ARRIVANO GLI URAGANI MA LA CITTÀ NON HA ANCORA IL PIANO DI ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Il comune di Siracusa si è dotato di un piano di adattamento ai cambiamenti climatici?
Il quadro che emerge in questi giorni di prolungata allerta meteo è quello di una città in continua emergenza, con criticità che si stanno manifestando in diversi episodi di dissesto idrogeologico, in un sistema di drenaggio delle acque piovane non idoneo alla reale portata dei fenomeni metereologici in atto, in una infrastruttura viaria che non permette una mobilità sicura, in un patrimonio immobiliare che si sbriciola sotto l’azione degli agenti atmosferici, in un luogo soggetto alle ondate di calore e alla siccità.  Criticità che determinano ulteriori criticità, come quella relativa alla gestione dei rifiuti e della depurazione delle acque. Siracusa sembra sotto scacco con una macchina burocratica/amministrativa spesso lenta e farraginosa, incapace di dare risposte immediate alle continue sollecitazioni che provengono dal territorio nonostante il lavoro incessante di alcuni tecnici ed amministratori locali. Sembra che si stia rincorrendo continuamente l’emergenza del giorno (che, purtroppo, non si verifica solamente nei periodi di condizioni estreme), che si è impegnati forsennatamente a tappare le buche, le voragini, a dare una risposta immediata ai cambiamenti climatici in corso quando sarebbe necessario definire una strategia, un piano capace di indirizzare gli interventi, di intercettare fondi, di progettare infrastrutture di supporto in armonia con l’ambiente. Manca, insomma, uno strumento, un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, che potrebbe essere utile, per quanto detto sopra, ad una città come la nostra. Sul tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici l’Unione Europea ha prodotto diversi documenti con lo scopo di introdurre un quadro normativo tale da rendere i 27 Paesi sempre pronti ad affrontare le emergenze dei prossimi anni.
Il primo documento della Commissione Europea risale all’aprile del 2013 ed aveva il titolo “Strategia Europea di Adattamento ai cambiamenti climatici” mentre l’ultima versione è stata approvata dal Consiglio dell’Unione Europea il 10 giugno 2021 con il titolo “Plasmare un’Europa resiliente ai cambiamenti climatici La nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici”. Come sottolineato dalla dott.ssa Francesca Giordano dell’Ispra, i cambiamenti climatici possono essere affrontati attraverso due strategie. La prima è la mitigazione che agisce sulle cause, riducendo i gas serra e il loro accumulo, produce interventi a lungo periodo ed agisce sulla riduzione della pericolosità climatica, sugli impatti ingestibili. La seconda strategia, invece, prevede azioni di adattamento finalizzate ad agire sugli effetti dei cambiamenti climatici per ridurre i danni presenti. Si manifesta attraversa interventi efficaci nell’immediato con effetti locali, riducendo la vulnerabilità e l’esposizione ed avendo la finalità di gestire gli impatti inevitabili. I documenti dell’Unione Europea sono stati da sprone affinché venissero redatti piani di adattamento a livello nazionale (l’Italia si è dotato di un Piano Nazionale di adattamento anche se ancora in bozza), a livello regionale (le regioni Lombardia, Sardegna ed Emilia Romagna hanno già provveduto) e a livello locale.
Città come Ancona, Bologna, Roma e Genova hanno definito la strategia di adattamento/resilienza redigendo un piano nel quale sono stati individuati in maniera analitica le criticità su cui far fronte, sono state progettate le azioni più importanti e nel quale sono stati previsti, in alcuni casi come Bologna, non solo dei target qualitativi ma anche quantitativi.
Le città che hanno redatto il loro piano di adattamento ai cambiamenti climatici hanno preliminarmente definito una una strategia di adattamento nella quale sono stati individuati i principali obiettivi, sono stati identificati le vulnerabilità, i rischi, le lacune cognitive e le modalità di gestione delle incertezze, sono stati sensibilizzati e coinvolti gli stakeholder e i decisori politici. Dopo aver definito la strategia è stato redatto il piano, un documento che promuove l’applicazione e la priorità delle azioni, che definisce la tempistica, identificando le responsabilità e impegnando le risorse.
E Siracusa? Siracusa nonostante le problematiche ambientali che caratterizzano il suo territorio non ha ancora provveduto alla redazione di un piano organico di adattamento per evitare situazioni emergenziali, per evitare di trovarsi nelle condizioni in cui ultimamente la città si è trovata. Appare chiaro che la dotazione di una strategia/piano possa essere un valido strumento per progettare in maniera condivisa le azioni idonee e per costruire una città più resiliente. Azioni di adattamento che possono essere di tipo soft (non strutturali, campagne di formazione, comunicazione, normative), verdi (approccio ecosistemico, protezione zone verdi) e grigie (infrastrutturali e tecnologiche, efficientamento reti, opere di difesa costiera).
La nostra Città, nonostante non sia dotata ancora del piano di adattamento ai cambiamenti climatici ha, comunque, partecipato a settembre 2021 ad un bando del Ministero della Transizione Ecologica (MITE) per comuni con più di 60 mila abitanti dal titolo “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”. Il bando è  finalizzato ad “aumentare la resilienza dei sistemi insediativi soggetti ai rischi generati dai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore e ai fenomeni di precipitazioni estreme e di siccità”. Nel progetto presentato sono stati previsti 9 interventi, destinati all’abbattimento delle “isole di calore” e al miglioramento del drenaggio urbano.
C’è da sperare che si riesca ad essere inseriti nei benefici previsti da tale bando e successivamente a progettare e quindi realizzare quanto eventualmente finanziato. Non sarà il Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici che prima o poi l’Amministrazione dovrà adottare ma sarebbe già qualcosa. La città ne ha bisogno.

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