Il gioco di società di questa settimana è simile a quello dell’Oca.
Serve un imprenditore intraprendente, degli amministrativi forse disattenti e infine due o tre dirigenti confusi. Le regole sono semplici semplici: l’imprenditore chiede le autorizzazioni a tutti, o quasi, gli enti interessati dalla concessione, gli amministrativi redigono quanto necessario e infine i dirigenti approvano la concessione a colpi di Visto. Ecco cosa è accaduto nell’ultima manche al Porticciolo di Ognina. La ditta “Chiara Dario Aurum eventi” di Chiara Dario nel 2019 presenta una richiesta di concessione demaniale per l’utilizzo di un’area antistante il Porticciolo: si tratta di un‘area di mq 17,60 ricadenti secondo il Nuovo Catasto Territoriale al Foglio di Mappa 62, particella 32, per la cui concessione demaniale è richiesta una somma annuale di euro 948,60. Tipo di attività: “l’installazione di un container da adibire a chiosco per la somministrazione di alimenti”. Proprio di un container!
Il Comune di Siracusa con Nota protocollata N.57662 del 18/04/2019, “nelle more della realizzazione del Piano di utilizzo del Demanio Marittimo”, esprime parere favorevole. Il 04/06/2019 l’ufficio del Genio Civile di Siracusa, con nota N. 117360, esprime anch’esso parere favorevole alla richiesta dell’Istante, a patto che consolidi a proprie spese le ”parti ammalorate” del battuto in calcestruzzo armato già esistente, come rilevato in sede di sopralluogo espletato in data 22/05/2019, ma senza che si comprenda perché stia lì. E in egual modo la Capitaneria di Porto di Siracusa, con nota protocollata 15022 del 22/07/2020, in data 15/06 /2020 esprime parere favorevole. Queste sono le autorizzazioni di cui siamo a conoscenza relative al gioco del Rimpiattino (dopo quello dell’Oca) tanto in voga in questa strana, ma non troppo, cittadina siciliana.
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Il container viene collocato e sui social si scatenano le domande, si postano le fotografie, ci si chiede come e perché sia stato autorizzato. A questo punto l’Urbanistica corre ai ripari, tentando, come diceva un tempo mia madre, di nascondere il sole col setaccio. L’assessore Sergio Imbrò sostiene che la ditta Chiara Dario Aurum eventi aveva chiesto “in perfetta buona fede” l’autorizzazione soltanto al Demanio Marittimo e non agli altri enti interessati: né alla sezione paesaggistica della Soprintendenza, né allo stesso Comune per il permesso di costruire. Ora delle due l’una; o l’assessore Imbrò non ha letto le autorizzazioni rilasciate dal suo stesso ufficio del Comune di Siracusa, dal Genio Civile, dal Demanio Marittimo e dalla Capitaneria di Siracusa, o cerca di far passare per sprovveduti gli imprenditori richiedenti. Per quanto abbiamo potuto rilevare, pare infatti che l’unica autorizzazione mancante sia quella della Soprintendenza.
Per dovere di cronaca è necessario aggiungere che, almeno secondo alcuni, le foto apparse sui social sarebbero relative alla fase iniziale dei lavori e non certamente all’aspetto definitivo del chiosco, sebbene l’istanza abbia ad oggetto proprio l’installazione di un container da adibire a chiosco. Stiamo comunque parlando di una iniziativa imprenditoriale avviata nel mese di aprile del 2019 di durata biennale (scadenza fine 2021) e sembra che anche questa estate sia destinata a saltare (speriamo con il ripristino dei luoghi). Attivata la vigilanza urbanistica dopo le proteste, sequestrata la struttura, ora si aspettano “approfondimenti e osservazioni della controparte”.
Noi aspettiamo anche che il Comune chiarisca la sua posizione, che l’assessore Imbrò spieghi a cosa di preciso si riferisca il parere positivo.

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