Bando Qualità dell’Abitare: due modelli a confronto, Trapani e Siracusa

Ci prova anche Trapani a partecipare al Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA), interventi di rigenerazione urbana a cui abbiamo dedicato alcuni approfondimenti. Ma con modalità ben diverse rispetto a quelle adottate dalla nostra Amministrazione.   

Seppure anche qui con un certo ritardo rispetto alla stessa decisione della Giunta, che già a fine dicembre 2020 ha deliberato di aderire al Programma nazionale, è comparso sul sito del Comune l’avviso per la “manifestazione di interesse per la costituzione di forme di partenariato pubblico-privato” così da rispondere ai principi espressi nello stesso Decreto Interministeriale di “favorire la più ampia partecipazione da parte di soggetti pubblici e privati, nonché delle comunità attive, con particolare riferimento a quelle operanti sul territorio interessato alla proposta”. Un appello ad esserci quindi, per condividere politiche di inclusione sociale e di benessere cittadino, a operatori del terzo settore, organizzazioni non profit, associazioni, cooperative, istituti scolastici, parrocchie, anche “con proposte che facciano riferimento ad azioni ed interventi di tipo immateriale, coerenti con gli obiettivi del PINQuA”. La richiesta di una collaborazione “ampia” che il Comune di Trapani ha comunque già sperimentato con successo in altre occasioni creando un incubatore di idee e proposte.

Un coinvolgimento di cui non abbiamo notizia per Siracusa dove in realtà non c’è stata neanche notizia dello stesso bando (se non quelle che ha fornito la nostra testata). Qui tutto sembra svolgersi nella più assoluta “riservatezza” al punto che a ormai meno di un mese dal termine di presentazione della proposta preliminare (il 16 marzo) non si sa neanche chi sia il professionista a cui è stato assegnato l’incarico, e le domande da noi rivolte all’Amministrazione continuano a non ricevere risposta. 

Ma c’è di più. Non si sa neanche su quale zona della città si intenda intervenire. Dello studio delle modalità per il raggiungimento degli obiettivi del bando, dei bisogni e delle caratteristiche dei contesti affidato al professor Luigi Alini della Scuola di Architettura di Siracusa non si sa nulla.

Differentemente a Trapani le linee guida sono state date dalla stessa Giunta, come correttamente deve essere: si è scelto il quartiere Cappuccinelli, un’area a forte degrado che richiede “interventi infrastrutturali per il suo rilancio sociale, culturale ed economico”. Si è distinto quali opere finanziare attraverso il bando – sugli edifici con interventi di manutenzione straordinaria, miglioramento sismico e bonifica degli spazi esterni di pertinenza; con opere di urbanizzazione per la riqualificazione dei percorsi e degli spazi urbani, il recupero delle attrezzature sportive esistenti, una nuova viabilità per il quartiere e la realizzazione di spazi verdi e di recupero di quelli esistenti – e quali con finanziamenti diversi, con il coinvolgimento dello IACP così come attraverso la programmazione già avviata dallo stesso Comune.

Spazio viene dato anche ai soggetti privati che intendano assumersi l’impegno a realizzare, con proprie risorse o con finanziamenti pubblici di cui sono già destinatari, opere e interventi su aree private all’interno dell’area individuata, chiarendo comunque che “le proposte di partenariato presentate e selezionate non saranno beneficiarie del finanziamento previsto dal bando” ma “concorreranno comunque alla costruzione del quadro economico complessivo delle Proposte che saranno candidate al Programma”. Proposte che saranno valutate da una commissione tecnica appositamente nominata, sulla base di alcuni criteri che ne accertino la compatibilità con i principi espressi dal bando stesso. Un modo quindi per dare impulso anche all’iniziativa privata consentendo alcuni vantaggi come per esempio provvedere direttamente “a tutti gli adempimenti amministrativi di carattere urbanistico edilizio entro i termini previsti per l’avvio dei lavori del programma nonché a ridurre del 10% la quota relativa agli oneri di urbanizzazione a carico dei singoli interventi”.

Riuscire a darsi una spiegazione sul perché di tante sostanziali differenze tra le due città siciliane non è semplice. Ma certo una ragione deve esserci.

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