Di seguito alcune riflessioni elaborate dagli alunni del 15mo Istituto Comprensivo Paolo Orsi, Classi 3a E (curate dalla prof.ssa Daniela Leggio) e 3a B (curate dalla prof.ssa Elena Argiroffi)
Personalmente vivo il conflitto tra Russia e Ucraina leggendo articoli di giornale, vedendo e aggiornandomi continuamente. Penso come i bambini ucraini si sentano, nonostante sia un’emozione che non si può immaginare e che spero di non provare mai. Vedo su internet video di bambini spaventati, ma quello che mi ha più colpito è stato il video di una bambina che cantava la canzone del film della Disney “Frozen” (in ucraino) per tranquillizzare gli altri bambini in un bunker. Per esempio, anche a scuola c’è stata occasione di avere un dibattito con i docenti riguardo l’argomento “guerra”, nelle scorse settimane, è stato anche protagonista delle nostre giornate e, in particolar modo, è stato traccia di un tema d’italiano svolto in classe per comprendere cosa noi abbiamo capito della situazione e cosa ne pensiamo. Inoltre il nostro professore di religione ha voluto invitarci a fare un minuto di silenzio per l’Ucraina e tutti i suoi morti, sperando, come tutti noi, in una prossima situazione migliore. Ma ciò che penso di sbagliare è la definizione di “conflitto Russia-Ucraina” visto che è Vladimir Putin, il presidente della Russia, a volere l’Ucraina e soprattutto la guerra, pensando di giocare al famoso gioco da tavolo “Risiko”, avendo l’idea di iniziare a giocare nel momento in cui la pandemia globale, che era in corso ormai da due anni, stava per abbandonare le nostre vite per tornare finalmente alla “normalità”.
Inoltre come si potrebbe ignorare un avvenimento talmente grave che al primo passo falso potrebbe trasformarsi in un conflitto a livello mondiale? (Clelia Tranchino)
Dopo il lungo periodo di pandemia e la quarantena forzata, speravamo di tornare a scuola in uno stato di normalità e serenità, ma la notizia dell’invasione da parte della Federazione Russa nel territorio Ucraino ha suscitato in noi un grande sgomento. Per noi ragazzi la maggiore fonte di notizie è stato il telegiornale, ma anche a scuola ne abbiamo discusso spesso con i nostri professori che ci hanno sensibilizzato sull’argomento riuscendo ad evitare tensioni e preoccupazioni. Molti di noi pensavano che non sarebbe successo nulla di grave, dalla prima minaccia all’inizio effettivo del conflitto, ma quando divenne qualcosa di serio fummo sbalorditi e preoccupati di come si sarebbe potuta evolvere la vicenda. Dopo l’esperienza passata del Covid, non volevamo altri problemi che ci avrebbero negato di tornare alla serena normalità e questo avvenimento ci scosse molto dal punto di vista psicologico.
Dato che la Russia fornisce l’Italia dal punto di vista di gas e varie risorse naturali, questa guerra porterà ad un aumento dei costi nel mercato interno ed esterno e quindi condizioni economiche più difficili. Già i risultati si sono potuti vedere con l’aumento del costo di gas e di tutti i derivati del petrolio, come benzina e diesel, che arrivano a toccare la soglia di 2,30/2,40 euro al litro.
Tutto ciò manderà parzialmente in frantumi l’Economia italiana che era in lenta ricrescita dopo la pandemia. Fortunatamente, noi che siamo ancora ragazzi di terza media, non viviamo ancora al 100% questa situazione ma sappiamo bene che finché andrà avanti bisognerà risparmiare il più possibile. Tutti gli oligarchi (miliardari) russi, nonché seguaci di Putin, stanno perdendo ogni loro privilegio, come yacht, ville e molto altro.
Non dimentichiamo la grande influenza dello sport. Molti dei migliori atleti del panorama sportivo, non solo quelli delle Nazioni coinvolte, stanno esprimendo la propria contrarietà alla guerra tramite manifestazioni, non prendendo parte alle gare. Infatti, ad esempio, molti calciatori appartenenti a squadre russe o ucraine stanno abbandonando i propri team per protestare contro la guerra.
Speriamo che questa situazione si risolva al più presto con un giusto compromesso che eviti la perdita di altre vite umane e che riporti tutto alla tanto amata normalità e pace.
(Matteo Corso, Giuseppe Marano, Lorenzo Mascali, Giuseppe Midolo)
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L’uomo sbaglia sempre. Commette e ripete tanti errori concatenati tra loro. Uno di questi è proprio la guerra. Le cause della guerra sono sempre le stesse, ma non avremmo mai potuto pensare che oggi, con una pandemia mondiale in corso, potessimo mai avere paura che scoppi la Terza Guerra Mondiale. La nostra adolescenza è stata già fortemente condizionata, e oseremmo dire anche rovinata, dalla pandemia, e adesso che forse ci stavamo avvicinando alla fine di questa buia galleria, tutte le nostre vite sono nuovamente in bilico. Per fortuna i docenti provano a parlarci di ciò che succede nel mondo e noi alunni siamo tutti sempre molto coinvolti quando si parla dell’attuale guerra tra Russia e Ucraina. I dibattiti che si aprono in classe sono piacevoli, perché avere un confronto con i propri coetanei e con i docenti non è scontato. Durante i dibattiti in classe, ognuno è libero di esprimere i propri pensieri senza che nessuno possa giudicarlo o contraddirlo. Per fortuna noi, nostri compagni, i docenti, la scuola e chiunque abbia un cuore sappiamo che la pace è sempre la scelta migliore. A tutti i problemi dell’adolescenza si stanno aggiungendo catastrofi mondiali che stanno togliendo la bellezza a quelli che dovrebbero essere gli anni migliori della vita. Spesso ci capita di pensare alle conseguenze che riscontreremmo se il conflitto dovesse arrivare anche qua in Italia. Anche la sola idea di dover, come successe in passato, rimanere a casa per obbligo, sentendo le macchine delle forze dell’ordine che ci raccomandano di non uscire, ci fa tornare ai tempi del lockdown. Pensavamo di essere tornati quasi alla normalità, ma quando il sole sembra sorgere le nuvole lo ricoprono impedendogli di brillare…
(Maria Sole Di Luciano, Bianca Russo, Lara Zaccaria, Lorenzo Mangiameli, Giulio Tancredi Gennaro)
Il 24 febbraio del 2022 è la data di inizio della guerra tra la Russia e l’Ucraina. Questa situazione di tensione bellica ci sta turbando, non pensavamo che potesse riguardarci così da vicino. Siamo preoccupati delle notizie che ipotizzano, con sempre maggiore insistenza, che possa sfociare in una guerra nucleare. Noi, ma anche la maggior parte del popolo russo, miriamo alla pace. I conflitti nascono per interessi economici ma le reali vittime delle follie legate alle dinamiche della guerra sono le persone comuni. Le carrellate di immagini “mute” che si insinuano nei nostri cuori sono armi letali per noi adolescenti: famiglie che abbandonano le proprie case, che si separano, uomini che vestono la mimetica e si armano, donne ed bambini in fuga tentano la via della salvezza; muoiono come se fossero le “foglie” del componimento poetico di Giuseppe Ungaretti, sparano o cadono colti da un ultimo rigurgito di umanità come se fossero “Piero” della canzone di Fabrizio De Andrè. Siamo abituati alla pace e alle vie diplomatiche, facendo parte dell’Unione Europea che promuove il dialogo e le relazioni civili e commerciali tra gli Stati. La Russia non si ferma. Noi non riusciamo ad essere indifferenti e a goderci la nostra età, viviamo un continuo stato di ansia e attesa di evoluzioni che temiamo possano essere negative. Abbiamo paura.
(Alice Boccaccio, Margherita Bruno, Rachele Caracciolo, Simone Conigliaro, Sebastiano Grasso)
Questo conflitto fra Russia e Ucraina ognuno lo vive in modo diverso, io sono poco informato, ma cerco di leggere tutte le notizie che mi ritrovo su internet. I professori, a scuola, ne parlano molto con noi alunni, facciamo tante domande e ognuno dice la sua. Questa “guerra” per me è ancora lontana e innocua, ma sento moltissime notizie in cui i russi continuano a bombardare e stanno scappando sempre più persone dall’Ucraina, però il nostro presidente del consiglio, Draghi, a quanto pare anche lui vuole la guerra. In questo conflitto, a parer mio, hanno ragione tutti e due i paesi coinvolti, ma non può girare tutto il mondo intorno a Putin. Questa guerra insieme al Coronavirus, sono tutti fatti storici da raccontare, anche perché saranno nei futuri libri di storia.
Cappuccio, 3a B

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