Sulla rivista specializzata Ship2shore compare questa notizia: ”Augusta prova a disfarsi delle due gru dello scandalo: 15 milioni di euro buttati via. L’AdSP siciliana orientale ha pubblicato il bando di gara per far demolire (con ulteriori oneri pubblici) la coppia di costose portainer greche mai utilizzate che ingombrano il porto commerciale da quasi un decennio”. Poiché dai rappresentanti degli “interessi del territorio” così attivi nella polemica per la nomina del presidente dell’Autorità portuale e così prolifici di dichiarazioni non è mai stato detto nulla sulla stampa, abbiamo approfondito la notizia accertando che: il presidente al tempo era Garozzo e il segretario generale Lavaggi. Le gru furono acquistate con fondi Pon 2007/2013, e facevano parte di un progetto infrastrutturale per l’adeguamento delle banchine del porto commerciale di Augusta per l’attracco di mega navi container e conseguente attrezzatura delle banchine con gru a portale . L’opera è stata realizzata dalla Autorità Portuale di Augusta nel periodo dal 2014 al 2016, ma nella fase di collaudo, a causa di un danno intercorso, le gru si sono danneggiate. È ancora in corso una causa civile che vede contrapposta l’ Autoritá portuale di Augusta e il Consorzio Valori (appaltatore dei lavori) con i suoi consociati che si sono specificatamente occupati delle gru: Rokas e Maeg. Il mancato utilizzo delle gru è dovuto al danno subito (sono in corso accertamenti dell’Autorità giudiziaria tesi a stabilire le responsabilità). Le gru, cofinanziate con il Pon 2007/2013, sembra siano state pagate solo parzialmente. Contrariamente a quanto titolato nell’articolo citato sembra che L’Ente sin da 2019 non stia tentando di disfarsi delle gru ma stia riattivando l’appalto che era rimasto fermo in attesa che venisse ultimata la fase di accertamento giudiziario. Conclusa la prima fase del processo civile, l’AdSP ha avviato un progetto finalizzato allo smontaggio delle gru che, occupando sia lo specchio acqueo con gli sbracci sia l’ area a terra, rendono di fatto inutilizzabile una vasta zona di banchinamento.
Durante la Presidenza Annunziata, segretario generale Montalto, preso atto che le consulenze tecniche effettuate ritenevano irreparabile il danno subito durante le operazioni di prova di tenuta di alcune parti strutturali, sono state avviate l’azione di responsabilità e le iniziative di cui trattasi al fine di consentire di utilizzare adeguatamente le risorse messe a disposizione dal PON. L’intervento finanziato prevedeva, oltre al posizionamento delle gru, anche il consolidamento della banchina. Quest’ultimo intervento è stato effettuato ed ultimato come da progetto. L’Ente nel tentativo di riottenere le aree occupate ha risolto il contratto con l’appaltatore e sta affrontando la fase di contenzioso per poter giungere al giudizio di responsabilità di quest’ultimo onde recuperare la quota di somme pagate in corrispondenza all’avanzamento dei lavori per l’installazione delle gru. La decisione dell’Ente nel volerle smontare nasce, quindi, dalla necessità di ristabilire la sicurezza dell’area. Le gru, infatti, per anni non manutenzionate costituiscono un rischio alla navigazione; esse sporgono per più di 50 metri sullo specchio acqueo sottostante e costituiscono un ingombro inutile visto che nella loro odierna conformazione non possono essere ultimate ne messe in funzione. L’operazione consentirà di poter disporre della banchina che nel frattempo è stata adeguata in termini strutturali, e quindi potrà essere utilizzata per la movimentazione di containers insieme al retrostante piazzale. La definizione del problema consentirà, infine, di completare l’iter procedurale con il Ministero per utilizzare al meglio le risorse PON a suo tempo assegnate.
Quindi, in conclusione, le gru non sono riparabili e per poterle sostituire andranno smontate (si prevedono 12 mesi di lavoro) e si dovrà attendere l’esito del procedimento per stabilirne l’utilizzo finale. Poiché, infine, il cofinanziamento del Pon 2007/2013 nel suo progetto iniziale oltre a prevedere il rifacimento e il consolidamento della banchina (opera conclusa ) prevedeva anche l’acquisto di due gru a portale, l’intero procedimento potrà concludersi con eventuali soluzioni che modificheranno l’iter amministrativo del finanziamento utilizzando alternative coerenti col progetto iniziale: ad esempio mediante travel lift gommati. Sic stantibus rebus. Vedremo quando la magistratura si deciderà a definire il contenzioso e quando, finalmente, si potrà procedere alla valorizzazione della struttura portuale con un allargamento dei traffici.

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