Processo Terre emerse: “sprofondato” il notaio Giambattista Coltraro

Sei anni e cinque mesi di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, pagamento delle spese processuali anche per i difensori delle numerose parti civili costituite, che dovrà risarcire dei danni da liquidare in sede civile. È questa la pesante condanna inflitta ieri all’ex deputato regionale dal giudice monocratico del Tribunale di Siracusa Carla Frau, che lo ha riconosciuto colpevole di falsità materiale e ideologica. Reati di cui Coltraro si sarebbe macchiato attestando, con atti notarili da lui redatti, false compravendite di terreni.

La vicenda, nota col nome di “Terre emerse” coniato dagli inquirenti, venne alla luce nel 2015 in seguito a un’inchiesta giornalistica di Massimo Scuderi (prima con L’indiscreto e poi con Le Iene) e quindi all’indagine giudiziaria condotta dai carabinieri di Augusta e dalla Procura di Siracusa che scoprirono l’attività di un presunto gruppo criminale, finalizzata all’appropriazione di terreni sparsi principalmente nel territorio di Carlentini. Secondo gli investigatori il gruppo, grazie agli atti pubblici falsi, rogati dal notaio Coltraro fra il 2011 e il 2014, avrebbe acquisito la disponibilità di oltre 2mila ettari di terreni del valore di alcuni milioni di euro, persino ad insaputa degli ignari e legittimi proprietari. All’appropriazione fraudolenta dei terreni sarebbero seguiti finanziamenti pubblici per più di 200mila euro ottenuti – secondo gli inquirenti – con la complicità di ispettori dell’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura.

Dall’operazione “Terre emerse” la posizione di Coltraro venne stralciata da quella degli altri 27 indagati, fra cui diversi componenti del nucleo famigliare del pastore Antonino Carcione, attualmente imputati a vario titolo nel processo in corso avanti al Tribunale penale di Siracusa. Processo, quest’ultimo, che non potrà non tenere conto della sentenza di condanna, emessa ieri dalla giudice Carla Frau, con la quale è stata dichiarata la falsità di sei contratti di compravendita (tutti con la presenza di componenti della famiglia Carcione) rogati dal notaio in date diverse fra il 2012 e il 2013 di cui è stata disposta la cancellazione dai Pubblici Registri del Catasto. Entro 90 giorni si potranno leggere le motivazioni della condanna, un po’ più severa rispetto alla richiesta del pubblico ministero Tommaso Pagano.

     

Coltraro – che sin dall’inizio ha sostenuto di aver agito in buona fede e nel rispetto della legge, e i cui difensori avevano chiesto la piena assoluzione – rischia ulteriori ripercussioni sull’attività professionale. In seguito al suo coinvolgimento nell’inchiesta, venne disposta dal Giudice per le indagini preliminari una prima misura di sospensione dell’esercizio della professione per dieci mesi, più volte confermata, Cassazione compresa. Coltraro ha lamentato il drastico calo di clientela collegato a quelle misure restrittive, con conseguente decisione di chiudere i ben tre studi di Augusta, Priolo e Noto che, nel giro di pochi anni, il notaio proveniente da Messina aveva avviato in provincia di Siracusa, lanciandosi anche nella politica e riuscendo nel 2012 ad essere eletto alla Regione con la lista Movimento Popolare Crocetta Presidente, passando poi in altre formazioni durante la legislatura conclusa nel 2017. Alle successive elezioni gli andò invece male il tentativo di ritornare all’Assemblea siciliana, stavolta con la lista scudocrociata “Rete Democratica Unione di Centro” a sostegno di Musumeci Presidente. Quindi la decisione di trasferirsi al nord, precisamente a Buccinasco in provincia di Milano, dove esercita la professione di notaio, conseguenze penali permettendo.

14/5/2021     Riteniamo corretto chiarire che la sentenza  del Tribunale di Siracusa, menzionata nell’articolo, non ci risulta essere ancora definitiva (di Redazione)

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