e l’antropologia ci sembra un mezzo prezioso per comprendere le dinamiche politico-sociali e le alterne fortune delle civiltà anche evolute e ricche.

Come la storia ci insegna, nulla è per sempre.

 

 

 

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