Ponte Umbertino: tra ringraziamenti ridicoli e figure penose, una cartina di tornasole: Chissi semu!

Crolla un cornicione di una torretta del ponte umbertino e infuria la polemica contro l’Amministrazione. Calamità naturali? Eventi eccezionali? Conseguenze dei cambiamenti climatici? Certo dopo una bomba d’acqua la tragedia è spesso in agguato, c’è da aspettarsi qualche disastro, è da mettere in conto un po’ di danni (oltre ai consueti allagamenti stradali tanto frequenti da noi). Succede e non soltanto a Siracusa, anche se queste bombe d’acqua (assieme agli incendi estivi) stanno diventando quasi ordinari.

Ma che non si accenni alla stato (e al degrado) in cui versano i Beni Comuni, alla totale assenza di attenzione e cura, alla mancata manutenzione (non tutte addebitabili all’Amministrazione Comunale) è da irresponsabili, ipocriti e incoscienti. E su questo si può aprire un lungo e interessante dibattito che può appassionare gli addetti ai lavori e annoiare il resto della città che, passato il temporale, ha altro a cui pensare.

E quando a distruggere un cornicione della stessa torretta (fino ad allora rimasto integro come quello crollato per la pioggia) non è la bomba d’acqua e neanche l’incuria dell’uomo bensì i ‘tecnici’ (Protezione civile? Vigili del Fuoco? Vigili Urbani?) con procedure maldestre, goffe, sprovvedute, rovinando pure buona parte della balaustra sottostante allora la rabbia e l’indignazione sono al culmine. Chi sono questi personaggi? Chi ha deciso l’operazione il cui video virale sui social dà un’impietosa testimonianza? Con quale criterio, metodo, strumenti e competenze è stata scelta la procedura di rimozione del manufatto lapideo?

Il Soprintendente si arrabbia e lamenta di non essere stato informato. I dirigenti del Comune (ben 2!) si giustificano perché nell’urgenza hanno dovuto procedere da soli (!!). Intanto il video relativo alla rimozione fa il giro del mondo con inevitabile conseguente figura barbina (vogliamo essere educati). L’immagine che si dà delle nostre istituzioni è penosa, ridicola, grottesca. In quelle immagini c’è la rappresentazione impietosa e inesorabile dell’incapacità, dell’incompetenza, dell’ignoranza delle nostre plance di comando. Prenderne atto è consapevolezza e serietà, non è polemica né ostilità o contrapposizione politica: chissi semu.

 E come se non bastasse un’altra mastodontica malafijura arriva col comunicato congiunto del Comandante della Polizia Municipale e del Responsabile della Protezione Civile in risposta alla dura nota del Soprintendente ai BB.CC.

È un comunicato assai discutibile, in un italiano incerto con forme verbali indefinibili e sintassi biasimevole. Confusionale, ripetitivo, ridondante, e non chiarisce assolutamente nulla. Agli esami di scuola media avrebbe dato problemi. Sarà stata la fretta di rispondere ai rimbrotti della Soprintendenza, sarà stata la rabbia con cui Sindaco e Assessore hanno chiesto delucidazioni ai loro preposti oppure sarà semplicemente di prendere atto (ancora una volta) che questi siamo, questi ci amministrano, di più e di meglio non si può.

Spicca, con tutto il clamore che l’evento ha suscitato, il silenzio del sindaco Italia. Lui così pronto e disponibile ad apparire e a chiarire; che un giorno sì e uno no va in tv e radio a comunicare e a rispondere; che sui social pubblica la qualsiasi e anche minima attività politica, stavolta si è defilato e non ha ritenuto di dare una minima giustificazione (come poteva?). Ha però mandato in avanscoperta i suoi preposti, i dirigenti prima e il capogabinetto dopo. Forse per prendere le distanze da una dirigenza scarsa e declinare le responsabilità … questi siamo, di più e di meglio non possiamo o non sappiamo fare. Al Comune il personale è al lumicino, i dirigenti quasi tutti scomparsi, concorsi non se ne fanno, la formazione è quella che è. Insomma cosa si pretende? Miracoli non se ne possono fare. E poi ci chiediamo come mai il siracusano è rassegnato e apatico.

E infine, temiamo che neanche le responsabilità specifiche verranno appurate. A parte il video sui social, nessuno ha chiesto giustizia, nessuno ne ha parlato, la stampa non ne ha mai accennato né chiesto delucidazioni. Addirittura il Sindaco, tramite un comunicato, ha pensato di ringraziare tutti i tecnici per gli sforzi profusi!! Come se l’incidente fosse inevitabile, fatale. Come se anche per il cornicione integro la colpa fosse dei cambiamenti climatici, un incidente involontario, al limite del sindaco e quindi di nessuno. Perché, per quanto ci risulta e se non sbagliamo, sin dai tempi in cui un funzionario copiò per intero un programma del Comune di Cremona (se non ancora da prima) mai nessun dirigente o funzionario è stato individuato e sanzionato per incompetenza o irregolarità.

Attendiamo eventuali e gradite smentite, nella speranza che qualcuno o qualcosa ci convinca finalmente che questa NON è una Città destinata alla mediocrità e alla precarietà, che si accontenta del nulla o quasi, ma che può e deve migliorare, aspirare alla NORMALITÀ, alla funzionalità, alla efficacia. Aspettiamo da tempo uno scatto d’orgoglio, la voglia di sognare in grande e di volare alto. Chissà se nel 2024 … Capitale italiana della Cultura ….

 

N.B.: Così come da noi già scritto e pubblicato, il ponte umbertino era durato un secolo circa. Poi, (correva l’anno 2000) vi fu un intervento di restauro con tanto di targa affissa. Peccato però che  una decina d’anni dopo, attorno a quella stessa targa i segni del degrado erano già più che evidenti (vedi foto del 2013).

P.S.: Nel caso qualcuno decidesse di provvedere al monitoraggio complessivo dello stato del Ponte, ci permettiamo di suggerire anche indagini sottomarine: più volte vari cittadini hanno segnalato crepe nella parte sommersa della struttura.

 

(foto archivio Civetta e tratte dal web)

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