Spettacoli al Teatro Greco. L’esigenza prioritaria è la tutela del ‘monumento’

Secondo il sindaco Italia – che ha rilasciato un’ampia intervista a La Sicilia per fare il punto sull’utilizzo del Teatro Greco per gli spettacoli pop – “va certamente data la priorità alla conservazione del teatro che deve essere tutelato da ogni possibile rischio di danneggiamento“. Fin qui siamo alle buone intenzioni. Subito dopo arriva, perentorio, l’avvertimento: “Ma sia chiaro che questo vale per tutti e per tutte le manifestazioni che vi si svolgono“. Cioè nessuna geometria variabile: se il pop o il rock danneggiano la cavea, allora la danneggiano pure le rappresentazioni classiche. Dunque, se si dice no agli spettacoli musicali, il diniego vale pure per le tragedie greche. Parola di sindaco e di presidente dell’Inda.

Al netto dei toni altezzosi, la sfida di Francesco Italia va raccolta e rilanciata in termini costruttivi, nel senso che nella gerarchia delle priorità viene prima il restauro del teatro e dopo la decisione su come utilizzarlo, senza integralismi e senza profanazione. Questa linea è stata da noi esposta pubblicamente il 3 maggio scorso, prima dell’intervista al sindaco. L’esigenza del restauro del teatro prescinde infatti dal suo utilizzo come contenitore di concerti, che non faranno crollare la cavea, ma certamente contribuiscono a stressarla.

Vogliamo sommessamente ricordare che tre anni fa, di fronte a un’ indicazione della Regione favorevole allo svolgimento di spettacoli di vario genere al Teatro Greco, non esitammo ad esprimere pubblicamente la nostra contrarietà, proprio per le ragioni anzidette.

Il nostro sindaco ha poi dato una notizia rilevante: “Università e alcune aziende di primo piano – ha detto – hanno presentato prototipi di copertura dell’impianto scenico della cavea”. Quale sia l’università e quali siano le aziende impegnate in questo progetto non è dato sapere, come non è dato sapere se ad esso abbiano preso parte la Soprintendenza ai Beni Culturali e la direzione del Parco archeologico, che sono le due istituzioni competenti per legge. Stando alle parole del sindaco, il problema dell’impianto scenico della cavea e della messa in sicurezza del teatro starebbe per essere risolto. Ce lo auguriamo.

Tuttavia la sortita del primo cittadino di Siracusa lascia perplessi per la vaghezza della notizia, per il momento in cui è stata data (nel vivo di una polemica rovente sull’utilizzo del Teatro Greco), per il modo estemporaneo con cui è stata comunicata ed infine per la mancata previsione dei tempi di realizzazione. Notizie come queste si danno quando si è sicuri della validità e fattibilità del progetto. Vogliamo sperare che non si tratti di una sortita avventata, di un coup de thèatre, per restare in tema.

È utile ricordare che il presidente delle guide turistiche, Carlo Castello, ha dichiarato che per sei mesi l’anno i visitatori ( “il pubblico naturale del Teatro Greco”, secondo la Carta di Siracusa) non possono ammirare il teatro greco nella sua integrità perché i gradoni sono coperti dal legno, perciò protestano e addirittura vogliono restituito il prezzo del biglietto. Con i concerti programmati per quest’estate, i sei mesi diventeranno almeno sette, con buona pace dei diritti dei visitatori. Un motivo in più per dare la priorità alla tutela del teatro.

A proposito di concerti, il direttore del Parco archeologico ha dichiarato di non averli autorizzati, ma ha omesso di dire che l’autorizzazione è stata data dal Comitato Anfiteatri Sicilia, un organismo della Regione del quale fa parte assieme al soprintendente ai Beni culturali. A questo punto, il direttore Staffile dovrebbe dire se lui e/o il soprintendente Martines hanno partecipato alla riunione del Comitato e come hanno votato.

Resta il problema del Parco Archeologico, posto con puntualità da La Civetta di Minerva. Per il momento ci limitiamo a dire che facciamo nostre le prese di posizione di Marina De Michele e invitiamo chi ha a cuore i beni archeologici siracusani, che sono patrimonio dell’Umanità, ad alzare il livello di vigilanza sui progetti del Parco ed in particolare sul rischio che esso diventi un parco giochi con annessa pizzeria.

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