La realizzazione del deposito GNL si farà. Ad Augusta qualsiasi proposta passa per un piatto di lenticchie

Il giorno 20 settembre nessuna delle associazioni che avevano chiesto di partecipare alla conferenza servizi di Augusta, tenutasi dall’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia orientale sul tema della realizzazione e la gestione di un deposito di stoccaggio di Gnl nel porto di Augusta, era presente. Il laconico documento finale da parte dell’autorità dichiara:

“In tal modo gli adempimenti di specifica competenza dell’Amministrazione si sono esauriti, essendo stato fissato il termine del 20 settembre per l’acquisizione dei pareri da parte delle Amministrazioni all’uopo intervenute alle varie sedute di Conferenza dei Servizi, tenutesi per gli adempimenti istruttori e rappresentativi inerenti ai profili amministrativi, tecnici, ambientali e di sicurezza”.

Per dirla in breve tutto quello che la legge richiede è concluso. Purtroppo, il caso vuole che anche associazioni (Decontaminazione Sicilia) che ne ha fatto richiesta è stata invitata, inviando loro il relativo link per accedere alla conferenza, ma solo la lettera di chiusura del cosiddetto confronto della conferenza. Un comportamento lontano dalle più elementari regole democratiche. Già nelle altre consultazioni si vedeva da parte della Restart Consulting, l’impresa che dovrà costruire e gestire il deposito, la fretta di concludere e bypassare tali intralci democratici di “partecipazione popolare”.

Nell’espressione del volto e nelle parole del tecnico venuto dal nord qualcuno di noi ha percepito una certa arroganza, l’idea che siciliani e augustani siano tali da poter essere facilmente obnubilati, ancora una volta, dalla promessa di qualche centinaia di posti di lavoro e dalle garanzie di un impianto sicuro, forse oltre il 100%: lo stoccaggio più bello e sicuro del mondo, che si opera con manichette a altissimo costo (dimenticando però di ricordare che anche una piccola perdita di Gnl criogenico a -160 °C, il Gnl rilasciato accidentalmente al suolo entrando in contatto con l’acqua manifesta tempistiche e generazione di onde di pressione tipiche di un’esplosione dovute all’intenso scambio termico che si realizza sulla superficie a contatto dei due liquidi, che porta il liquido più freddo a un rapido aumento di temperatura e di volume, si espande di 600 volte in volume). E per il rischio connesso alla sismicità della zona: “siamo al di sopra di maremoti ed eventuali scosse telluriche che potrebbero esserci”.

Eppure, in altre località le perplessità esistono e incidono.

A Livorno, si dichiara poco interesse per questo tipo di approvvigionamento da parte delle Compagnie navali che stanno invece puntando su altre modalità, ad esempio le navi ibride a batteria ro ro”.

A Napoli, si ricorda che il GNL è sì un gas naturale liquefatto, un combustibile applicabile su ampia scala, considerato particolarmente utile perché in termini di emissioni di CO2 ha un impatto ambientale ridotto rispetto agli altri e offrirebbe ai consumatori prezzi più bassi, ma, cionondimeno, gli esperti sottolineano che le interconnessioni elettriche o l’uso di fonti energetiche rinnovabili, combinati a misure di efficienza energetica, possono conseguire i medesimi risultati della costruzione di nuove infrastrutture per il GNL. Strumentalizzare le necessità della transizione energetica per giustificare la costruzione del deposito GNL significherebbe, dunque, aggiungere altri rischi a quelli già esistenti (zona sismica, densità d’industrie, ndr). L’impresa costruttrice ritiene di poter garantire la massima sicurezza, grazie all’alta efficienza delle misure di controllo e gestione.

Difatti, l’ex responsabile dell’Autorità portuale della Sicilia orientale a Augusta, che ha preceduto l’avv. Davide Romano, l’avv. Andrea Annunziata, nel giungere a Napoli, al suo primo atto esecutivo, ha annullato la proposta di un analogo deposito costiero di Gnl come richiedeva da tempo la popolazione.

Invece, qui tutto è permesso? Qualsiasi proposta è gradita per un piatto di lenticchie?

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