Preoccupa la percentuale di no-vax tra medici e insegnanti, ma il metodo scientifico non è opinabile

Il vaccino Pfizer ha ottenuto in America il riconoscimento di vaccino sicuro e non più di emergenza. E sarà così anche per Moderna fra poco. Aspettiamoci a breve anche vaccini contro le varianti, già in fase avanzata di preparazione. L’Europa fra pochissimo ratificherà queste approvazioni mentre cominciano a vacillare le posizioni dei contrari al vaccino.

Dal Friuli all’Umbria non vengono accolti i ricorsi dei no-vax. Tar e giudici del lavoro stanno respingendo infatti quelli presentati da sanitari contro le sanzioni a loro comminate per non essersi vaccinati, come previsto dal decreto Covid di aprile. A Terni un giudice del lavoro ha motivato la propria decisione ritenendo la sospensione dal lavoro e dallo stipendio adeguata e proporzionata.

Il prossimo 7 settembre toccherà al Tribunale amministrativo regionale di Firenze, che tratterà – pronunciandosi su un’eventuale sospensiva dei provvedimenti – il ricorso presentato da circa mille operatori del comparto sanitario toscano accumunati da una richiesta: l’annullamento delle sanzioni previste dalle Aziende sanitarie di appartenenza in caso di mancato adempimento dell’obbligo vaccinale imposto dall’art. 4 del decreto-legge n. 44/2021, convertito in legge n./2021.

Ma ovunque l’orientamento generale italiano è di respingere i ricorsi e confermare le sospensioni dal lavoro.

Analizzando la situazione, duole constatare quanto sia rilevante, proprio tra i sanitari e gli insegnanti, la percentuale di chi dissente con le direttive mondiali per la vaccinazione. Già con la vaccinazione antinfluenzale quasi il cinquanta per cento fra le due categorie si dimostra renitente alla vaccinazione. Ancora più drammatico constatare come, anche in questa difficile circostanza, diventi opinabile la voce della scienza per queste due categorie fondamentali per la tenuta del Paese. E quindi, dato invece per non opinabile il metodo scientifico che ci ha condotto in meno di un secolo a progressi impensabili prima, si deve ipotizzare che la formazione culturale e professionale di queste categorie sia tutta da riformare. Una malintesa forma di libertà conduce troppi professionisti a credere di poter decidere e competere con sistemi di produzione di linee guida ormai condivisi in tutto il pianeta o, peggio, di poter entrare nella dialettica scientifica senza averne i titoli.

Bisognerà ricordarsi di queste gravi problematiche verificatesi in pandemia per isolare queste figure e, spesso, allontanarle da ruoli fondamentali per la formazione degli studenti.

Per quanto attiene i medici le pene devono essere dure perché un medico che nutra dubbi sui vaccini in qualche modo ha rubato la laurea e va tolto dalla possibilità di danneggiare i cittadini.

Quand’anche sia medici sia insegnanti si accostino alla vaccinazione solo per sfuggire ai licenziamenti o alle sospensioni – ed esprimo qui un’opinione assolutamente personale -, i loro nominativi vanno segnalati nelle sedi opportune in vista di un severo riesame della loro formazione scientifica, prevedendo una attività intensiva di formazione obbligatoria mensile con esame finale.

Sperando in una prontissima approvazione della vaccinazione obbligatoria in Italia, i furbetti – spesso, a mio avviso, con laurea conseguita non si sa come – andrebbero avvisati immediatamente di lasciare però in pace i medici di famiglia, vista la mole di richieste di certificati di esenzione dalla vaccinazione anticovid. Proprio loro, negli studi medici, sono famosi per sdottoreggiare confrontandosi da pari con il professionista, richiedendo in continuazione prestazioni non dovute.

Ma finalmente un’importante pubblicazione di linee guida indirizzata proprio ai medici di famiglia stabilisce in maniera chiara chi possa essere esonerato dalla vaccinazione anticovid. I casi sono pochissimi e di certo vengono sventate le cosiddette ‘false controindicazioni’ al vaccino, ad esempio per donne in allattamento e gravidanza, per le patologie autoimmuni, per i pazienti oncologici, per chi soffre di gravi reazioni allergiche non correlate a vaccini.

È stato anche chiarito che alcuni casi di morte attribuita al vaccino non avevano nessuna relazione con esso, e tra questi anche quello verificatosi ad Augusta che ha avuto particolare clamore tra i nostri concittadini.

Lo si ripete per i più coriacei: il vaccino è sicuro, si muore di covid e non dell’arma con cui possiamo combattere la pandemia.

 

 

 

 

Da leggere

LA SALUTE NELL’ERA DELLA DISINFORMAZIONE. FAKE NEWS IN SANITÀ PARTE QUINTA

BUFALE SUGLI ALIMENTI E IL VINO ROSSO Il ministro Kennedy nominato da Trump sovverte la …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti