I riflettori di Altroconsumo su Siracusa: inflazione e povertà diffusa

Attenzione del Codacons puntata sui fenomeni inflattivi e subito si piazza in testa alla classifica delle regioni la Sicilia dove i prezzi aumentano di più. Ma fra le sue province quella di Siracusa è da tempo immersa in una situazione peggiore. Sono anni in cui, complice l’aumento di povertà, si vive immersi in una politica alimentare da “cibo spazzatura” perché esiste la logica di marketing da parte di specifiche multinazionali che volendo intercettare i redditi più bassi della popolazione si sono piazzati vicini a tali quartieri proponendo sconti su prodotti di sottomarche straniere e di scarsa qualità. Da anni si esaminava che la spesa alimentare – ultime inchieste di altroconsumo – era tra le prime 5 città d’Italia, la più cara. Questo lo si riscontrava ponendo a confronto uno stesso paniere di spesa a Siracusa rispetto a città come Roma o Trento trovandosi davanti un totale più alto.

Derivava da varie cause quale il trasporto, ma anche dalla specifica grande distribuzione organizzata. Si scorgeva che l’azienda Esselunga – in Sicilia non c’è – si confermava nel resto d’Italia al top per la spesa economica con prodotti di marca e migliori prezzi, mentre l’Eurospin, esistente a Siracusa, veniva conosciuta al primo posto per i prodotti economici di scarsa qualità. Nell’inchiesta veniva osservato come il supermercato Conad di Rovigo risultava più conveniente con la spesa di circa 5.500 € l’anno a famiglia, 1.000 euro in meno rispetto alla media del costo annuale secondi i dati Istat. Ultimamente, davanti a questa situazione è pure spuntata l’inflazione assestandosi attualmente al tasso del +2,5% a livello nazionale, con la Sicilia dove i prezzi sono aumentati di più (oltre il +3,1%). Oggi il record regionale lo detiene Catania che ha segnato a settembre una crescita dei listini del +3,6%. Siracusa non è esente dall’inflazione, ma parte da questo suo stato di grave sofferenza di anni. Davanti a questo aggravamento generale non sarebbe opportuno dirigersi verso il mercato locale che offre prodotti a km 0, con maggiore qualità e sicurezza? Il Comune non potrebbe aprire politiche di sostegno affinché i prezzi si mantengano bassi? Per l’amministrazione locale sarebbe un investimento con un ritorno positivo, sia nella diminuzione del 30-40% di plastica da confezionamento dei prodotti con effetto immediato nei rifiuti urbani, sia nella maggiore e positiva circolazione monetaria che aprirebbe a possibili nuove iniziative d’imprenditoria locale, sia in una diminuzione del disagio sociale. invece ci troviamo a sentire un economista che in una trasmissione su Rai3, volendo spegnere gli allarmi su tutto ciò, afferma: “la banca centrale europea è sicura, ha tutto sotto controllo e stima un abbassamento del periodo inflattivo entro poco tempo, quello che si sta attraversando è dovuto a vari fattori momentanei. Il forte aumento del costo dell’energia nel corso del 2021 è dovuto prevalentemente a quello del costo del gas naturale, causato da diversi fattori (ripresa economica, inverno particolarmente freddo nel Nord Europa e la forte domanda di gas da parte della Cina). Crediamo che nel sentire queste risposte i siracusani in difficoltà economica non si sentano rassicurati.

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