“In diversi, ancora oggi, non mi hanno perdonato il fatto di avere anteposto l’interesse pubblico e il bene comune agli interessi privati di mondi economici prossimi. Abbiamo vinto e questa meravigliosa area verde, non verrà mai più cementificata, perché nel frattempo abbiamo cambiato tutti gli strumenti urbanistici stabilendo che a … … non si consuma più nemmeno un centimetro di terreno”.
Di chi è questa Dichiarazione? Chi l’ha pronunciata?
Forse un amministratore disinistraradicalscic? Forse qualcuno dei soliti “quattro ambientalisti sgarrupati d’accatto”? I soliti Signor No che bloccano lo sviluppo economico e fanno scappare gli investitori?
Ci piacerebbe indire un Concorso a premi, una specie di INDOVINA CHI? per scoprire chi si riconosce nella Dichiarazione che di seguito pubblichiamo per intero, chi ne prenderebbe le difese e chi invece la condannerebbe.
Stiamo parlando della dichiarazione di Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro di Savena provincia di Bologna. Dopo il Partito Democratico ha in seguito aderito a Italia Viva, è una giovane politica emergente (ha partecipato alle primarie per il sindaco di Bologna), presa spesso da esempio da Renzi e militanti vari per le sue doti di amministratrice determinata e coraggiosa.
Ha di recente vinto una battaglia che lei stessa ha giudicato “più potente ed importante della nostra vita”: il Consiglio di Stato le ha finalmente riconosciuto giusta e legale la bocciatura di un progetto (la Colata di Idice) che prevedeva “la cementificazione di una meravigliosa area verde”.
Noi ci siamo subito posti la domanda: Chissà se Italia Viva del luogo ha sostenuto le ragioni dei costruttori o se invece ha preso le difese di Isabella Conti?
Chissà se a San Lazzaro di Savena, provincia di Bologna, l’Ance e il suo presidente ha emanato un documento di proteste, magari insultando e offendendo la sindaca emiliana? E chissà chi, in quel territorio, in quella provincia, si è schierato con l’Ance e chi con il Comune?
La risposta bisogna che ognuno se la cerchi, di sicuro non mancheranno i distinguo: realtà diverse, condizioni differenti, quella è un’altra cosa, ecc. ecc.
Ma si sa, ogni mondo è paese, i politici devono svolgere il ruolo del caso e del momento.
Questa la dichiarazione di Isabella Conti, a noi ha fatto molto piacere leggerla:
“La vittoria più potente e importante della nostra vita, è arrivata. Il Consiglio di Stato si è pronunciato in via definitiva: avevamo ragione a bloccare la Colata di Idice, un insediamento di 582 appartamenti e decine di negozi, su un’area verde di 284.000 metri quadrati. Questa vicenda ha segnato in modo irreversibile non solo la mia vita, ma anche quelle dello straordinario avvocato e amico fraterno Michele Cristoni e di Anna Maria Tudisco, architetta e coraggiosa dirigente all’urbanistica. Eravamo noi tre, quando tutto è iniziato 7 anni fa, fino a notte fonda in comune per studiare gli atti e capire come procedere in modo ineccepibile. Siamo andati incontro a tempeste di fango, pressioni, tentativi di condizionamento. Ricordo il senso di solitudine ed emarginazione che vivevo anche all’interno della comunità politica in cui sono nata e cresciuta. In diversi, ancora oggi, non mi hanno perdonato il fatto di avere anteposto l’interesse pubblico e il bene comune agli interessi privati di mondi economici prossimi. Abbiamo vinto e questa meravigliosa area verde, non verrà mai più cementificata, perché nel frattempo abbiamo cambiato tutti gli strumenti urbanistici stabilendo che a San Lazzaro non si consuma più nemmeno un centimetro di terreno. Abbiamo vinto, in modo talmente netto e cristallino, che gli appellanti sono stati condannati anche a pagare al Comune le spese legali. Avrei un’infinità di cose da raccontare, perché mi ricordo tutto. Tutto. Le illazioni, i veleni, l’isolamento, la solitudine. Soprattutto però voglio ricordare il sostegno degli amici, gli sguardi preoccupati ma orgogliosi, le premure di chi mi ha sempre voluto bene, gli abbracci in strada dei miei cittadini, i legami indissolubili generati con chi ha affrontato questa traversata nel deserto insieme a me. È finita. Abbiamo vinto. Avevamo ragione su tutto. Quei terreni rimarranno verdi, salvati dalla mia tenacia e ostinazione, dal coraggio e dalla tecnica di Anna Maria e dalla geniale e inarrivabile competenza giuridica di Michele. Voglio dire a tutti i Sindaci in Italia che si trovano a combattere per il proprio territorio in vicende urbanistiche complesse e difficili, che siamo con loro, che ci siamo per loro, che si può, si deve fare”.

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