È di recente emanazione il Decreto che prevede finanziamenti per la creazione di imprese femminili. Di cosa si tratta esattamente?
In data 1 febbraio 2022 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.26 il Decreto Interministeriale 24-11-2021, che disciplina il sostegno finanziario degli interventi previsti dall’investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”, a valere sulle risorse del PNRR. Questo decreto si inscrive all’interno di un disegno più ampio, costituito dalla riorganizzazione e modernizzazione delle politiche attive del lavoro per le donne, volte a colmare il “gender gap”, e definite nell’ambito della “Strategia Nazionale per la Parità di genere 2021-2026”, strumento normativo elaborato dal Dipartimento delle Pari Opportunità con il concorso delle associazioni di categoria.
Quali finalità si prefigge?
La Strategia Nazionale presenta 5 priorità: Lavoro, Reddito, Competenze, Tempo, Potere, e punta, tra l’altro, alla risalita di 5 punti entro il 2026 nella classifica del Gender Equality Index dello European Institute for Gender Equality (attualmente l’Italia è al 14° posto, con un punteggio di 63,5 punti su 100, inferiore di 4,4 punti alla media UE). È il PNRR a sviluppare, attraverso le sue missioni, le priorità della Strategia Nazionale per la parità di genere, ad articolarle in un ampio programma volto sia a favorire la partecipazione femminile al mercato del lavoro, direttamente o indirettamente, sia a correggere le asimmetrie che ostacolano le pari opportunità sin dall’età scolastica.
Nello specifico cosa prevede?
La Strategia e il PNRR fanno riferimento all’attuale contesto demografico, in cui l’Italia è uno dei paesi con la più bassa fecondità in Europa (1,29 figli per donna contro 1,56 della media UE), e si inseriscono nel percorso di riforma e investimenti, e sulle politiche per promuovere la natalità avviato col Family Act, primo progetto organico di riforma delle politiche per il sostegno e la valorizzazione della famiglia, per la promozione della partecipazione al lavoro delle donne, per il sostegno ai giovani. Per non mettere in condizione le donne di dover scegliere tra maternità e carriera, le singole missioni del PNRR prevedono trasversalmente molte misure di potenziamento del Welfare, anche per permettere una più equa distribuzione degli impegni, non solo economici, legati alla genitorialità. In particolare, la Missione 1, tramite l’adozione di nuovi meccanismi di reclutamento nella PA e la revisione delle opportunità di promozione alle posizioni dirigenziali di alto livello, si pone l’obiettivo di garantire pari opportunità sia nell’ambito della partecipazione al mercato del lavoro, sia nelle progressioni di carriera, in linea con il secondo principio del pilastro europeo dei diritti sociali. Gli investimenti in banda larga e connessioni veloci, presenti nella Missione 1, facilitano la creazione dell’infrastruttura tecnologica necessaria a fornire all’imprenditoria in genere, e a quella femminile in particolare, gli strumenti con i quali ampliare il proprio mercato. Il potenziamento e l’ammodernamento dell’offerta turistica e culturale, previsti all’interno di questa Missione, si pongono l’obiettivo di generare significative ricadute occupazionali su settori a forte presenza femminile come quello alberghiero, della ristorazione e delle attività culturali.
La Missione 4, tramite il Piano Asili Nido, mira ad innalzare il tasso di presa in carico degli asili, che nel 2018 era pari ad appena il 14,1%. Si prevedono inoltre il potenziamento dei servizi educativi dell’infanzia (3-6 anni) e l’estensione del tempo pieno a scuola, per fornire supporto alle madri con figli piccoli e contribuire all’occupazione femminile. Il Piano investe nelle competenze STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) tra le studentesse delle scuole superiori per migliorare le loro prospettive lavorative e permettere una convergenza dell’Italia rispetto alle medie europee.
Nella Missione 6, il rafforzamento dei servizi di prossimità e di supporto all’assistenza domiciliare si pone l’obiettivo di ridurre l’onere delle attività di cura, fornite in famiglia prevalentemente dalle donne.
All’interno della Missione 5, denominata “Inclusione e coesione”, troviamo uno specifico investimento per sostenere l’imprenditorialità femminile, che ridisegna e migliora l’attuale sistema di sostegni in una strategia integrata.
Quali risorse vengono stanziate?
Questo investimento viene finanziato con risorse del PNRR, stanziate dal Decreto 24-11-2021, a valere sul Fondo a sostegno dell’impresa femminile (istituito dall’art.1, comma 97, L.30-12-2020, n. 178), con una dotazione complessiva di 160 milioni di euro, al fine di promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e di massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese.
Le risorse in euro sono suddivise in:
– 38,8 milioni, destinate agli interventi del Capo II “Incentivi per la nascita delle imprese femminili”;
– 121,2 milioni, destinate agli interventi del Capo III, “Incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili”.
Il Fondo è istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico, che si avvale, in qualità di Soggetto gestore, di INVITALIA, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.
Pochi giorni fa, in data 29 marzo 2022, è uscito il Decreto Direttoriale, riferito al Fondo per l’impresa femminile, che definisce i termini e le condizioni per la partecipazione delle imprese ai bandi. In particolare, le agevolazioni sono concesse a fronte di programmi di investimento per la costituzione e l’avvio di nuove imprese femminili (intese come imprese a prevalente partecipazione femminile, pari ad almeno il 51%), di qualsiasi dimensione, con sede legale e/o operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, già costituite o di nuova costituzione, oppure per lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili, ma anche da parte di lavoratrici autonome.
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Quali sono i settori oggetto del provvedimento?
I settori oggetto delle agevolazioni sono :
– produzione di beni per l’industria, l’artigianato e la trasformazione dei prodotti agricoli;
– fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
– commercio e turismo.
I progetti imprenditoriali devono:
– essere realizzati entro 24 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni;
– inserire spese ammissibili
- non superiori a € 250.000,00 per i programmi di investimento che prevedono la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile;
- non superiori a € 400.000 (IVA esclusa) per i programmi di investimento volti allo sviluppo e al consolidamento di imprese femminili.
Oltre al Fondo a sostegno dell’impresa femminile, sempre nell’ambito della Missione 5, l’investimento per l’imprenditorialità femminile, 1.2 Creazione di imprese femminili, viene finanziato anche con altre specifiche misure:
– NITO-ON (Nuove Imprese a Tasso 0), con una dotazione di € 100.000.000, dedicata a imprese giovanili under 35 o costituite da donne di qualsiasi età;
– Smart&Start Italia, con una dotazione di € 100.000.000, destinata alle start-up innovative, costituite o da giovani under 35, o da donne
Per chi volesse usufruire di tali incentivi, quali procedure deve attuare, a chi si può rivolgere per un supporto tecnico?
Le agevolazioni sono concesse con una procedura valutativa a sportello. Le domande devono essere compilate esclusivamente per via elettronica, e le scadenze temporali sono diverse a seconda del tipo di agevolazione (si va dal 26 aprile al 7 giugno c.a.). È estremamente importante, per chi voglia partecipare al bando, rivolgersi a consulenti o associazioni di categoria qualificate (come l’Area Finanza agevolata, struttura preposta dalla CNA di Siracusa per la consulenza ai bandi per le agevolazioni), in quanto la progettazione richiede competenze specifiche, e l’ammissibilità è subordinata ad un buon progetto d’impresa, che rispetti tutti i requisiti tecnici e normativi prescritti.

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