Egregio Assessore, in seguito alla diffida che le associazioni Legambiente e Natura Sicula hanno inviato al
Comune chiedendo di revocare la concessione dell’area che si trova tra Corso Sicilia e via Aldo Moro (alle
spalle del Palajonio) che consente l’insediamento di un noto fast food, ho letto sulla stampa on line la sua
opinione in ordine all’argomento. Alle argomentazioni delle associazioni secondo cui, essendo terreno in
questione classificato dal piano regolatore comunale come “zona per attrezzature e impianti d’interesse
generale” (zona F), in tali zone omogenee “ogni iniziativa è riservata alla pubblica Amministrazione ed è
esclusa la realizzazione di attività commerciali che, a differenza dei mercati, non soddisfano un interesse
pubblico ma un interesse lucrativo privato”. Ella sottolinea “Come è noto per effetto dell’articolo 2 e
dell’art. 4 del D.M. 2 aprile 1968 numero 1444 le zone territoriali omogenee “F” comprendono le parti del
territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale. In particolare va osservato che le opere
di interesse generale costituiscono una categoria logico giuridica nettamente differenziata rispetto a quella
delle “opere pubbliche”, comprendendo quegli impianti e attrezzature che sebbene non destinate a scopi di
stretta cura della pubblica amministrazione, sono idonee a soddisfare bisogni della collettività, ancorché
vengano realizzati e gestiti da soggetti privati”.
Inoltre aggiunge che: “ gli esercizi commerciali di questa metratura sono destinati a soddisfare le esigenze
della collettività in quanto è l’attività commerciale in questione ad essere complementare ai servizi di
interesse pubblico che verranno realizzate e non viceversa”. L’area dedicata all’attività commerciale sarà pari
a mq.490 circa mentre l’area adibita a servizio della collettività sarà pari a mq 5.850, quest’ultima
così suddivisa: 250 mq di superficie ospiteranno il campo da basket, lo spazio giochi per bambini occuperà
una superficie di circa mille mq e l’area adibita a parcheggio-viabilità si estenderà su 4.600 mq circa.
“Pertanto risulta lapalissiano come la proposta progettuale in termini di spazi/aree dedicati così come
presentata, abbia finalità di interesse collettivo (in conformità allo strumento urbanistico) volta a soddisfare
l’interesse pubblico reso alla cittadinanza. Non di meno, trova considerazione la riqualificazione dell’area su
cui insisterà l’opera. Si tratta di un ampio spazio rimasto nell’ultimo ventennio e più allo stato di abbandono
e ricettacolo di rifiuti abbandonati e di attività occulte. Tale iniziativa di riqualificazione consentirà alla
cittadinanza di fruire di ampi spazi ben progettati e realizzati che favoriscano la socialità e lo sport e possano
essere utilizzati dalle famiglie”.
Dopo aver letto le sue argomentazioni mi sono convinto della assoluta buona fede delle sue opinioni e che la
scelta (non condivisibile) è tarata da una errata valutazione sulla realtà di fatto che si verrebbe a realizzare.
Per cui, in un ottica di collaborazione costruttiva e senso civico, mi permetto di sottoporle le seguenti brevi
considerazioni nella speranza di una rideterminazione della Amministrazione in merito alla scelta indicata.
Le contestazioni delle associazioni ambientaliste, al di la del merito giuridico, su cui non entro, sono, a mio
giudizio, fondate nella sostanza da semplici considerazioni messe in luce proprio dalla sua replica.
Sostenere che i 5600 mq di cui 4600 destinati a parcheggio e viabilità (?) e 1000 a spazio giochi per bambini
e campo di basket siano a servizio della collettività lasciano molto perplessi perché è di tutta evidenza,
questa sì lapalissiana, che saranno aree legate funzionalmente all’intervento commerciale che insisterà su
mq.490. Infatti il parcheggio, anche se formalmente pubblico, sarà a servizio quasi esclusivo
dell’area commerciale medesima come pure le altre strutture che costituiranno, altresì, un richiamo
funzionale all’offerta commerciale. Considerando che la utenza interessata a questo tipo di offerta è in
prevalenza giovanile e di famiglie con bimbi piccoli, il tutto si rivela funzionale alla strategia commerciale
dell’impresa stessa, come, d’altra parte, si è realizzato altrove. Quindi si opererà, di fatto, una trasformazione
in senso privatistico dell’area, che resterà, solo formalmente, pubblica. Altra criticità è data dalla
localizzazione limitrofa ad una strada di uscita della città sempre affollata e alla struttura sportiva vicina che
meriterebbe, questa si, un’area verde attrezzata di servizio aperta al pubblico. Quindi, perché non approfittare
dell’attenzione suscitata dalle polemiche e sistemare l’area , finalmente, in maniera utile rivedendo magari le
condizioni di uso del pallone tensostatico con piccoli interventi di corredo per attrezzare un area sportiva
fruibile da tutti? Qualora , inoltre, l’Amministrazione, legittimamente, volesse sostenere l’impianto
dell’esercizio commerciale di cui trattasi in città, potrebbe proporne il suo insediamento in un area latistante
Piazza Unità d’Italia dove 460 metri quadrati non inciderebbero significativamente nel contesto e dove
peraltro sono presenti parcheggi abbondanti e largamente inutilizzati il che contribuirebbe alla
rivitalizzazione dell’area, oggi poco frequentata.
Potrei ancora largamente discettare in merito, proponendo aree prossime alla caserma dei carabinieri o il supermercato o altro ( aree private e quindi oltremodo onerose per l’investimento difficilmente scaricabili come oneri di gestione) , ma penso di aver già abusato della sua attenzione.
Cordialmente GB Totis

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