L’ottantenne “cittadino attivo” Ermanno Adorno rilancia la vicenda della privatizzazione di un tratto di linea di costa da parte di un “alberghetto” in via Dionisio il Grande. In mezzo alla città, davanti al Porto Piccolo. Una delle tante magagne che si trascinano in questa città da tempo, e che capita – anche ai più attenti – di dimenticare per “sfinimento”.
La storia in questo caso dura addirittura dal 2008 – ricorda l’avvocato Corrado Giuliano – con presentazione di esposti, procedimenti giudiziari avviati e conclusi – informa Giuliano -, con assoluzioni e prescrizione dei reati contestati. Procedimenti che bisognerebbe leggere e approfondire prima di commentare.
Rimangono le domande attuali – attuali da 13 anni! – che pone Ermanno, e noi e altri cittadini con lui, innanzitutto: come é possibile che la proprietà di questa struttura vieti indisturbata l’accesso alla battigia e il suo camminamento a cittadini che non siano suoi clienti? Accesso che invece la legge consente anche in presenza di una concessione demaniale.
Non é certo l’unico caso di mare negato a Siracusa. Basti pensare a ciò che é stato consentito e tuttora viene consentito ai titolari di attività di vario tipo, diciamo dalla base dell’aeronautica di via Elorina e continuando per chilometri fino alla penisola Maddalena.
Il rapporto di Siracusa col suo mare é diventato da molto tempo innaturale. Ed é una questione che dovrebbe essere affrontata complessivamente, ma che politica, imprenditoria e cosiddetta società civile, mondo ambientalista compreso, non sono stati finora in grado di fare, forse neppure di pensare, a parte qualche eccezione. In attesa di una vera crescita collettiva, di un cambio speriamo generazionale, ci consoliamo con le iniziative e la sensibilità culturale e personale di qualche “cittadino attivo” come Ermanno Adorno, che i prepotenti non li ha mai sopportati.

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