L’audizione della città di Siracusa – del Sindaco e dello staff che gli stava accanto –, da parte della Commissione istituita dal Ministero della Cultura per valutare il Dossier del concorso a “Capitale italiana della cultura 2024”, ha avuto luogo stamani, venerdì 4 marzo alle h. 9,00. Certamente moltissimi cittadini avranno seguito in diretta il video. Riconfermando l’auspicio di tutti che possa essere Siracusa a conquistare il titolo, proviamo qui ad esprimere la nostra impressione. Significativa ed opportuna la scelta dello staff incaricato, dopo una breve introduzione del Sindaco, di lasciar parlare le immagini, proponendo alla Commissione un video ben costruito (di 18 minuti) nel corso del quale monumenti e luoghi significativi del ricco patrimonio storico (monumentale ed ambientale) di Siracusa sono così riusciti a mettere in risalto tutto il fascino del “portante passato” della città – tra “Acqua e Luce”: il blu del mare e il calore lucente della pietra degli elementi naturali attorno a cui si è costruito il canone simbolico del Dossier –, mentre volti e voce di alcuni protagonisti, ben conosciuti o che ricoprono ruoli importanti, hanno brevemente tratteggiato il variegato tessuto storico-culturale di cui è ricca la città, insieme all’orizzonte – attuale, in itinere e di prospettive – a cui Siracusa aspira.
Dal tunisino, Ramzi Harrabi, mediatore culturale a Patrizia Maiorca, che presiede l’Area Marina Protetta; da Antonio Calbi, Sovrintendente della Fondazione Inda a Monica Centanni, grecista dell’Università di Catania; dall’avvocato Pucci Piccione a Lucrezia Reichlin, prestigiosa studiosa internazionale che dirige a Siracusa l’«Ortigia Business School», ed altri ancora. Tutti costoro hanno offerto bene immagini e potenzialità di Siracusa. Dopo il video, per concludere i 30 minuti della prima parte (il tempo di ogni delegazione di città per presentare il proprio Dossier), è stata la volta di Umberto Croppi di Federculture, con il compito di tratteggiare sinteticamente gli altri aspetti del Dossier, il quale ha messo in risalto come il simbolo scelto (il blu dei riccioli di Aretusa tradotto nel QR Code della città) offra l’idea di legare mito e modernizzazione. A seguire la seconda parte, i rimanenti 30 minuti della Commissione esaminatrice per porre domande alla delegazione siracusana.
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È fuor di dubbio che a ciascun membro della Commissione, per ruolo professionale e competenze culturali, è ben nota la suggestiva valenza della stratificazione archeologica, monumentale e simbolico-culturale che Siracusa offre al mondo da sempre. Ecco perché (ed era inevitabile fosse così!) le domande e i quesiti hanno insistito sul modo ciò che sopra abbiamo definito l’indiscutibile “portante passato” di Siracusa riuscisse – dentro il Dossier – a proiettare la città sul fronte della costruzione di un “Sistema culturale” in cui il plesso Ortigia-periferie; civismo-partecipazione sociale; modernizzazione urbana-nuove tecnologie; “Eventi culturali-finanziamenti previsti” rispondesse, già ora, alla solida concretezza del “valore” di un titolo che varrà, per il suo svolgimento, per l’anno 2024.
Nessuno può dire se nella testa degli esaminatori la prova d’esame sia riuscita. C’era emozione nei volti del Sindaco, come degli altri membri della delegazione siracusana. Riconfermiamo qui l’augurio che il titolo venga assegnato alla nostra città. E se è vero che, pur con qualche limite e criticità, la costruzione del Dossier ha segnato un’inversione di tendenza nel rapporto tra Istituzione e corpi sociali, c’è da sperare che la base per un percorso di innovativa “politica culturale” sia così strutturata per i prossimi mesi ed anni. Per finire: per soddisfare l’esigenza di trasparenza e la partecipazione sociale mossasi sull’iniziativa, l’auspicio è che il “Dossier” sia reso pubblico e offerto alla città. Già tale operazione costituirebbe, di per sé, un “fatto culturale” significativo.

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