

Figlio di una delle perle artistiche, storiche e naturalistiche della nostra provincia, Palazzolo Acreide, Carmelo Milluzzo ha dedicato la sua vita e il suo ingegno alla fotografia più impegnativa che esista. Come saprete, è difficile convincere animali, rari e timidi, a mettersi in posa. Pensate agli uccelli notturni, ai rapaci, ai serpenti e alla paura dell’uomo che, ormai, tutti gli animali sopravvissuti all’antropizzazione diffusa del territorio, nutrono come unica speranza di sopravvivenza.
Carmelo Milluzzo ha dedicato la vita alla natura e agli animali selvatici. Ha impegnato tutto il suo tempo e le sue risorse a questo scopo, utilizzando attrezzature complesse e costose, ingegnandosi oltre l’incredibile pur di poter osservare le creature più timide nelle loro abitudini e nel loro ambiente. Bisogna pensare che proprio la paura dell’uomo, ormai, costringe le specie più rare ad occupare spazi impervi, difficili da raggiungere se non a prezzo di grandi sacrifici, appostamenti, notti all’addiaccio, costosi ingegni di fotografia.
Se tutto questo servisse a soddisfare le passioni

di una persona, potremmo solo lodare tutti questi sacrifici e, magari, sperare che tutte le sue scoperte e conoscenze potranno, un giorno, costituire testimonianza storica e naturalistica per i suoi eredi e per qualche studioso che abbia accesso al suo patrimonio fotografico.
Fare arte pura dalla natura, invece, non è cosa per tutti.
Per questo sentiamo il dovere di presentare le sue opere ai cittadini e farli partecipi di un patrimonio che ci fa onore.
Quasi fosse un antico cacciatore, anche Carmelo deve sapere tutto delle abitudini delle sue “prede,” per cui lo studio è parte preponderante della sua passione. Sorprende, poi, la sua capacità di progettare e realizzare complesse attrezzature elettroniche che sono il segreto di alcuni scatti fenomenali, soprattutto notturni. Non ultima la prestanza fisica di trasportare con sé complesse attrezzature fotografiche in luoghi impervi, stare sdraiato su terreni di ogni tipo per rubare un po’ di bellezza alle creature terrestri. Ma tutto ciò non costituisce motivo per spiegare il suo successo, anche, e soprattutto, nella sfera altamente elitaria e professionale mondiale della sua disciplina, dove il suo nome è noto a tutti. Accade così che anche il National Geographic, tempio della fotografia naturalistica mondiale, abbia apprezzato le sue foto.
Credo che alcune foto parleranno anche ai più annoiati lettori.




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