Quarta ondata covid 19: è di nuovo caos, oggi come ieri, ma nessuno ne è responsabile

Esplosione dei contagi a Siracusa

Nella calza della Befana del 6 gennaio i cittadini siracusani hanno trovato la notizia che il numero delle persone positive è passato in sole 24 ore da 1270 a 2350 (3014 in data 09.01) mentre le persone in isolamento fiduciario non superano le due centinaia.

A provocare questa enorme crescita dei contagi a Siracusa città ha contribuito certamente il parziale recupero del ritardo nella processazione dei tamponi del quale è circolata notizia tra gli addetti nel corso dei giorni precedenti, ma i numeri segnalano comunque un’esplosione dei contagi in tutta la provincia dal capoluogo ai comuni che infatti passano in zona arancione dal 9 Gennaio (tutti tranne Buccheri, Buscemi, Ferla e Cassaro). Gli ultimi dati resi pubblici dal Gruppo Covid dell’ASP riportano un tasso di incidenza di 1152 infetti per 100.000 abitanti che fa della provincia di Siracusa una delle aree di maggiore diffusione del Covid in Italia.

Naturalmente con questi numeri il Testing è entrato in crisi perché non in grado di adeguarsi alle crescenti richieste di esami nella fase più acuta della Pandemia, esattamente come fu nella prima ondata quando l’ASP si fece trovare completamente impreparata a gestire il sistema di esecuzione e processazione dei tamponi e ciò fu causa di grave ritardo diagnostico, come nel caso tristemente noto del dottor Calogero Rizzuto, direttore del Parco Archeologico di Siracusa. Ancora oggi la crisi del Testing è dovuta alle stesse cause: mancanza di reattivi diagnostici, di uomini e di strutture che con tutta evidenza in questi due anni non sono stati potenziati a sufficienza.

Tracollo del Contact Tracing

Lo striminzito numero dei soggetti isolati in quarantena a fronte dell’enorme numero di infetti (che con tutta probabilità sono ancora molto più numerosi in quanto la carenza di test diagnostici non riesce a identificarli) segnala il completo tracollo del Contact Tracing che caratterizzò anche la prima ondata.

Anche l’onorevole Cafeo, deputato regionale “migrante” lungo un singolare percorso che dal PD lo ha portato alla Lega passando temporaneamente per la pattuglia renziana di Italia Viva, si è accorto con grave ritardo del problema e ne ha dato una personale interpretazione, scaricandone la completa responsabilità sui vertici del Gruppo di Gestione del Covid, colpevoli di non applicare le nuove norme sui contatti e le quarantene e di non utilizzare al meglio le risorse umane messe a disposizione dalla Direzione Generale.

Il mancato intervento “ufficiale” della Direzione Generale in questa vicenda sottolinea  il permanere di uno stato conflittuale che oppone il Servizio di Epidemiologia alla Direzione Generale, conflitto dal quale sono scaturite diverse vicende giudiziarie ed  extragiudiziarie.

Le uniche certezze che hanno i cittadini sono quelle di non sapere quando verranno contattati dal Dipartimento di Prevenzione e quando saranno liberi dalle quarantene mentre i MMG sono continuamente alle prese con problemi di interpretazione di norme e circolari all’interno di un sistema nel quale nessuno ha le idee chiare al punto da farsi promotore di iniziative di consenso e formazione.

Hub vaccinale: scene di ordinaria follia

Dall’Hub vaccinale di via Nino Bixio giornalmente arrivano sui quotidiani della carta stampata, oppure on line, immagini di file interminabili, ressa, litigi, proteste, mancato rispetto di priorità, ritardi di ore e ore rispetto alle prenotazioni, il tutto in apocalittici scenari di assoluta mancanza di rispetto delle norme di distanziamento per la prevenzione dell’infezione.

Dall’Hub vaccinale arrivano, purtroppo, anche notizie che riferiscono di disorganizzazione, di mancanza di mezzi e di personale, di lotte intestine che hanno portato all’allontanamento coatto dalla struttura del rappresentante del Sindaco di Siracusa, di mancanza di risorse economiche che molti pensavano invece essere infinite considerando gli emolumenti che, secondo alcune “favolose narrazioni”, sarebbero state elargite, almeno in una prima fase della campagna vaccinale, agli operatori.

Tutto questo finisce per nuocere gravemente alla campagna vaccinale che, infatti, a Siracusa è in netto ritardo nel raggiungere, diversamente da altre provincie siciliane, il target vaccinale assegnato.

L’inferno del Pronto Soccorso

Se le immagini che arrivano dall’Hub vaccinale non sono rassicuranti, quelle che arrivano dai Pronto Soccorso degli Ospedali della Provincia, e in particolare dal Pronto Soccorso del PO Umberto I di Siracusa, fanno addirittura paura.

Pazienti gravi e complessi in attesa per ore ed ore, appoggiati su barelle per intere giornate  per la difficoltà o impossibilità di trovare posti letto nei reparti di degenza, parenti stremati da attese interminabili che mettono a dura prova la capacità di resistenza allo stress e talora esplodono in ingiustificabili atti di violenza verbale o fisica,  gestione sintomatica di patologie che richiederebbero grande attenzione e interventi multispecialistici,  sempre all’interno di scenari nei quali tutte le norme tanto raccomandate per la prevenzione dell’infezione vengono totalmente ignorate.

La gestione delle patologie non Covid rimane drammaticamente inadeguata rispetto alle necessità e la maggioranza delle unità operative ospedaliere parzialmente o totalmente depotenziata per mancanza di personale e riduzione o riconversione dei posti letto.

Aumento dei ricoveri Covid

Il progressivo aumento dei ricoveri Covid di quest’ultima settimana, a fronte della diffusione della variante Omicron molto più contagiosa della Delta ma meno patogena e in grado di causare forme più lievi di malattia delle alte vie respiratorie, pone anche il problema dell’appropriatezza dei ricoveri per Covid. In altri termini quanti di questi ricoveri sono effettivamente giustificati dalla gravità delle condizioni o sono conseguenza invece della completa debacle della medicina territoriale totalmente assorbita in pratiche burocratiche come il rilascio dei certificati di fine quarantena, dell’insufficiente apporto delle USCA e comunque di permanenti deficit organizzativi nell’integrazione territorio-ospedale?

La mancanza di integrazione territorio-ospedale nell’assistenza al Covid costituisce oggi un problema gravissimo perché le nuove terapie anti-Covid – anticorpo monoclonale Sotrovimab che si è dimostrato efficace anche contro la variante Omicron, l’antivirale inibitore delle polimerasi di Sars CoV-2 (Molnupiravir) già disponibile e l’inibitore delle proteasi virali Paxlovid prossimamente disponibile e che verosimilmente  modificherà in modo molto significativo la storia dell’infezione da SARS CoV-2 – necessitano di essere utilizzati nei primi giorni dell’infezione  e pertanto richiedono che essa sia diagnosticata precocemente nei soggetti a rischio eleggibili alle terapie antivirali il cui fine ultimo è quello di prevenire la malattia, l’evoluzione grave e il ricovero.

I cittadini siracusani vorrebbero sapere se l’ASP ha a disposizione questi nuovi presidi terapeutici e se si stanno organizzando modelli di collaborazione territorio-ospedale atti ad utilizzarli nel modo più efficace.

Le mancate risposte

Di tutti i dubbi e gli interrogativi che angustiano l’opinione pubblica siracusana si erano fatti interpreti la Direttrice della Civetta di Minerva e il dottor Dino Artale, attenti osservatori della realtà sanitaria siracusana e in grado di rilevarne le gravi lacune organizzative, la carenza di risorse umane e tecnologiche, il progressivo e inarrestabile degrado. E per questo avevano formulato al dott. Anselmo Madeddu degli articolati e seri quesiti che rappresentavano l’occasione per una riflessione sui problemi emersi durante la prima ondata e sulla congruità delle risposte fornite dall’ASP nell’ipotesi che un’analisi critica del passato permettesse di trovare le soluzioni migliori per i problemi di oggi che sembrano avere le stesse cause di quelli del passato.

Ritengo che dal dottor Madeddu, diventato Direttore di UOC, come si evince dal ponderoso curriculum vitae online, appena sette anni e mezzo dopo l’assunzione quale Dirigente del Distretto Sanitario di Lentini, uomo che da 25 anni ai vertici della Sanità Siracusana ha collezionato un numero impressionante di incarichi – Direttore del Distretto Capofila di Siracusa, Direttore ad interim del Distretto di Noto,  Direttore della UOC di Cure Primarie, Coordinatore Sanitario dell’area territoriale, Direttore Sanitario Aziendale, Direttore Generale f.f., Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Siracusa (al terzo mandato) – e che quindi ha più di altri contribuito a determinare gli attuali assetti e livelli di “performance” dell’ASP di Siracusa, l’opinione pubblica abbia il diritto di avere delle risposte, di chiedere  spiegazioni  e rassicurazioni, di pretendere  capacità di analisi critica dei problemi delle strutture sanitarie siracusane e indicazione di soluzioni; e infine, perché no, coraggio nell’ammettere onestamente anche eventuali errori commessi, specie oggi che alcune certezze sembrano vacillare e i cittadini siracusani appaiono disorientati davanti alle criticità  che si trovano ad affrontare ogni giorno.

Scegliere di non rispondere appare incoerente rispetto al principio di assoluta trasparenza invocato da Madeddu all’inizio del suo mandato di Presidente dell’Ordine dei Medici, a meno che non si ispiri alle parole di Ralph Waldo Emerson, filosofo, scrittore, poeta e saggista americano, ispiratore del pragmatismo e considerato campione dell’individualismo: “Una stupida coerenza è l’ossessione di piccole menti, adorata da piccoli uomini politici e filosofi e teologi. Con la coerenza una grande anima non ha semplicemente nulla a che fare”. Ma lo stesso Autore ha però anche scritto “Non farmi mai cadere nell’errore volgare d’immaginarmi perseguitato quando sono contraddetto”.

 

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