RESORT OGNINA: GRAVE AFFERMAZIONE DELL’ING. RIILI ATTRIBUITA AL SINDACO E NON ANCORA SMENTITA

Come se nulla fosse.

È passata inosservata oppure non ci si fa caso? Siamo così assuefatti alle affermazioni dei politici da non ritenerle degne di attenzione, da considerarle vane, ingannevoli, da equipararle a carta straccia, spazzatura?

Eppure le parole sono importanti, rappresentano il pensiero, comunicano i concetti, spiegano le idee, definiscono progetti, programmi, accordi, impegni. Con le parole si narra la vita.

Per questo, quando abbiamo letto la nota (Piano Paesaggistico e la seconda vittima) dell’ing. Massimo Riili costruttore e presidente di ANCE Siracusa (Associazione Nazionale Costruttori Edili) pubblicata dal quotidiano La Sicilia e ripresa da varie testate on line, siamo rimasti più che esterrefatti. L’ha detto davvero? Può essere? Sarà un errore … Sicuramente seguirà una smentita

E invece no. La frase era proprio quella, nessuna correzione, nessuna smentita. Ma cosa ancor più grave: nessuna reazione e nemmeno indignazione da parte di media, opinionisti, politici, associazioni, società civile.

Come se nulla fosse.

Abbiamo aspettato che almeno l’interessato, il chiamato in causa dall’ing. Riili smentisse o prendesse posizione. Niente.

Come se nulla fosse.

Invece per noi no. Per noi de La Civetta, a noi e a coloro con cui discutiamo e ci confrontiamo, quella frase ci ha sbalordito, rimbomba ancora tutta la sua gravità e merita di essere riproposta all’attenzione degli sbadati e di chiederne conto ai diretti interessati.  Scrive Riili nella sua nota:

“Ma come, il sindaco ci ha sempre detto che con la Pillirina non voleva giocarsi la rielezione, ma il progetto di Ognina avrebbe avuto tutto il suo appoggio e ce lo avrebbe dimostrato: lo sviluppo turistico prima di tutto”

Veramente? Abbiamo capito bene?

Sindaco Italia, lei ha veramente dichiarato a  Riili (o a chi per lui) che per la Pillirina non si è voluto giocare la rielezione mentre per Ognina avrebbe dato tutto il suo appoggio?

Cioè lei – secondo quanto affermato da Massimo Riili – fa dichiarazioni a convenienza e non per convinzione? Afferma e si rimangia gli impegni a secondo delle circostanze o delle persone con cui discute? Dunque lei – sempre secondo quanto dichiarato da Riili – sulla salvaguardia e sulla destinazione dell’area della Pillirina ha idee diverse da quelle espresse pubblicamente (in campagna elettorale, negli accordi programmatici)? E in cosa consisterebbe “tutto il suo appoggio per Ognina”? E come glielo avrebbe dimostrato?

Se veramente così fosse (siamo in attesa di una sua risposta alla nostra precisa richiesta), tali affermazioni sarebbero di una gravità enorme in quanto si dimostrerebbe che il sindaco Italia sulla Pillirina ha mentito per non giocarsi la sua rielezione, ha mentito agli elettori, ha mentito alla città, ha mentito ai suoi alleati. Oppure ha mentito a Riili.

E gli alleati in giunta? Lealtà e Condivisione, che della salvaguardia delle territorio fa una sua specifica prerogativa, cosa ne pensa? Non ritiene sia necessario un chiarimento?

A onor del vero il presidente dell’Ance non si è fermato soltanto a quella dichiarazione. A leggere la nota si riscontrano altre pesanti affermazioni:

“un’altra iniziativa ostacolata dalla miope applicazione di norme che sono state calate dall’alto, della competenza di noti urbanisti formatisi nel chiuso delle stanze di un ufficio di provincia … occorrevano competenze qualificate e trasversali che, per ovvie ragioni, la locale Soprintendenza non poteva in alcun modo garantire … una pavida impostazione del no preconcetto poteva garantire solo la serenità dei progettisti, che non hanno mai fatto nessun approfondimento di sviluppo del macrosistema interessato, semplicemente perché non era il loro mestiere …”

Una carrellata di accuse che avrebbero dovuto suscitare ben altro clamore e invocare i dovuti chiarimenti. Ma sappiamo che la nostra è la città dell’apatia, dell’inerzia e dell’indifferenza e che già dopo due giorni tutto è sepolto e dimenticato.

Noi, però, non ci rassegniamo e chiediamo, per lo meno al Sindaco, di chiarire la sua posizione e di fare luce su tali (possibili??) accuse. Non soltanto a noi ma ai suoi alleati in Giunta e alla Città tutta.

Poi forse, un giorno qualcuno ci spiegherà (a noi e alla Città) chi è che ferma lo sviluppo (turistico???) e blocca gli investitori. Quattro ambientalisti sgarrupati? I radical chic di sinistra? Il sindaco ondivago?  I tecnici incompetenti della Soprintendenza? Oppure sono le norme, le regole, i Piani specifici. Gli atti redatti appunto per prevedere qui la destinazione agricola, lì la tutela del paesaggio e dell’ambiente, più in là gli insediamenti urbanistici, e ancora oltre quelli imprenditoriali. E chissà perché poi questi illuminati imprenditori non debbano seguire le norme, i Piani redatti da Enti e Istituzioni preposte ma debbano pretendere (per loro) deroghe, revisioni, eccezioni.

Più in là.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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