La bonifica del comprensorio Fanusa-Milocca – Un contributo alla comprensione degli allagamenti di Fanusa-Milocca

Gli interventi gestiti dai Consorzi di  Bonifica (le cui competenze di recente sono state assorbite dall’Autorità di Bacino) assumono oggi significati diversi rispetto alle opere, storicamente documentate, eseguite nel comprensorio di Siracusa, dove si realizzarono efficaci interventi per la salubrità pubblica contro la diffusione della malaria. Ci chiediamo tuttavia se la conoscenza dei dati archivistici relativi alle opere di bonifica (un tempo eseguite nel territorio) non siano utili ai fini della progettazione degli interventi risolutivi per difendere le contrade balneari duramente provate a seguito del verificarsi del ciclone Apollo e dei successivi nubifragi dei mesi autunnali.

In particolare, la zona indicata dai toponimi Fanusa-Milocca comprende oggi zone fortemente urbanizzate che hanno in parte sostituito le coltivazioni agricole prima presenti. Questo territorio, in cui l’agricoltura ha svolto un ruolo essenziale, viene descritto dagli storici come ubertoso per la rilevante produzione agricola di qualità che la vocazione dei terreni ha sempre garantito. Erano i vigneti costieri a presentare la massima estensione che rese famosi i vini bianchi di Fanusa.  La diffusione di una malattia causata dall’ insetto “fillossera” specie associata alla vite, tristemente nota per i gravi danni provocati alla vitis vinifera europea, nella seconda metà dell’ottocento, fu causa di nuovi assetti colturali e trasformazioni del paesaggio agricolo che divenne prevalentemente agrumicolo durante la metà del secolo scorso. La coltivazione degli agrumi comportò nuove esigenze nella coltivazione ovvero la realizzazione di opere irrigue, di canali di allontanamento delle acque meteoriche in eccesso, di impianto di specie frangivento (cipressi e olivi) e di miglioramento delle strade comunali e vicinali al fine di garantire i collegamenti con il porto di Siracusa e la viabilità provinciale.

La Torre Milocca costruita nel 1400, proprio sulla quota più alta della pianura costiera in posizione strategica, con vista sia verso il porto di Siracusa che verso la costa di Punta Milocca, divenne il fulcro di un comprensorio agricolo di rilevante interesse che richiamò interventi pubblici di miglioramento della viabilità esistente che di opere di bonifica idraulica.

Nel 1887 l’Ufficio del Genio Civile di Siracusa intraprese infatti l’opera di sistemazione della strada vicinale che dalla provinciale Siracusa – Noto avrebbe collegato Torre Milocca  alla contrada Pezza Grande: nella relazione di progetto dell’ufficio tecnico comunale se ne motiva la necessità in quanto “..lasciandola nello stato in cui si trova, non può servire al trasporto dei prodotti agricoli in tutti i tempi: perché giacendo essa in un punto basso della campagna , ove vanno a fermarsi le acque delle adiacenti campagne, si riduce ad una pozzanghera nella stagione invernale”. La descrizione è efficace e rispondente ad uno stato di fatto, ancora oggi ravvisabile sui luoghi, al momento delle prime piogge.

In anni successivi si rese necessario un vero e proprio intervento di bonifica richiesto dai proprietari agricoli dei terreni che comprendesse sia ulteriori sistemazioni della viabilità a servizio del trasporto agricolo che della bonifica dei terreni, a tutela sia delle coltivazioni agricole che della salubrità della zona per i residenti.

Il Corpo Reale del Genio Civile di Siracusa del 15/11/1928 confermò la necessità ed urgenza di lavori di bonifica che vennero eseguiti dopo la costituzione dei privati in Consorzio  di bonifica di 2a categoria delle terre di Milocca e Fanusa. “Trattasi di terre che difettano di scolo e per la loro bonifica si rende necessaria la sistemazione di un fosso già eseguito dai proprietari interessati, ma, nelle attuali condizioni, non suscettibile di regolare funzionamento per mancata manutenzione. La bonifica di tali terre non è iscritta in 1° categoria né ha i requisiti per un eventuale iscrizione ai sensi dell’art.3 del suddetto  T.U. per la sua piccola estensione ed il limitato interesse igienico che riveste, risultando  tuttavia  compresa tra le zone malariche del territorio di Siracusa”

Dalla lettura degli atti conservati presso l’Archivio di Stato di Siracusa è stato possibile consultare il progetto complessivo relativo ai lavori di bonifica Milocca-Fanusa, che prevedevano sia la realizzazione di canali a cielo aperto per lo smaltimento delle acque che la sistemazione delle strade. Per lo smaltimento delle acque piovane l’Ufficio del Genio Civile attesta  che: “ la contrada Milocca è servita da due fossi principali che sboccano nelle due spiagge opposte uno in direzione da ovest ad est ed un altro in direzione inversa. Essendo ben nota la natura argillosa del sottosuolo che impedisce la filtrazione delle acque che, ristagnando, nuoce all’agricoltura delle zone allagate e pregiudica le condizioni igieniche della plaga, venne  prevista: la sistemazione di un fosso principale in direzione ovest-est per la lunghezza di m.2500 ed una sezione pari a mq 3,60, nonché la sistemazione del fosso principale in direzione est-ovest per la lunghezza di m.1500 ed una sezione idrica di mq 2,25”.(vedi planimetria allegata).

Per affrontare le soluzioni progettuali contemporanee bisogna tener presente che lo stato dei luoghi non è più esclusivamente agricolo bensì comprende numerosi comparti urbanizzati: la scelta degli interventi di sistemazione idraulica dovranno prioritariamente tener conto degli antichi percorsi dei canali, adeguandosi alle costruzioni ed alla viabilità ed i servizi oggi esistenti.

Il ripristino dei canali storici  è  in gran parte possibile anche se in alcuni tratti se ne dovranno realizzare di nuovi;  tuttavia non possono escludersi i due recapiti finali dei canali realizzati nel secolo scorso, ovvero sia il Porto grande che la spiaggia di contrada Punta di Milocca oggi meglio conosciuta come Fanusa, dove durante le alluvioni di ottobre 2021 si è riversata la maggior parte delle acque di pioggia, senza alcuna regimentazione.

Dott.ssa Alessandra Trigilia

Dott.Antonino Attardo

 

 

 

 

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