Breve cronaca di una consultazione popolare ‘farlocca’

I principali attori: quelli del sì nel dare il via al progetto di realizzazione e gestione del deposito di stoccaggio Gnl al porto di Augusta si presentano uniti. È ciò che si prevede e in questa maniera finirà la “consultazione e partecipazione al pubblico” organizzata dal sindaco Giuseppe Di Mare il 16 settembre. In verità, la partecipazione alla video conferenza è stata solo di 27 persone compreso il sindaco Di Mare. Il tema: l’impresa Restart Consulting costruirà il deposito gestendolo e espandendosi su tutta l’isola con ulteriori punti di stoccaggio per approvvigionamenti navi/camion.

In tutta la consultazione la loro parola d’ordine è:

«Non si deve aver paura se esso sarà costruito al pontile consortile di Augusta, in rada a pochi passi da sorgenti pericolose e popolazione, perché sarà l’affare dei prossimi decenni che coinvolgerà l’assetto industriale dell’intera Sicilia».

Probabilmente gli stessi concetti espressi dalle imprese giunte negli anni ’60 per la costruzione del petrolchimico.

«Pensiamo a un minimo di 50 addetti nel deposito e a un indotto di 150, poi vi sarebbero altri occupati negli altri luoghi dove saranno presenti i piccoli stoccaggi che ergeremo».

L’altro chiodo fisso dell’impresa è:

«Non possiamo permetterci la perdita d’ulteriore tempo. C’è la concorrenza che ci viene dietro. Com’è possibile che al nord tali opere si sbrigano in 6 mesi e qui in 106»?

Questo quanto detto dal tecnico dell’impresa sul progetto del deposito costiero di Gnl di 4.800 mc. Invece le perplessità degli augustani possono sintetizzarsi in: “perché la costruzione al pontile consortile in piena rada”? Il tecnico presentato come professionista con 50 anni d’esperienza sbuffa. Il dibattito è iniziato con la lettura dei quesiti inviati da cittadini e dall’associazione Decontaminazione Sicilia e verte sugli eventuali rischi in una realtà dove insiste una densa zona industriale, ma il tutto viene chiarito con risposte già decise ed è preordinato anche chi deve rispondere. È un martellante confutare da parte dell’autorità portuale, marina militare, sindaco e tutti i tecnici della Restart. In tal modo le risposte portano parecchio tempo. Anche alla richiesta di una consultazione popolare attraverso un referendum interviene seccamente il sindaco:

«Non esiste nello statuto comunale a differenza di altri Comuni limitrofi».

Quando si giunge alle domande dei partecipanti il moderatore, l’avvocato Eugenio Catania, chiede di chiudere al più presto la cosiddetta “consultazione popolare” perché tante domande sono ridondanti, bisogna essere veloci, limitarsi nei tempi. Parte infuocata la presidentessa di Assoport Marina Noè, chiede dove sono finiti gli altri sei progetti presentati, come mai non si sa più nulla, perché la scelta al pontile consortile che nei prossimi anni sarà oggetto di investimenti nell’ottica della transizione ecologica. Infine:

«Non possiamo accettare in una realtà industriale già densa un’altra possibile minaccia potenziale, bisogna andare in nuove direzioni come chiede l’Unione Europea».

Le risposte alla sua veemenza partono da varie direzioni (sindaco, autorità portuale, confindustria, ecc.). Il rappresentante della confindustria cerca di spegnere il fuoco affermando che la transizione, verso l’idrogeno, è lunga da venire, l’autorità portuale dichiara che non si trovano questi progetti, ecc. Stesso schema avviene per le considerazioni fatte dal responsabile di Lega Ambiente/Libera, Enzo Parisi che si dichiara in linea con le preoccupazioni della presidentessa Assoport, aggiungendo che verrebbero ostacolate le bonifiche oramai in partenza. Di nuovo assistiamo alla calata dall’alto di tecnici con tanta e tanta d’esperienza che dichiarano: Augusta per tutta la Sicilia è migliore per convenienza, così lo è anche il pontile per l’economicità del progetto. Quindi il luogo da loro deciso non va assolutamente rivisto.

«Si può rompere una manichetta come è successo ultimamente al porto con sversamento di benzina». Riprende il cittadino Giovanni Baffo. La risposta quasi stizzita proviene dal tecnico del nord verso il limitato e ignorante sudista:

«Ovunque si adoperano manichette, ovunque avvengono incidenti niente di più. L’addetto sarà protetto da guanti nell’operazione. Infine dovreste sapere che le nostre manichette hanno un costo tanto alto proprio per attenuare i rischi».

Intanto il moderatore cerca di fermare il dibattito degli augustani presenti insistendo che già troppo tempo è passato e la Restart chiude:

«Siamo in ritardo di due anni, abbiamo avuto pareri favorevoli dalla Soprintendenza e dalla provincia per il pontile consortile che era vincolato, cerchiamo di chiudere questa discussione in fondo stiamo discutendo dell’arrivo di quattro navi al mese, 48 all’anno che attraccheranno al pontile».

La cosiddetta “consultazione popolare” viene chiusa d’imperio dal moderatore anche se persone si avviavano a prendere la parola.

È vero: quando la consultazione diventa davvero democratica la gestione non è facile accettarla.

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