Un nuovo atto nella tragicommedia del Maniace che non solo nella realtà romanzata di Salvo Salerno è protagonista della vita amministrativa di questa città.
Criticità infinite: segnalazioni continue di ciò che non torna ab origine, cioè sin dalla costruzione dell’impattante bar che mai avrebbe dovuto essere assentita fino alla successiva sanatoria delle difformità edilizio-urbanistiche, grazie al solo taglio di 50 cm d’altezza, nonostante la sentenza del Tar Catania del gennaio 2020 vada nella direzione della demolizione della struttura (se correttamente letta).
Ancora nell’autunno 2019 Ortigia Sostenibile aveva segnalato inutilmente l’uso “improprio” di piazza d’Armi quando vi si era svolta un’attività di promozione e vendita di automobili nonostante la concessione per la sua valorizzazione (sic!) fosse (come è ancora) vincolata all’esclusivo svolgimento di eventi culturali. Una violazione degli obblighi statuiti quindi per i quali la concessione avrebbe dovuto essere annullata, secondo quanto spiegato dalla dottoressa Fulvia Greco della Soprintendenza in altra occasione come ricorda lo stesso avvocato Salerno.
E ora, dopo la diffida a firma anche di Salvo Salerno, l’atto di interpello redatto dall’avvocato Corrado Giuliano, nell’interesse sia dell’Associazione Italia Nostra che di Ortigia Sostenibile, va nuovamente a mettere il dito nella piaga, evidenziando ulteriori possibili anomalie.
La richiesta al Comune di Siracusa e all’Agenzia del Demanio dell’avvocato, inviata per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Siracusa e alla Procura Regionale della Corte dei Conti, è semplice: si chiede di chiarire una volta per tutte quale sia l’attuale concessionario, se l’Associazione interculturale comunità euro afro asiatica del turismo o invece la Senza Confine srl.
La prima, espone l’avvocato Giuliano, è l’associazione con cui l’Agenzia del Demanio-Direzione Regionale della Sicilia ha stipulato nel novembre del 2017 l’Atto di concessione di valorizzazione della Piazza d’Armi. Ad essa, in base all’articolo 16 della concessione, veniva data la facoltà di costituire una società di scopo (nella forma di società di capitali), cui trasferire tutti i rapporti derivanti dalla Concessione, per di più, sottolinea Giuliano, “senza necessità di approvazione o autorizzazione” da parte del Demanio. La nuova società avrebbe quindi sostituito l’aggiudicatario originario in tutti i rapporti con l’Agenzia, divenendo essa unica e sola concessionaria.
Proprio grazie a tale facoltà, infatti, il 29 marzo 2018 Marco Zuccarello, legale rappresentante della Srl Senza Confine, comunicava al Comune di Siracusa l’avvenuto subentro e ad essa il Comune, “solo cinque giorni dopo”, rilasciava il permesso di costruire il chiosco-bar. Da quel momento ogni atto ha visto quale attrice la Senza Confine srl, “fino al ‘Permesso di costruire in sanatoria’ in data 26 febbraio 2021 col n. 42” puntualizza Giuliano.
Ma ecco determinarsi il fatto “inspiegabile”: “Gli ultimi atti amministrativi emessi dal Comune di Siracusa, nei confronti del concessionario (per l’organizzazione del Festival “Ortigia Sound System” e del concerto “Frah Quintale” sempre all’interno della Piazza d’Armi), risultano essere intestati nuovamente all’Associazione euro afro asiatica”.
Come è possibile una tale incongruenza contrattuale? chiede l’avvocato Giuliano facendo anche istanza di accesso civico ai fascicoli dei procedimenti.
Com’è possibile? chiediamo anche noi, pur nutrendo scarsa fiducia nella possibilità di avere una risposta ‘istituzionale’.

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