Eppure i Ciliegi sono in fiore, e la madeleine profuma ancora

Il tempo richiede una relazione con ciò che ci circonda, quello che è racchiuso in un anno non è altro che la somma e l’evoluzione di tutto quello che è accaduto nei precedenti: una muraglia cinese che va attraversata.

Ogni anno contiene i profumi di Jean-Baptiste Grenouille, un uomo incapace di provare emozioni umane ma anche il profumo di una madeleine immersa nel tè di tiglio. Se l’odore ti dice senza sbagli quel che ti serve di sapere, come ci ricorda Calvino, verrebbe allora da chiedersi quale sia la formula per ottenere esattamente quel punto di perfezione che consenta di attraversare un nuovo anno senza sprecare, sporcare e irrimediabilmente distruggere.

Gli eventi ci sono passati davanti vorticosamente e noi siamo rimasti immobili come Coppélia seduta eternamente al balcone a guardare un libro senza saper comprendere.

Il risultato? Il nuovo anno che inizia si porterà in spalla solo confusione senza comprendere che per accedere al punto zero da cui ripartire bisogna lasciare andare il superfluo.

È stato l’anno dei muri di fango, una immensa ed invisibile Fortezza Bastiani dove addestrarsi alle armi e simulare missioni nonostante non vi sia mai stato alcun nemico da affrontare. È stato l’anno della strage degli innocenti, bambini palestinesi e bambini israeliani vittime di un destino crudele sulla Striscia di Gaza. È stato l’anno che ha visto la terra bruciare e i mari coperti da tappeti di bottiglie di plastica, rifiuti e sversamenti per mano dell’uomo, che se almeno fossero stati i Cavalieri dell’ Apocalisse oggi avremmo meno da rimproverarci. È stato l’anno del Giano bifronte, del passato e del futuro che torna da oriente ad occidente, da una parte i talebani che frustano le donne afghane e dall’altra agenti della polizia di frontiera americana a cavallo che frustrano migranti nel guado del fiume Rio Grande. È stato ancora l’anno dei teli di plastica nelle case di riposo nella triste e amara conferma dell’uomo che nasce e muore solo, dei luoghi dove si continua a morire nonostante l’ipocrisia degli abbracci e nonostante il recente passato ci abbia indicato un’altra direzione da seguire. È stato l’anno del pugno di ferro in Myanmar contro il dissenso. Uccisioni di massa di donne, giovani, anziani e perfino bambini. Il dissenso quello importante, quello dovuto, quello sempre legittimo che trasforma in fiore del Padauk ogni goccia di sangue versata. È stato anche l’anno di un dissenso balordo che ha trasformato in letame ogni goccia di ignoranza versata, dall’attacco al Congresso a Washington guidato dallo Sciamano di QAnon fino al violento attacco alla sede della Cgil di Roma ad opera del movimento di estrema destra di Forza Nuova. Nonostante consapevoli di essere ripresi dai presenti distruggevano le telecamere della sede per non farsi riconoscere: chiamarli idioti sarebbe un’offesa agli idioti. È stato l’anno della perdita del controllo e delle pulsioni primitive che hanno fatto passerella nei talk show nostrani unico leitmotiv da odiens la Covid. Risultato? L’Italia della resistenza e della musica nei balconi si è trasformata nel condominio di Ballard.

E l’anno termina in Italia con la diffusa convinzione che non esista alternativa al capitalismo direbbe K punk …

Il ministro Cingolani chiude con un anno atomico, Berlusconi si candida a presidente della Repubblica.

Lasciamo andare tutto questo, non ci serve.

È stato anche un anno che ha toccato diverse vette che ci hanno regalato profumi meravigliosi “ideali molto più efficaci dell’orecchio sempre tappato, molto più discreto dell’occhio che si comporta da padrone, molto più raffinato del gusto che gode solo quando consuma”, direbbe la Nothomb.

Il partito comunista italiano ha compiuto 100 anni, Emanuele Macaluso e Rossana Rossanda sarebbero orgogliosi del battito d’ali di farfalla che ha consacrato Gabriel Boric presidente del Cile. Patrick Zaki è libero, concediamogli la cittadinanza italiana. Durante la cerimonia di insediamento alla presidenza di Biden la giovane poetessa Amanda Gorman ci ha detto che un cambiamento è possibile: le crediamo. Gli angeli sui cornicioni del cielo sopra Berlino hanno viaggiato accanto agli operatori sanitari che hanno portato i vaccini per il coronavirus nelle zone dimenticate nel mondo. Chloé Zhao  vince l’Oscar con Nomadland.

Tre dei più grandi simboli della resistenza ci hanno lasciato ma la dimensione universale di Franco Battiato, di Gino Strada e di Desmond Tutu percorrerà la muraglia cinese fino alla fine.

Perseverance è atterrato su Marte, potrebbero aprirsi scoperte scientifiche straordinarie, nel mentre il nostro Giorgio Parisi prende il Nobel per la fisica. Anno di importanti debutti e ritorni dei maestri dell’illustrazione nel mondo dei fumetti, graphic novel e manga: Frigolandia continua a resistere e noi insieme a loro.

Il punto di perfezione che ci aiuterà nel passaggio al nuovo anno? “Carnage” l’ultimo lavoro di Nick Cave, un diamante purissimo.

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