Partecipata Agorà pubblica, organizzata dal Partito Democratico di Siracusa, dal titolo “Crisi climatica e forestazione urbana – Quali prospettive per la nostra provincia”. A introdurre il tema, che rientra all’interno della iniziativa “Agorà democratiche”, sono stati Salvo Adorno, segretario provinciale del PD e Giusi Genovesi, ex assessore del Comune di Siracusa anche per la rubrica “Politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici”.
Salvo Adorno, dopo aver riepilogato i meccanismi attraverso cui l’uomo sta alterando il clima diventando responsabile dell’incremento della temperatura media dell’aria e minando alla stessa esistenza della vita umana, ha sottolineato come i cambiamenti climatici siano collegabili ad altri temi quali le diseguaglianze tra i Paesi, gli aspetti sociali, le migrazioni, gli aspetti legati al benessere dell’individuo, le politiche economiche e ai nuovi investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “E’ un tema ampio, è un tema che non può essere risolto con le solo politiche siracusane, ma deve essere affrontato in tutti i territori per determinare un vero e proprio cambiamento” evidenzia Salvo Adorno. “Cosa c’è più interessante per un partito che dire alle nuove generazioni che stiamo facendo una lotta che riguarda il loro futuro?”. Il segretario del PD sottolinea quanto sia importante riforestare per sottrarre, attraverso la fotosintesi clorofilliana, anidride carbonica dall’atmosfera e produrre ossigeno e, contemporaneamente, promuovere una cultura verde che “E’ stata per tanti anni una cultura di élite ma oggi è diventata una cultura di massa”. ![]()
Giusi Genovesi ha ricordato la propria attività da assessore quando, con la collaborazione dei volontari, ha contribuito alla nascita del Bosco delle Troiane e all’attuazione nel nostro Comune della Legge 10/2013 con la piantumazione di un nuovo albero per ogni bimbo nato in maniera tale da avviare una forestazione urbana per contribuire al miglioramento del benessere della città. “La crisi climatica non è una crisi solamente ambientale ma è una crisi che investe tutti i settori, sociali, economici e umanitari, che ha una forte correlazione con le migrazioni dei popoli in atto e in avvenire”, sottolinea la Genovesi. Per l’ex assessore del Comune di Siracusa, la città deve avviare una serie di misure per adattarsi ai cambiamenti climatici. “Il benessere dell’uomo dipende dall’evolversi della crisi climatica, perché se l’uomo non è in sintonia con il suo ambiente non vive bene, non si sente sicuro e non riesce ad immaginare un futuro migliore”. Giusi Genovesi ha anche elencato i benefici che possono venire da una forestazione urbana e periiurbana, dalla produzione di ossigeno con la fotosintesi clorofilliana, alla cattura del particolato atmosferico attraverso le foglie, a un migliore drenaggio dei terreni grazie all’assorbimento dell’acqua attraverso le radici (a tal proposito, ha sottolineato che a Siracusa si costruiscono ancora oggi parcheggi con asfalto che impediscono un corretto drenaggio dell’acqua), alla diminuzione delle isole di calore.
Giusi Genovesi ha auspicato un nuovo approccio culturale, con una migliore gestione delle piante in città (evitando per esempio una errata capitozzatura degli alberi), con la creazione, all’interno di aree riforestate, di aziende agricole in grado di produrre prodotti agricoli di qualità. “La nostra provincia ha le carte in regola per avviare uno sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale. All’interno di un territorio di 2100 chilometri quadrati noi abbiamo una superficie alta di aree non urbanizzate (con un 20% di aree naturali protette) e di aree ex industriali dismesse: un territorio dove piantare alberi e dove avviare una nuova economia” ha evidenziato l’ex assessore. Il PNRR per le riforestazioni mette a disposizione 330 milioni di euro, di cui 30 milioni sono stati già impegnati nel 2020 con il decreto clima. Giusi Genovesi ha concluso ricordando uno studio che pone l’Italia tra le prime dieci nazioni che hanno avuto un abbassamento del proprio PIL a causa degli interventi straordinari necessari per far fronte al dissesto idrogeologico. “La maggior parte dei 207 chilometri quadrati del territorio della provincia di Siracusa è sotto vincolo idrogeologico con un alto livello di pericolosità”.
E’ intervenuto anche Peppe Marziano che ha ricordato come, dopo l’approvazione della legge sulla forestazione, avvenuta nel 1987, si passò, in provincia di Siracusa, da circa 5 mila ettari di terreno riforestato a circa 11,5 mila ettari in soli otto anni. Da allora è diminuito il numero di operatori forestali (da 2500 a 1300) e si è osservato una drastica riduzione del numero di giornate lavorate. Peppe Marziano ha evidenziato come un’analisi condotta allora evidenziava che in provincia di Siracusa potrebbero essere forestati circa 30 mila ettari di terreno. Pippo Ansaldi, invece, ha ribadito che la questione dei cambiamenti climatici è un problema planetario che riguarda 7,5 milioni di persone. A livello locale ha lamentato l’incapacità di risolvere problemi drammatici, fondamentali per la salvaguardia delle future generazioni, quali il dissesto idrogeologico, l’abbassamento del punto piezoelettrico delle falde acquifere con la conseguente insalinizzazione dell’acqua potabile. Ha auspicato un migliore utilizzo dell’acqua depurata che anziché essere riversata nel Porto Grande potrebbe essere utilizzata per usi irrigui. Ha concluso chiedendosi se la collettività sia disposta a rinunciare al proprio benessere e al proprio tenore di vita per avviare interventi compatibili con l’ambiente. Roberto Fai ha auspicato il “pensare globalmente ed agire localmente” sottolineando che la sensibilità giovanile su questi temi è notevole e i partiti devono farsene carico così da diventare oggetto di relazioni che si costruiscono e si amplificano. I partiti devono affrontare il tema e capire come tradurlo in un’azione organizzativa e civico politico. Renata Giunta ha espresso la necessità di “recuperare la capacità di fare politica con una discussione che deve essere riportata su più piani di linguaggio”, chiedendo di proporre una politica che permetta alle persone di vivere meglio, di migliorare la qualità della propria vita.
Elena Ferla, riallacciandosi al tema degli sprechi e all’insalinizzazione delle falde acquifere, ha invece parlato della situazione critica della depurazione delle acque reflue nel Comune di Augusta.
Salvo La Delfa ha raccontato l’esperienza dell’Istituto Einaudi che da un anno ha avviato il progetto “Einaudi Ambiente Sostenibile”, con la piantumazione, nel terreno di pertinenza, di 350 piantine, con la creazione di 15 orti scolastici, con l’attivazione di una compostiera per il compostaggio di comunità, con la raccolta degli oli vegetali esausti e con una raccolta differenziata spinta in tutte le classi. “Un’iniziativa che ha visto gli studenti protagonisti con azioni concrete che permettono un approccio culturale diverso sui temi ambientali”.
Gaetano Scifo ha sottolineato la relazione tra le epidemie e lo stato di salute del nostro Pianeta e ha proposto di approfondire temi di questo tipo per sensibilizzare i giovani e creare rete.
Francesca Castagneto ha, infine, messo a conoscenza dei partecipanti l’attività che sta portando avanti con i suoi studenti di architettura sul tema delle isole di calore urbano a Siracusa.
“Io immagino un partito che dibatte e decide” ha concluso Salvo Adorno, “e questa sera è stata una serata in cui abbiamo cercato di fare ambedue”.

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