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1992 – Sgarbi candidato a Palermo col partito Liberale

“Vittorio Sgarbi vende panelle al Borgo”. Questa frase che una mano ignota ha scritto con una bomboletta spray sopra il muro di una stradina palermitana – via Paradiso, vicino a viale Strasburgo – è stata una scoperta casuale quanto illuminante.

Con encomiabile sintesi, l’anonimo scrivano ha voluto infatti indicare a Sgarbi un possibile approdo dopo lo sforzo elettorale siciliano: per l’appunto, vendere nel popolare quartiere palermitano del Borgo le panelle, che sono caratteristiche frittelle di farina di ceci.

Si tratterebbe di un’auspicabile svolta a 360 gradi nell’attività indefessa dell’intellettuale ferrarese, candidatosi alla Camera coi liberali che in Sicilia hanno approntato una campagna, ci sia consentita la licenza poetica, veramente coi controcazzi. Tanto per cominciare, di notevole profilo il programma elettorale condensato nell’invito “Venga a prendere il caffè con noi”, che il segretario nazionale Altissimo ha personalmente rivolto ai palermitani dando appuntamento in un noto bar del centro, dove si è scottato la lingua ignaro dell’abitudine locale di servire il caffè dentro tazze super bollenti.

Ma è al sottosegretario alle Finanze De Luca che va attribuito il merito di avere ideato il tenero rendez-vous a Villa Sperlinga: “Sfogliando la margherita incontriamo i liberali”, in un’orgia zuccherina di gelati tricolori da leccare e zucchero filato rigorosamente bianco, verde e rosso. Coi colori della bandiera nazionale anche i fanciulleschi palloncini da passeggio e il rivestimento delle esclusive lattine “De Luca”, dotate di apposita linguetta metallica da strappare per godersi l’inaspettato contenuto: un mini fac-simile del candidato e una delicata margherita in cartoncino leggero. Ingegnosissime le scritte in sequenza sui petali, parafrasando il celebre m’ama non m’ama: “non voto – voto – non voto – voto – voto liberale – voto De Luca”.

Forse è superfluo sottolineare come in tale humus culturale e politico Vittorio Sgarbi si sia trovato perfettamente a proprio agio, suddividendo l’indomito impegno elettorale tra i suddetti meeting all’aria aperta, i defatiganti cocktail privati nei salotti della Palermo-bene e le pedatorie serate nelle discoteche cittadine Onyx e Speak Easy, ritrovo di teenagers in trepidante attesa di vedere dal vivo il logorroico caso umano auto-propostosi ministro dell’annunciato ministero della Cultura.

È stato però a Mazara del Vallo in provincia di Trapani che il vecchio Sgarbi, per dirla alla Salinger, ha dato il meglio di sé intervenendo in un comizio di piazza e denunciando un tentativo di sopruso. Pensate, l’emittente mazarese Tele Vallo gli aveva chiesto dei soldi per dei passaggi pubblicitari, suscitando la sua indignazione e la sferzante risposta che, notoriamente, sono le televisioni a pagare lui e non viceversa. In attesa, naturalmente, di andare a vendere le panelle al Borgo.

(pubblicato la prima volta nell’aprile 1992 sul settimanale satirico Cuore col titolo “Il maestro e Margherita”).

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