Quali sono le reali intenzioni del governatore Musumeci e dell’assessora Baglieri relativamente alla presentazione del ddl 1066 dal titolo “Regolazione unitaria del servizio idrico integrato nella Regione Siciliana. Istituzione dell’Autorità Idrica Siciliana” attualmente all’esame della IV Commissione Ambiente? Cosa si cela dietro la volontà di voler istituire un’Autorità idrica unica regionale?
A non vederci chiaro su tutto ciò è il Forum siciliano dei Movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni che ha inviato una richiesta di ritiro alla giunta regionale del DDL n. 1066 o la sua bocciatura integrale da parte dei deputati regionali.
Il Forum ritiene che il disegno di legge 1066 sia in contrasto con la volontà della maggior parte dei siciliani e con la maggioranza assoluta degli Enti locali, che ha dato vita alla legge 19/2015 attualmente vigente, richiedendo espressamente una gestione pubblica delle risorse idriche senza finalità lucrative. Inoltre, il Forum ritiene che dietro al disegno di legge si celi la volontà della giunta Musumeci di far “subentrare ex lege l’Autorità Idrica Siciliana nei rapporti con Siciliacque spa rafforzando una posizione dominante della stessa nella gestione delle risorse idriche in Sicilia nonché nella gestione dei finanziamenti del PNRR e di quelli della programmazione EU 2021-27”.
Tutto ciò in contrasto con l’articolo n. 6 della legge 19/2015 che richiede al Presidente della Regione la valutazione degli adempimenti contrattuali e della sussistenza dei presupposti per l’eventuale recesso della convenzione con Siciliacque spa; in contrasto con le sentenze del TAR del 2018 e del CGA del 2021 che hanno dichiarato illegittime le tariffe applicate da Siciliacque dal 2016 ad oggi e incompetente la Regione a ratificarle; e ancora in contrasto con il comma 5 dell’articolo 3 legge 19/2015 che impone la cessione della “gestione dei sistemi acquedottistici, dei servizi e delle opere idriche di captazione, di accumulo, di potabilizzazione e di adduzione, ai gestori del servizio idrico integrato in ciascun Ambito territoriale ottimale”.
Secondo il Forum per la Regione non applicare la legge vigente, la 19/2015, è già un fatto grave ed è ancora più grave aggirare la sentenza del CGA con un disegno legge che mantiene in vita il gestore di sovrambito, esponendo “il Governo della Regione ad un conflitto d’interesse difficilmente giustificabile” anche perché la Regione è al contempo legislatore e socio di minoranza di Siciliacque spa.
Il Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni sottolinea inoltre come questo disegno di legge della Musumeci e della Baglieri pone la Regione Sicilia in una posizione subordinata agli interessi della multinazionale francese Veolia, proprietaria del 75% di Siciliacque, rispetto al “superiore interesse della comunità siciliana che continuerà a pagare due volte l’acqua ed a ripianare i debiti milionari che la liquidazione ancora in corso di EAS ha comportato per i bilanci della Regione”, determinando il concreto rischio che venga meno il rapporto controllato-controllore.
Il Forum teme che questo disegno di legge possa mortificare il ruolo degli Enti locali e dei sindaci siciliani e che Siciliacque, grazie all’istituzione di un’Autorità unica e a un debole controllo democratico esercitabile dagli Enti locali, possa esercitare una posizione dominante gestendo in forma lucrativa i fondi PNRR ed EU 2021-27.
Il disegno di legge 1066 permetterebbe una gestione, di tutti gli appalti dall’alto, dall’Autorità Idrica Siciliana posta sotto un marcato controllo del Presidente della Regione, che ha permesso di spostare negli anni “le misure di finanziamento dedicate all’idrico da una misura all’altra senza essere spesi per risolvere le criticità” impedendo, come previsto dall’articolo 1 sia del disegno di legge 1066 sia della legge 19/2015 “la gestione pubblica dei beni del demanio idrico senza finalità lucrative”.

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